Mandilaris: “Il turismo etilico nocivo per tutti”

Di pubblicato su Parliamone il 29/07/2015
Il turismo etilico nocivo per tutti

Spagna e Grecia sono tra le mete estive più amate per la grande libertà lasciata ai turisti, specie nord europei. Esiste un problema di turismo etilico?

La maggior parte di noi europei, quelli che hanno la fortuna di avere ancora un lavoro (abbastanza remunarato), possono contare annualmente su circa una trentina di giorni di ferie.

Quasi tutti cerchiamo di risparmiare all’osso denari e giorni liberi per arrivare, con le migliori intenzioni, all’appuntamento con la piacevole estata. La scelta di una destinazione non troppo lontana, economicamente accessibile e che possa assicurare una certa sintonia culturale, inevitabilmente, ci proietta verso le spiagge delle amiche Spagna e Grecia.

Un volo low-cost, un piccolo appartamento e un’auto o motociclo noleggiati, ci consentono di trascorrere una o due settimane con un budget relativamente contenuto.

Ma, a parte il mare, le spiagge, la musica e i party, uno dei maggiori richiami per giovani e meno giovani, è un certo libertinismo alcolico che è divenuto tipico negli anni di località come Ibiza, Formenter, Mikonos o Ios. Ne ho parlato telefonicamente con la mia amica Helene Mandilaris, che lavora in uno degli ospedali di Rodi.

Brutta storia, quella del turismo etilico…

Diciamo che anni di turismo massificato e mode giovanili non hanno aiutato. Sindaci e tour operator di luoghi come Mykonos, Zante, Rodi, Creta, Ios, hanno deciso da tempo di puntare tutta la promozione su musica, balli, cocktail e sesso libero per chiunque.

Assieme alla Spagna siete i numeri uno però, in quanto a divertimento.

Non credere troppo, sai. Nel senso che bisogna capire quali sono i nostri parametri di giudizio. Discoteche certo non mancano, ma alla fine dei conti stiamo diventando il giardino sporco dell’Europa, dove quasi tutto è possibile, dal balconing al turismo etilico.

Tu lavori come medico di Pronto Soccorso da circa otto anni, di cose ne hai viste tante. Esiste una matrice geografica del problema e dei suoi protagonisti?

Il concetto è semplice: vieni a Mikonos o a Rodi, paghi poco e fai quello che ti pare per una o due settimane. Anglosassoni e nordici sono i pazienti che maggiormente sono interessati da coma etilico, ferite, ustioni e collasso. Hanno una pessima cultura alimentare e il loro rapporto con l’alcol è esagerato. Italiani, francesi a gli stessi spagnoli non arrivano al punto limite di inglesi, americani, svedesi e ovviamente russi. 

Uno spettacolo triste…

Soprattutto perchè passano gran parte del tempo o a letto, dormendo, o vomitando e con diarrea, in ospedale con flebo e tutto. Senza considerare la promoscuità, quella che chiamiamo ‘intossicazione da bicchiere’ per passarsi le bevande con sconosciuti. Il problema esiste e danneggia sia la salute dei turisti che delle città e isole che visitano.

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