Comunicare con i figli, ecco come fare

Di pubblicato su Parliamone il 21/07/2015
Comunicare con i figli, ecco come fare

Qualche sera fa, in una delle solite e piacevolissime serate estive, passate in terraza, cenando tra amici, è uscito fuori uno dei discorsi che meno riesco a metabolizzare.

Quando si parla di figli, alcuni genitori ammettono di avere problemi di comunicazione indicando, tra le ragioni, la differenza di età e carattere, una difficile tappa di crescita o anche la mancanza di fiducia e rispetto.

La comunicazione è uno strumento di grande valore che ci permette di ascoltare, seguire, conoscere e trasmettere valori. Nella società moderna il momento dello scambio comunicativo genitori-figli si è indebolito molto, per la presenza di molti filtri (tecnologia, tv, telefonino, musica) e per la scarsa preparazione pedagogica di chi, tra stress ed egocentrismo, dimentica l’importanza dell’educazione familiare.

Comunicare con i figli significa soprattutto guidarli, risolvere problematiche di incertezza e confusione. Ho cercato di indicare, di seguito, quelli che per me dovrebbero essere i 10 principali capisaldi di una buona comunicazione tra padre, madre e prole.

1 – Abituare alla comunicazione da subito

I bambini moderni si trovano ormai dinanzi a tematiche che si presentano troppo precocemente rispetto alla loro età ed occorre prepararli ed informarli in profondità e a tempo. Abituarsi ad affrontare a viso aperto concetti come il sesso, la violenza, le droghe, permetterà di creare un ambiente di fiducia e i nostri figli, poi adolescenti, preferiranno ricorrere ai genitori piuttosto che agli impreparati, e spesso novici, amici.

2 – Fatevi avanti

Non aspettatevi che un ragazzino trovi la maturità e il coraggio per rivolgere domande su determinati temi. I genitori devono allenarsi ad iniziare con slancio le conversazioni, non escludendo i mezzi di comunicazione, ma usandoli come strumento. Chiedete una opinione, un punto di vista: un Che ne pensi? aiuterà il giovane a conoscersi meglio. Ricordate il significato di comunicare: messaggio, codice, mittente e ricevente. Usate un linguaggio diretto, semplice, adoperate le loro stesse parole e siate sempre, sempre, onesti. Anche a costo di esagerare.

3 – Senza tabù, senza paure

Non abbiate paura di questo tema. Più sarete sicuri, sinceri e ‘normali’ nell’affrontare il tema, più ‘normale’ sarà il rapporto di vostro figlio o figlia con l’argomento. È la cosa più naturale del mondo, mettete da parte il cattolicesimo e ricordatevi di quando eravate ragazzi. Via la maschera di pseudo educatori montessoriani.

4 – Il momento giusto

Non abbiate fretta e non siate superficiale: una risposta troppo rapida e sommaria è una cattiva risposta. Trovate il tempo e la calma per rispondere e se una domanda è troppo seria, di nuovo, siate sinceri: rispondete che ne parlerete in un secondo momento e non togliete importanza alla questione. Rischierete di toglierla a vostro figlio.

5 – Trasmettere valori

Diversi studi di psicologia comportamentale contribuiscono all’inserimento di questo punto. I giovani hanno bisogno di un chiaro orientamento morale, indicato da parte dei genitori e tale atteggiamento va espresso in modo deciso e chiaro. È il momento più alto dell’educazione.

6 – Controllate l’attenzione

Siate sicuri di avere l’attenzione di vostro figlio, concentratevi, evitate di rispondere e parlare mentre fate altre cose. Se poi vedete che il suo grado di partecipazione scema, lasciate il discorso e riprendetelo in un altro momento.

7 – Siate onesti, sarete coerenti

È questa la chiave per la credibilità. Non mentire mai e siate generosi di spiegazioni. Poter presentare esempi personali, aneddoti, storie, vi renderà vicini, curiosamente interessanti e coerenti. Difficilmente ci comportiamo in modo diverso da ciò che diciamo: meglio riconoscere di avere un difetto che mascherarlo e fornire un pessimo esempio.

8 – Viva la pazienza

Lasciateli parlare. Evitate di predirre ciò che diranno, non interrompeteli. La loro velocità, il loro vocabolario e la capacità di analisi semantica è inferiore, ovviamente, date loro la possibilità di esprimersi alla velocità naturale che possono esprimere.

9 – Ogni scusca è buona

Sappiamo che lo stress e il poco tempo non aiutano, spesso si arriva a casa distrutti. Però anche un trafiletto sul giornale o una battuta del vicino può servire per intavolare una piccola conversazione: non esagerate solo con temi personali (scuola, sport, fidanzato…) ma parlate della vita, del mondo, dei fatti quotidiani.

10 – Ricordare e ripetere

Parlate più volte di uno stesso tema, se non vedete vostro figlio del tutto sicuro. Ricordate i punti già trattati, modificateli, analizzateli, i risultati aiuteranno sia lui che voi.

Non serve fare regali, comportarsi da amicone o dare ogni cosa per vinta ai propri figli, per averli a nostro lato.

Occorre dimostrare con il nostro modo di comunicare, che siamo aperti al dialogo, disponibili ad insegnare ed imparare sempre da un livello di parità e sincerità. 

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