Nacho Avila: “Rinnovabili? Troppa confusione”

Di pubblicato su Parliamone il 18/07/2015
Nacho Avila Rinnovabili Troppa confusione

Nacho Avila è uno dei tanti ingegneri argentini che da tempo ha scelto di abbandonare il lavoro presso le multinazionali energetiche, nella fattispecie la spagnola Endesa, per dedicare tempo, risorse e conoscenze alla lotta ecologista per la promozione e introduzione delle energie rinnovabili in tutto il Sud America, con associazioni come Greenpeace. L’ho raggiunto telefonicamente tramite Skype per conoscere il suo parere su alcuni dati che riguardano l’Italia.

A dicembre del 2008, il Parlamento approvò il famoso pacchetto clima-energia 20-20-20 (ridurre del 20% di emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e incrementare del 20% il consumo di fonti rinnovabili). Ciò nonostante, come pubblica la GSE in questo articolo, siamo ancora parecchio indietro: nell’anno 2013 il 16,7% dei consumi complessivi di energia sono stati coperti da fonti rinnovabili. Un incremento del 27% rispetto al 2012 però comunque i progressi sono lenti, lentissimi.

Non si capisce il perché. L’Università di Roma Tre ha vinto nel 2015 il premio per l’architettura green con la casa Rhome for denCity che produce più energia di quanta ne consuma, però in Italia le energie rinnovabili sono ancora un discorso per pochi.

L’Italia potrebbe avere presto seri problemi energetici…

Non avete moltissimo, è certo, gran parte dei consumi vengono soddisfatti da approvvigionamenti esterni e mi riferisco sopratutto ad Africa, Francia e Russia. Gas, elettricità e combustibili fossili non abbondano in Italia, però negli ultimi tempi la vostra capacità di produrre energia è notevolmente migliorata. Certo questo è un discorso da legare alla pianificazione politica che, come sappiamo, nel Bel Paese è in balia dei continui capovolgimenti dell’esecutivo…

Ci sono due correnti di pensiero: una parte degli italiani è pronta a tappezzare di pannelli solari la Sicilia, un’altra crede inopportuno snaturare le bellezze del paeseSiamo alle solite.

La verità sta nel mezzo. Esiste un’informazione parecchio superficiale sul tema delle rinnovabili e personalmente credo che ciò non sia casuale ed è da ridere pensare solo di poter ridurre un discorso così serio a semplici estremi…

Confusione?

Si. Sui giornali si leggono moltissimi articoli sulle rinnovabili che lasciano il tempo che trovano, superficiali e pressapochisti, spesso scritti da chi non conosce abbastanza a fondo l’argomento. Si crea cioè un magma informativo che porta la casalinga a pensare che bastano pochi pannelli solari per diventare ricchi e risolvere ogni problema. Esistono problematiche di acquisto, gestione, trasformazione dell’energia, manutenzione, smaltimento dei residui.

Insomma nulla è mai gratuito.

Ovviamente no: così come non esistono energia ecologicamente sane al 100%. Esiste purtroppo sempre una inevitabile produzione di scorie. La gente tende a pensare che le rinnovabili siano una specie di magia del XXI secolo, semplice, gratuita e alla portata di tutti. Ciò che mi indigna è che spesso, quando mi confronto con esponenti dei vari ministeri dell’ambiente, trovo nei rappresentanti politici la stessa confusione e poca voglia di approfondire l’argomento.

Con questo approccio, dubbio si possa andare lontano…

Effettivamente. Finché non esisterà chiarezza nella comunicazione, nello scambio di informazioni, nella formazione di aziende, consumatori e si avranno ben chiari pregi e difetti di ogni singolo impianto rinnovabile, non verrà data la risposta definitiva al complicato problema della eco-sostenibilità del mondo moderno.

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