Regno Unito, così Exxon cerca di boicottare l’auto elettrica

Di pubblicato su Parliamone il 13/09/2016
Regno Unito, così Exxon cerca di boicottare l'auto elettrica

Smascherato il piano strategico della compagnie petrolifera statunitense Exxon per evitare la promozione e diffusione dell’auto elettrica nel Regno Unito.

Già da diversi anni, ormai, i teorici della cospirazione puntano il dito contro le lobby petrolifere e le loro strategie per fermare (o rallentare) la diffusione dell’auto elettrica a livello mondiale. Uno scenario che diviene sempre più realistico grazie a una nuova allarmante notizia che interessa, questa volta, il Regno Unito.

Il Governo Britannico, della nuova premier Theresa May, ha lasciato filtrare una serie di documenti che dimostrano il tentativo di Exxon di fare pressioni sull’esecutivo per evitare piani di incentivazione all’acquisto di auto ecologiche.

Il gigante dai piedi d’argilla

La Exxon Mobil Corporation, è una delle principali compagnie petrolifere statunitensi del mondo. In Italia ed Europa la conosciamo come Esso, talmente importante e influente da apparire persino in alcuni giochi per bambini, sin dagli anni 80. L’attuale azienda riprese vigore dalla fusione, avvenuta nel 1999, tra la Exxon originale e Mobil. Un fatto che definire storico è poco: questa nuova sinergia segnò la fusione delle due gemelle Standard Oil di New Jersey e New York, entrambe un tempo nelle sole mani di John Davison Rockefeller. Oggi Exxon ha introiti paragonabili al PIL di paesi come Azerbaigian o Arabia Saudita. Un vero e proprio gigante.

Ma dopo aver affumicato e avvelenato il pianeta per oltre cento anni, con le connivenze di politici e governi, la complicità e ignoranza del cittadino medio, adesso anche al colosso tremano le gambe.

Esso giochi per bambini

La prassi del vecchio potere

Per tutelarsi, Exxon ha inviato un documento alla DFT (Dipartimento di Trasporto Pubblico britannico) presentando una serie di osservazioni e punti di vista atti a dimostrare, formalmente, l’inutilità dell’auto elettrica come alternativa per la riduzione delle emissioni contaminanti.

Sgomento tra gli esperti di settore, associazioni e enti di investigazione per questa presa di posizione assolutamente priva di senso. Si calcola che, per evitare l’effetto serra, prima del 2050 le emissioni dovranno essere ridotte drasticamente (oltre il 60%) e la principale via da seguire indicata ricalca proprio l’utilizzo di veicoli mossi da energie alternative. I principali media inglesi parlano di una vera e propria follia, spinta dalla presunzione di chi non accetta di perdere il trono.

Erano intoccabili

Exxon punta a seguire la stessa strategia che le multinazionali del tabacco seguirono negli USA. Indica al Governo britannico di pianificare le politiche solamente in base a dati concreti, “numeri e statistiche scientifiche solide” e non seguire gli umori di un’opinione pubblica che tende a gettare discredito sulle grandi aziende.

Fatto ancora più grave, suggerisce a Londra di non interferire nel mercato e lasciare che siano i consumatori a decidere e indicare il percorso da seguire, attraverso una scelta generata dai consumi. Per Exxon è profondamente illegittimo che i Governi mettano in pratica politiche di sostegno e promozione delle energie rinnovabili, sia per quanto riguarda le auto elettriche per per quelle che sfruttano gas naturale o idrogeno.

La strategia della multinazionale si snoda su due livelli. Da un lato, attraverso pressioni che sfruttano il lato debole e corrotto della politica, dall’altro con la creazione di una macchina del catrame per screditare quanto di buono fatto, finora, a livello di energie rinnovabili.

Il gigante dai piedi d'argilla

Un’occasione persa

Ma questa palese sfacciataggine, sintomatica di un settore che si considera intoccabile, rivela l’incapacità di interpretare e rispondere a un nuovo scenario che, prima o poi, riguarderá tutti.

Nel 2009 furono vendute 6000 auto elettriche, nel 2015 tale numero a superato il milione e mezzo. Exxon non può fare nulla contro il miglioramento tecnologico a livello di prestazioni e affidabilità delle nuove vetture ecologiche. Sopratutto non potrà mai vincere contro una nuova coscienza globale che si sta affermando. Quella che accetta di sacrificarsi per raggiungere un bene comune, massimo, figlio del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente.

Exxon dimostra di essere gestita da dirigenti retrogradi, proiettati nel passato. Così come la maggioranza delle multinazionali del petrolio. Invece di abbracciare la nuova causa ecologica, muovendo un passo verso il futuro, svelano la loro vera natura, becera, quella dell’attaccamento al mero profitto.

Il futuro dell’umanità ha buoni alleati e perfidi nemici. Quel ridicolo documento inviato al Governo Britannico, dimostra che Exxon ha già scelto da che parte stare. E la sua immagine è inevitabilmente compromessa, per sempre.

Un'occasione persa

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