Concetti base per un avere un buon fisico

Di pubblicato su Parliamone il 20/06/2015
Concetti base per un avere un buon fisico

La cura del fisco è una delle prerogative più evidenti dell’uomo e donna dell’era moderna. Negli ultimi vent’anni, parole come palestra, dieta, proteine, carboidrati, sono entrati nel gergo comune, trasformando una normale spinta alla cura del fisico e ricerca del benessere in una vera e propria necessità, spinta da quella strana corrente di mode urbane che ci colpisce tutti indistintamente.

Profilerano, nelle città, palestre, centri fitness, scuole e accademie di ballo, yoga, pilates… Per dare un unico dato, raccolto dal sito della Federazione Italiana Tempo Libero, “nonostante la crisi, gli italiani spendono per il tempo libero circa 114 miliardi e 200 mila euro all’anno, circa 221 mila miliardi di vecchie lire”. Insomma, non bruscolini.

Inoltre è ormai costume l’assunzione di sostanze di appoggio e sostegno all’attività fisica, in polvere, liquide o sotto forma di pastiglie. Chiunque entri in una palestra vedrá giovani e meno giovani brindare con bibitoni proteici al sapor vaniglia, fragola o cioccolato, mentre discutono allegramente di amminoacidi ramificati e proteine, storcendo la bocca al pronunciare terribili parole come carboidrati o grassi.

Come tutte le mode, oggi il fisico del ‘palestrato’ è facilmente riconoscibile, perché, a differenza dello sportivo, manca quasi sempre una componente aerobica (tipica di sport come il calcio, il ciclismo, la corsa, il basket, tennis, nuoto…) e perché è il frutto sempre e comunque degli stessi esercizi che i personal trainer amano diffondere e insegnare a destra e manca. I fisici si assomigliano tutti: un’altra conseguenza indiretta della nostra società appiattita.

Esiste un’alternativa?

Si potrebbe scrivere un libro, o forse due, sull’inutilità di un eccessiva attività fisica e sui problemi di salute inerenti al consumo eccessivo di proteine, bibitoni e barrette energetiche. Però mi limiterò a spiegare che la bellezza (estetica) e l’efficienza (forza e resistenza) di un corpo sano, non vanno trovata nella dimensione ma nella sua armonia e proporzione.

Ecco perché quindi, per avere un fisico in ottima salute, basta davvero poco. Occorre lavorare su tre elementi principali: alimentazione, allenamento, riposo.

Se per qualsiasi dieta è ovviamente doveroso e obbligatorio rivolgersi a specialisti e professionisti come questi, è pacifico ricordare che nella nostra società ci siamo abituati a mangiare molto, tanto, troppo. Dovremo quindi lavorare sulle quantità di cibo (riducendo le calorie ingerite) e sulla qualità (prediligendo cibi freschi, verdure, vegerali e frutta, variando molto) per poter perdere peso e tossine senza traumi per l’organismo.

L’allenamento deve poi essere proporzionato al nostro stile di vita, alla nostra abitudine, al lavoro e all’età. L’attività fisica deve essere lenta, graduale, equilibrata e basta poco per ottenere risultati: 3 serie di flessioni tre volte alla settimana, con tre serie di addominali per riscaldarsi e tre uscite a correre di un’oretta ci permetteranno di avere un corpo armonico e sano, senza gonfiarci come pesci palla.

Esistono sistemi di allenamenti di vario tipo (ipertrofici, per l’aumento della massa, altri che insistono sulla resistenza o per la definizione del muscolo e via dicendo…) ma la regola di ogni sportivo dovrebbe essere sempre quella di riuscire a correre 1 km in meno di tre minuti e mezzo. Punto e basta.

Tutto il resto è un’esagerazione, una moda, un voler farsi notare e poter parlare di qualcosa. Mi sbaglio? Esistono discipline sportive in cui il fisico dei suoi campioni è meno sviluppato del nostro di comuni mortali.

Come mai? Semplice: per poter rimanere nella sfera della salute e del benessere fisico occorre rifarsi a modelli di tipo sportivo ed agonistico. E mai, assolutamente mai, a quelli basati solo su risultati di carattere estetico.

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