iPhone 7, ecco perché non serve comprarlo

Di pubblicato su Parliamone il 10/09/2016
iPhone 7, ecco perché non serve comprarlo

Il 16 settembre arriva anche in Italia l’atteso iPhone 7 ma il nuovo prodotto di Apple è nuovamente figlio dell’obsolescenza programmata.

Si chiama iPhone 7, ma è meglio non comprarlo.

Apple, l’unica azienda al mondo che è riuscita a creare, allo stesso tempo, un marchio, un consumatore e una moda, ancora una volta dimostra di essere il leader nello sfruttamento dell’obsolescenza programmata.

Da quando, nel 2007, fu lanciato il primo iPhone 2G (chiamato anche iPhone EDGE), il gigante di Cupertino ha conquistato il cuore dei suoi fedelissimi fanboy, smerciando un nuovo smartphone all’anno, fino al modello 5 (2012). Dal 2013, i ragazzi di Tim Cook (subentrato a Steve Jobs, prematuramente scomparso nel 2011), hanno sfornato due modelli di smartphone all’anno. Nel 2013 toccò agli iPhone 5C e 5S, nel 2014 furono venduti iPhone 6 e 6 Plus, per terminare il 2015 con il solo iPhone 6S Plus.

Ma proprio quest’anno Apple ha deciso di battere tutti i record, arricchendo il già nutrito catalogo con tre telefonini in sette mesi. Dal 21 marzo al 7 settembre, ecco serviti  iPhone SE, iPhone 7 e 7 Plus.

iPhone 7 e il consumo in sequenza

Il gran segreto del successo dell’iPhone nasce dalla capacità di Apple di creare dal nulla un nuovo consumatore. Un risultato frutto sicuramente di un’estetica convincente, riconoscibile e di una vincente strategia a livello di marketing e comunicazione.

Ma i ragazzi di Cupertino, principalmente, sono riusciti a innescare un meccanismo commerciale tra i più dirompenti: il consumo in sequenza.

Ecco quindi che l’iPhone 4 diventa 4S, il 5 cambia in 5S eppoi in 5C, fino alle ultime versioni presentate come nuovi ‘tipo Plus’. Dietro a questa serie sequenziale, in apparenza innocua, si nascondono fortissime tensioni psicologiche, che hanno a che fare con le dinamiche che legano le scelte dell’individuo all’interazione sociale e al bombardamento pubblicitario.

iPhone 7 e la coerenza del possesso

iPhone 7 e la coerenza del possesso

Come ho ampiamente descritto nel mio libro ‘La società della disinformazione’, nell’era post-moderna si è imposto il valore di scambio sul valore d’uso, obbligando l’individuo a proiettare all’esterno un’immagine apparente frutto del possesso. Ebbene, nella società del 2016, avere un iPhone 7 automaticamente comunica agli altri il nostro potere acquisitivo, la posizione sociale e il livello di aggiornamento tecnologico.

La sequenza (3, 4, 5, 6, 7, ∞) introdotta dal gigante di Cupertino gioca, quindi, un ruolo fondamentale nella motivazione e induzione all’acquisto.

Un fanboy che possiede una versione obsoleta di melafonino, viene guidato (dalla fedeltà al marchio) o convinto (dalla pubblicità) a investire denaro in un modello aggiornato. Non per una reale esigenza di utilizzo, ma semplicemente perché percepisce l’acquisto del nuovo oggetto come necessario e indispensabile.

Questo consumo in sequenza va oltre il bisogno del possesso (come simbolo di affermazione sociale) e spinge il consumatore ad agire secondo coerenza. Compriamo perché non possiamo accettare di rimanere ‘indietro’.

Cresce la sequenza, così come il beneficio di Apple. Un guadagno assicurato e che può essere facilmente previsto e modulato. Cupertino, dopo 9 anni, può tranquillamente calcolare quanti possessori di vecchi iPhone accettano di comprare (o cambiare) il proprio smartphone. Il cliente è stato creato, fidelizzato, ormai è in trappola, come un criceto. Ed é improbabile che riesca a evadere dalla ruota che lui stesso fa girare.

iPhone 7 e la coerenza del possesso

Stesso numero, lettera diversa

La cosiddetta sequenza iPhone, che rende il consumo obbligatorio per coerenza, non sembra avere un concreto fondamento di innovazione tecnologica.

Secondo quanto pubblicato dalla stessa Apple sul proprio sito ufficiale, le differenze tra i modelli più recenti sono minime. Impercettibili, secondarie, ad ogni modo non giustificano il lancio così ravvicinato di smartphone simili anche esteticamente. Senza scomodare i modelli meno attuali, se ci limitiamo a confrontare iPhone 6 e iPhone 7, il miglioramento è impalpabile.

A parte la resistenza ad “…acqua, schizzi e polvere“, un nuovo stabilizzatore e l’obiettivo a sei elementi, queste sono le 5 principali differenze tra iPhone 6 e iPhone 7:

  • Luminosità massima: passa da 500 cd/m2 a 625
  • Peso: da 143 grammi a 138
  • Chip:  passa da A9 a A10
  • Diaframma con apertura: passa da f/2.2 a f/1.8
  • Velocità di connessione 4G: da 300 Mbps a 450.

Stesso numero, lettera diversa

iPhone mitologico

Senza grandiose né sorprendenti novità, l’iPhone 7 dimostra di essere il principe dell’obsolescenza tecnologica anche per un altro motivo.

Questo incredibile strumento, che ha consentito di modificare e rinnovare il nostro modo di comunicare e relazionarci con il mondo esterno è, e resterà sempre, un prodotto incompleto. Una versione moderna della tela di Penelope.

Apple assembla il suo telefonino poco a poco, con precisa lentezza e, freddamente, calcola la porzione limitata di tecnologia da concedere al consumatore. Il nuovo modello di iPhone avrà sempre qualcosina in più del precedente e qualcosina in meno del successivo. In questa altalena infinita, il fanboy si comporta come il povero Sisifo, condannato a inseguire il proprio masso per tutta l’eternità.

iPhone 7, 7 motivi per non comprarlo

Persone in coda davanti all’Apple Store di Valencia (Spagna). Foto di Víctor Gutiérrez Navarro.

iPhone 7, 7 motivi per non comprarlo

Se non sapete resistere alle mode, se appartenete al popolo Apple o, più semplicemente, lo avete già acquistato, ogni discorso è vano.

Ma, in caso contrario, eccovi 7 motivi per non comprare l’iPhone 7. Il ‘nuovo’ smartphone firmato da Cupertino, che arriverà in Italia il 16 di settembre del 2016:

  1. Curiosità: rimanere allacciati all’uso sistematico di un solo prodotto o marca riduce la nostra capacità di apprendere e imparare. Se dovete cambiare telefonino può essere una buona idea provare qualcosa di diverso, originale, nuovo. Non siate folli, siate curiosi.
  2. Libertà: non comprare l’iPhone 7 significa avere la forza cognitiva di effettuare una scelta che non dipende da pressioni esterne. Volete condividere il vostro successo? Scrivete un libro. Desiderate presumere della vostra ricchezza? Fate beneficenza.
  3. Contro i monopoli: comprare il telefonino di un’altra azienda, magari italiana, non solo aiuta a distribuire ricchezza e creare posti di lavoro ma, soprattutto, toglie potere alle multinazionali del settore che cercano di imporre un monopolio di fatto.
  4. Dubbio di utilità: se possedete un iPhone 5 o 6, passare al 7 non ha molto senso. Il ‘nuovo’ iPhone è tanto utile quanto quello che possedete già. Poca innovazione, prezzo alto… Domandatevi se avete davvero bisogno di uno strumento che tra pochi mesi sarà già obsoleto.
  5. Concorrenza: esistono nel mercato una serie di valide alternative all’iPhone 7. Le riviste specializzate da tempo ci mostrano dispositivi con caratteristiche impressionanti, a costi decisamente inferiori.
  6. In gabbia:  i sistemi operativi Apple sono tremendamente chiusi, con un basso livello di personalizzazione. L’integrazione con Android e altre piattaforme, volutamente complicata, è parte della strategia di Cupertino.
  7. Stress: comprare un telefonino nuovo di zecca, specialmente se è Apple, significa stare attenti al minimo movimento, urto, colpo. Oltre alla paura che possiate perderlo o che venga rubato. Uno stress considerevole, che diventa andia nelle infinite code davanti agli Apple Store.

9 Comments

  1. Germano78

    10/09/2016 at 04:59

    100% d’accordo con te. è una vergogna che ci sia gente che ancora abbocca. Poi ho letto che la protezione contro l’acqua non prevede garanzia. Che gente.

  2. carla minnie

    10/09/2016 at 07:22

    …io avevo blackberry, poi pigliai il maledetto iphone e ora ho uno splendido android che costa due lire e va una bomba. la colpa di apple è che mente.

  3. simoncellileggenda

    10/09/2016 at 11:01

    AVETE LETTO LE REVIEW DEI GIORNALI? tutti entusiasti… titoloni come “il nuovo iphone, rivoluzione apple”
    maddechè???
    il primo post realistico che leggo

  4. Blons

    10/09/2016 at 15:02

    Ottimo post. Da quando ho avuto il primo telefonino ho cambiato almeno 10 brand e gli smartphone li ho girati tutti, dall’Iphone al samsung al nexus5. Solo provandoli si può capire l’Universo delle possibilità di utilizzo che si aprono nella vita di ogni giorno, nel lavoro e nell’intrattenimento.

  5. Giuseppe

    10/09/2016 at 19:05

    Io ho provato diversi Brand ma ritengo che Apple sia il TOP quanto a stabilità e semplicità d’uso. Tuttavia non seguo il loro giochetto e ho preso a gennaio di quest’anno il 6s dopo 4 anni e mezzo di onorato servizio del 5 e per altri 4 anni sicuramente rimarrò con questo.
    Quando aspetti 5 anni la differenza si vede e la percepisci allora a quel punto un sacrificio lo si può anche fare. Saluti

  6. Matteo

    10/09/2016 at 23:12

    Questo articolo è semplicemente una sciocchezza. Tutti i punti elencati sono del tutto soggettivi. Sono praticamente sette motivi per cui l’autore non vuole acquistare un iPhone (nuovo). Non vedo dove sta il senso dell’articolo.
    Per carità, ognuno è libero di pensarla come vuole, e su alcuni aspetti della questione posso essere d’accordo, ma non vedo perché scriverli in un blog. Meglio Facebook, che nasce come piattaforma soggettiva.

  7. J.Moschino

    11/09/2016 at 12:22

    Ottimo articolo. Analisi approfondita.
    Si dimentica pero’ una cosa IMHO importante: il consumo sequenziale e’ stato inventato da Microsoft che con Office modificava i formati in modo impercettibile per rendere la versione vecchia inusabile (“ti ho mandato il file”, “non lo leggo”, “e’ il nuovo formato di Excel, se aggiorni lo leggi anche tu”).
    A nessuno veniva in mente di salvare nel vecchio formato: era importante fare sapere a tutti quanto si era cool nel possedere la nuova versione del programma e costringere i propri corrispondenti ad aggiornare (a pagamento)!

  8. Pino

    11/09/2016 at 12:28

    Io sono un possessore da sempre di iphone…quello che non viene detto è che un iphone tiene il mercato io ho un iphone 6 che dopo 2 anni e passa vale ancora 370-420€ si esatto!(stima fatta su diversi siti online) mentre un telefono di qualsiasi altra marca dopo 6 mesi si svaluta del 30/40%.
    Un’altra cosa a favore e lo puó capire solo chi usa per lavoro come me tutte le piattaforme apple (dal pc al tablet alla tv ecc)è la loro sincronizzazione tra tutti gli apparati…fondamentale per i professionisti…
    Detto questo il prezzo non è poi così alto calcolando che avete un prodotto che per almeno un anno e mezzo terrà il suo prezzo d’origine e se volessi passare al nuovo vendendo il mio lo pagherei circa 400€ che non è male…questi conti l’amico che scrive non se li fa. Ma potrei elencarne altri 1000
    Tipo la sicurezza del sistema che ha solo apple…quasi impossibile da scardinare…
    Certo poi ci sono pro e contro, che sono solo soggettivi al cliente…

  9. Arsenio Lupin

    11/09/2016 at 16:36

    Io penso che ognuno di noi compri quello che vuole, sia libero di spendere i suoi soldi come meglio gli pare, detto questo sinceramente non capisco questo accanimento verso Apple, nel 1997 mi sembra io avevo un Nokia 8850 che ho pagato 1.600.000 non aveva praticamente niente, non era innovativo, e nessuno diceva niente, aaaa era un Nokia! Oppure mi ricordo il Motorola v3688 1.400.000 e anche lì nessuno apriva becco, il a detta di molti Ericsson t28 s altra milionata! Ed ancora niente… poi con l’euro forse ricordo il panasonic gd87 forse 700 euro!!!! Ma con Apple e 900 euro tutti che gridano allo scandalo, se non volete non prendetelo!

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