Italia retrograda insensata, grazie Strasburgo

Di pubblicato su Parliamone il 22/07/2015
Italia retrograda insensata, grazie Strasburgo

Tra i 47 paesi del Consiglio Europeo, l’Italia è l’ottavo a non prevedere nessuna tutela dei diritti per le coppie omosessuali. Ma come mai?

Il nostro paese, storicamente, ha sempre vissuto sotto il gioco della Chiesa Cattolica, è superfluo ricordarlo. Un peso soverchiante che appare ancora più evidente se paragoniamo lo Stivale alla vicinissima Spagna, da anni emancipatasi rispetto alla vecchia ombra di Religiosissima Natione.

Credo che una Nazione va giudicata per il suo grado di democrazia e libertà nel momento in cui riesce a garantire a tutti i suoi figli, indistintamente, gli stessi diritti.

È chiaro che esiste, purtroppo, una coscienza popolare retrograda, bigotta e profondamente ipocrita: ciò che duole e che la classe politica si dimostri ancora più stupidamente conservatrice ed immobile.

L’atteggiamento che il nostro paese dimostra rispetto ai fratelli omosessuali e sorelle lesbiche è di una durezza inamissibile e anacronistica. Si tende, in Italia, a garantire diritti a specimina sorprendentemente negativi (mafiosi, corrotti, pedofili, assassini e figlicidi) però non si ha la forza politica per stabilire un’uguaglianza che, spetta a tutti noi.

L’articolo 3 della bistrattatissima Costituzione, nei suoi due commi, invia direttamente due messaggi, chiarissimi e che non lasciano spazio al dubbio:

Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali“.

Ma non solo. Ed ecco infatti il colpo di grazia che accompagna, come un soffice tappeto, il pugno della Corte europea dei diritti dell’uomo contro il Bel Paese: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta’ e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…“.

Ma allora, perchè tante chiacchiere e aria fritta al vento?

I quesiti, alla radice di questo evidente controsenso italiano, sono semplicemente due.

In primo luogo una strana ed immeritata emarginazione di omosessuali e lesbiche, come se fossero irrimediabilmente figli di un’anomalia incomprensibile che dà fastidio e necessariamente deve essere impedita.

In secondo luogo l’ipocrisia di considerci laici e democraticamente moderni migliori di paesi musulmani che spesso critichiamo. Al contrario, l’Italia invischiata e turbata dalle ingerenze vaticane si dimostra, una volta di più, succube della Roma papale, come un vecchio retaggio storico di cui non riesce proprio a farne a meno.

Ecco perché sono d’accordo con la critica di Strasburgo all’Italia. Non possiamo essere europeisti, dichiararci laici e moderni, se continuiamo ad accettare, nei nostri confini, la caccia alle streghe allo spauracchio omosessuale.

Un paese libero è quello capace di eliminare ogni limite, bandire ogni proibizione collettiva, forte di una trasmissione culturale e di valori che accompagna la libertà personale in ogni aspetto della vita sociale.

E non chi, ancora oggi nel 2015, misura la propria legislazione sulla base di archetipi pseudo morali e, cosa ancor più grave, retro-religiosi.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *