Marieke Vervoot, l’atleta paralimpica che voleva morire

Di pubblicato su Parliamone il 12/09/2016
Marieke Vervoot, la atleta che voleva morire

La velocista belga Marieke Vervoot firmò nel 2008 la documentazione per richiedere l’eutanasia. Ma ora, dopo le Paraolimpiadi di Rio potrebbe cambiare idea.

Nata a Diest nel 1979, Marieke Vervoort è una velocista paralimpica e triatleta belga che, pochi mesi fa, conquistò le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Dall’età di 20 anni è afflitta da una malattia generativa che le provoca dolori fortissimi alle gambe e continui svenimenti. Ebbene, secondo alcune dichiarazioni riportate da un periodico belga, la giovane atleta avrebbe mostrato l’intenzione di voler ricorrere all’eutanasia al termine dei Giochi Paralimpici dei Rio 2016.

Ma proprio nelle ultime ore sono arrivate le parole di smentita della coraggiosa Marieke.

Convivo con il dolore de moltissimi anni, ormai, è una vita terribile e il non poter vivere in modo normale ti porta a prendere decisioni drastiche” ha dichiarato all’agenzia spagnola EFE.

Diritto alla morte

In Belgio esiste una legge, approvata nel 2008, che concede il diritto all’eutanasia. Poche settimane dopo la promulgazione della nuova normativa, Marieke Vervoort fece formale richiesta per usufruirne e firmò la documentazione necessaria per avvalersi del diritto alla buona morte. Ma per ora, l’appuntamento con la morte è rimandato.

Presentai la domanda per ricevere l’eutanasia senza in realtà avere in mente nessuna data, come erroneamente pubblicato da un giornale del mio paese. Dopo i Giochi Paralimpici di Rio non succederà niente, la mia vita continuerà ad essere quella di sempre. Ho voglia di stare con la mia famiglia e continuare a dedicarmi allo sport. Non so quando userò l’eutanasia“.

Marieke Vervoort

Pensando al futuro

Ma i progetti di Marieke sono anche altri. La sua vicenda personale verrà messa a disposizione di persone che vivono nelle stesse condizioni e servirà come esempio di coraggio e lotta.

Ho il desiderio di organizzare una serie di meeting e incontri dedicati alla vita, a come lavorare su noi stessi per superare il dolore e mantenere viva la speranza. Non è semplice vivere con il dolore, in una sedia a rotelle, ma nel sacrificio, nella determinazione e nell’affetto di amici e parenti si trova il segreto per un’esistenza che può essere non solo dignitosa ma anche piena e completa“.

Una campionessa da brividi

Oro a Londra 2012 nei 200 metri e argento nei 100, è giunta a Rio per competere nei 400 piani (classi T51 e T52) e nei 100 dove cercherà l’oro. “Credo nel diritto all’eutanasia, bisogna avere rispetto per persone che chiedono semplicemente di smettere di soffrire. Non so quando darò questo passo ma fino a quel momento continuerò a dare tutta me stessa per lo sport, cercando di regalare qualcosa di buono alla gente“.

Tieni duro Marieke: il mondo ha bisogno di persone come te.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *