Il futuro dell’Occidente, tra esodo del terrore e panico sociale

Di pubblicato su Parliamone il 29/07/2016
Il futuro dell'Occidente, tra esodo del terrore e panico sociale

La società post-moderna sta entrando in una drammatica Nuova Era. Resa permeabile dalla psicosi, dovrà prepararsi all’esodo del jihadismo sconfitto.

Ogni volta che i mass-media si riferiscono a quella masnada assassina di Falsi Musulmani con termini quali Isis, Daesh o Califfato, mescolati spesso a caso, provo un naturale senso di rifiuto. E’ un intercalare giornalistico che sfrutta la ripetizione di parole familiari che ha come risultato una semplificazione dei fatti e una riduzione al ‘tutto uguale’ per chi legge e ascolta. Il piatto del giorno, a base di attentati, scontri a fuoco e arresti, viene servito con la spezia del già noto. Siria, Iraq, Libia, Nigeria: tutto sembra uguale e ugualmente incomprensibile, dai nomi arabi degli attentatori, alle dinamiche di azione, sempre la stessa storia, raccontata con la medesima superficialità, come se si trattasse di un documentario, un film, qualcosa che succede sì, ma lontano.

Per l’uomo comune è impossibile discernere e capire realmente la differenza tra sciiti e sunniti, tra curdi i peshmerga, tra Al Qaeda, Daesh e Boko Haram. Ecco allora che, a distanza di anni, pochi sanno che l’Isis fu creato dall’ex esercito iracheno di Saddam Hussein o che le faide tra sette islamiche perdurano da oltre duemila anni. Non si può comprendere o pensare di conoscere una cultura, e una religione, complesse come l’Islam. Però si ha la presunzione di seguire, senza spirito critico, modelli di interpretazione della realtà imposti proprio dal linguaggio erroneo e la superficialità del giornalismo moderno, quello che copia e incolla le notizie dai siti Internet, pubblicando foto e video senza assicurarsi delle fonti e che non ha né la cultura né l’esperienza per fornire un punto di vista approfondito e realmente costruttivo.

Questa prassi aiuta e fomenta, in modo diretto, il panico sociale. Gli attentati di Nizza, Monaco di Baviera e Rouen sono oggi presentati con una trasmissione dialogica che serve solamente a generare psicosi collettiva. Come mai? L’uomo, da sempre, ha avuto e ha paura di tutto ciò che non comprende e non conosce appieno.

La comunicazione confusa e approssimativa che accompagna i fatti di terrore, inietta nelle vene dell’audience il virus dell’ignoranza: non ci si interroga sulle ragioni e sulle modalità del terrorismo, come patologia da curare, ma ci si concentra solo sull’odio, sulla vendetta, sul falso vittimismo di un ‘Occidente Buono’ Anche solo legittimare con un nome questi assassini influisce: basterebbe chiamarli Falsi Musulmani per generare in noi un’immagine ben diversa da quella fantomatica di ‘esercito distruttore’ da telefilm.

L’Isis sta morendo, è finito. Ma quella che sarebbe dovuta essere una vittoria, porterà con sé degli strascichi pericolosi, con conseguenze che vedremo, purtroppo, nel breve periodo. Una volta sconfitti, i jihadisti si spargeranno come blatte al buio nella cucina di un ristorante di periferia, mescolandosi e penetrando l’Occidente indebolito proprio dal pregiudizio, dalla paura e dalla paranoia. Il marito che dorme con la pistola sotto al cuscino finirà per ammazzare la moglie che rincasa dalla porta di servizio.

La guerra che dovevamo portare avanti in modo determinato, ma mai combattuta davvero, produrrà vittime collaterali di un problema francamente irrisolvibile per l’inadeguatezza della dirigenza politica mondiale. L’Europa, gli Stati Uniti, la Russia, continuano a pensare in maniera selettiva, egoistica, anteponendo il vantaggio individuale e la Ragion di Stato all’interesse collettivo. Nessuna sorpresa: Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Italia, sono i paesi che si sono macchiati della vergogna del colonialismo: per loro, Medio Oriente ed Africa sono nemici, avversari, rivali odiati da tenere e mantenere schiacciati sotto al tacco.

Però, grazie all’ipocrita maturità del mestiere politico, si apprestano a sfruttare la meteora terroristica pronti a ridurre le nostre libertà personali. Poco a poco ci ritroveremo nel bel mezzo di una trama orwelliana. Un esempio? L’ondata di epurazioni firmate dal signor Erdogan a margine del golpe taroccato.

Ebbene, il futuro dell’Occidente (ex crociato ed ex imperialista), corre su un doppio binario: l’esodo inevitabile del terrorismo sparpagliato, fin dentro le nostre case, e la repressione governativa e legislativa motivata da false esigenze di sicurezza.

Quel pazzo carnefice di Mao disse: “Il potere politico nasce dalla canna di un fucile“. Ebbene, i governi occidentali hanno messo quel fucile in mano ai fanatici più primitivi, trasformandoli in alleati del loro controllo politico su di noi.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *