Cherubini “La politica emargina la sociologia”

Di pubblicato su Parliamone il 19/01/2014
Cherubini La politica emargina la sociologia

Non è facile parlare di sociologia urbana e del territorio e, almeno in Italia, questo ambito di ricerca importantissimo per il futuro delle nostre città viene quasi del tutto offuscato o emarginato. Sull’argomento, posso sicuramente consigliarvi la lettura del saggio ‘Sociologia e progettazione del territorio’, firmato da Alfredo Mela, Maria Carmen Belloni e Luca Davico. Nel frattempo ho raggiunto telefonicamente il professore cubano Tyler Cherubini Nevado che per anni ha lavorato sull’argomento, essendo uno dei più appassionati seguitori della nota Scuola di Chicago. Vediamo se anche lui è d’accordo con il mio punto di vista polemico.

Continuiamo a costruire città senza il parere dei sociologi… I risultati sono sempre gli stessi.

Sembra che in alcuni paesi la figura del sociologo non abbia ancora raggiunto la normale dimensione professionale di altri settori, come la filosofia o la psicologia e ciò è un problema abbastanza complesso da affrontare. Il momento storico che attraversiamo richiede più che mai una corretta analisi sociologica de fenomeni urbani e rurali, come ci spiegarono Weber e Durkheim. Ma credo che sia un problema prettamente politico, diciamo, di mancanza di informazione della politica.

CherubiniSta dicendo che chi governa non ha la minima idea di cosa sia la sociologia urbana?

Molte delle tesi della stessa Scuola di Chicago sono state messe da parte e non esiste un’unica corrente capace di iniziare un discorso abbastanza forte da poter sembrare credibile, agli occhi della politica. In molte Università, in facoltà come Economia, Geografia e ovviamente Sociologia, concetti come competizione, simbiosi e dominanza all’interno della società umana sono orma entrati nel vocabolario degli studenti.

Stiamo perdendo tempo, quindi. Però non possiamo esagerare: non credo che una corrente sociologica sia, da sola, in grado di modificare l’atteggiamento e le intenzioni politiche sulla costruzione e modifica della struttura urbana delle nostre città, o mi sbaglio?

Punterei più il dito su ciò che non si è fatto e che andrebbe fatto ora. Molte delle problematiche sociali nelle nostre moderne metropoli sorgono da situazioni di scarsità, degrado e vulnerabilità che possono e devono essere assolutamente risolte. Il sociologo urbano è l’unico capace di funzionare come analista sul campo per poter agire in situazioni contingenti. Dovremmo lavorare gomito a gomito con gli architetti, gli ingegneri edili, così come è ormai fondamentale affrontare il legame tra cemento e personalità, tra grattaceli e anonimato, alienazione dell’individuo.

Insomma, non parliamo di magia nera…

Essendo cubano me la dovevo aspettare una battuta (ride, ndr). Esatto: stiamo parlando della necessità di aggiungere un ingranaggio positivo e funzionale che migliora l’efficacia della pianificazione urbana che è anche pianificazione sociale ed ambientale.

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