Lorusso: “George di Cambridge serve al popolo”

Di pubblicato su Parliamone il 23/07/2015
George di Cambridge serve al popolo

Non riesco a comprendere l’attenzione smaniosa per il bebè George di Cambridge e ho chiesto un parere al giornalista monarchico Paolo Lorusso.

Non esiste, tra i miei conoscenti ed amici, persona più preparata sull’argomento di Paolo Lorusso, giornalista di moda, gossip e mondanità che qualche anno fa (o come dice lui, ‘secolo’) fece parte dell’allora Fronte Monarchico Giovanile.

Mi riferisco al continuo bombardamento mediatico che riceviamo rispetto al cicciobello anglosassone George di Cambridge, principino di due anni ma già ricco sfondato, figlio di William e terzo pretendente al trono d’Inghilterra.

Ma perchè, io che sono italiano e repubblicano, mi debbo sorbire lughissimi minutaggi nei tele e radiogiornali nazionali, su tematiche futili, scialbe e pallosissime, dedicati al regale pargolo?

Coraggio Paolo, dimmi qualcosa che non so… Ma chissenefrega di Giorgino…

Da un punto di vista giornalistico devo, purtroppo, darti torto. È chiaro che l’esigenza di parlare, o sparlare, sulla quotidianità del primogenito nipote di Lady D sia frutto di meri risultati di audience. Quella stessa ‘informazione sull’informazione’ di cui parli tu nel tuo ultimo eBook. Tutti ne parlano e allora anche noi dobbiamo farlo.

paolo lorussoHo l’impressione che però, per molte persone, proiettarsi nella vita dei nobili, oggi come in passato, sia un modo per appagare le proprie esigenze di realizzazione…

Effettivamente. Sono un simbolo nudo e crudo di un’altra realtá che permette a massaie, operai ed emarginati di vivere di riflesso. Ecco spiegato, per esempio, la donazione di soldi alla corona da parte di indigenti o le lunghe file davanti ai cancelli di Buckingham Palace… E non è solo un caso inglese. Tu che vivi in Spagna sai benissimo che l’affetto degli iberici per Juan Carlos e ora Felipe è altissimo.

Sono praticamente degli animali da gossip. A me continuano a non piacere, nel senso, li vedo come meri parassiti della società, grotteschi, anacronistici e persino irriverenti.

La situazione moderna certamente influisce il tuo giudizio, hai molti anni meno di me e condivido appieno la rabbia che un repubblicano liberale possa provare nell’osservare lo scempio economico (o se vogliamo, l’anomalia) che interessa le famiglie reali. E non crediate a chi dice che le Case Monarchice sono un affare per via del merchandising o i tabloid.

Davvero non abbiamo altri temi su cui discutere e parlare: davvero dobbiamo ricorrere ai pannoloni reali?

Purtroppo sì. I contenuti semplici e voyeuristici sono quelli che hanno maggior riscontro di pubblico…

Basso sforzo cognitivo, mera osservazione e un’infinta possibilità nella produzione di critica personale e giudizio estetico…

Non avrei potuto dirlo in forma migliore. Quanto alla monarchia… Non esiste più, da anni, secoli. Sono macchiette da rotocalco, anche mi dispiaccia ammetterlo, però ciò che resta della nobiltà sono pochi spiccioli, bluse ritoccate e figliocci viziati che bivaccano tra modelle e macchinoni.

Cosa farà di grande il piccolo Giorgino per il Commonwealth, il Regno Unito e gli inglesi?

Assolutamente nulla. Rispetterà la tradizione degli ‘inutili maschi’ della casata Windsor, con qualche scandaluccio e facendo arricchire qualche giornalista o paparazzo con qualche esclusiva. E l’unica cosa che riesce bene alla dinastia, Elisabetta a parte…

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *