Perché la pornografia online è sempre accessibile?

Di pubblicato su Parliamone il 20/07/2015
Perché la pornografia online è sempre accessibile?

Non sono mai stato un bacchettone né un moralista, non lo sarò mai. Ma cerco di scovare sempre il significato nelle cose che mi circondando ed uno degli elementi chiave del sano vivere è sicuramente la coerenza.

Parlando, via Skype, pochi minuti fa con il collega Kurt Smith, psicologo che si occupa principalmente di tematiche inerenti alla famiglia e lo sviluppo della personalità, è venuto fuori un problema che realmente appare interessante. Considerando che, ancora oggi, nelle televisioni e network tradizionali, tematiche di natura sessuale o contenuti per adulti vengono limitate a fasce orarie notturne, ci siamo domandati come mai lo stesso discorso non vale per siti Internet e blog.

Ovvero: se le televisioni locali italiane possono trasmettere i famosi teledrin dalla mezzanotte in poi, perché mai da un appartamento di settante metri quadrati di Terlizzi, un qualsiasi minorenne può accedere a video e foto che farebbero prendere un infarto alle spogliarelliste di Colpo Grosso.

Un fatto inspiegabile, soprattutto perché esistono tecnologie che permetterebbero di regolamentare, in modo democratico e semplice, la diffusione di contenuti XXX. Non si comprende come mai le TV debbano ricevere un trattamento più rigido e severo relativamente a una medesima fattispecie.

In fondo, loro stanno perdendo business: sono costretti a mandare in onda i redditizi annunci a luci rosse dalla mezzanotte alle quattro, mentre se aprissero un blog, potrebbero rimanere aperti h24 senza alcun tipo di problema.

Ma perché me la prendo con i siti zozzi? La necessità di offuscare questi portali, almeno di giorno, è giustificata da due problematiche gravi.

In primis, la disgregazione interna della famiglia moderna che non è più in grado di trasmettere valori direttamente ai figli ma lo fa delegando tale delicato compito a mezzi di comunicazione e intrattenimento (televisione, film, computer). Con le mamme al lavoro e i padri metrosessuali,  qualsiasi dodicenne può bazzicare sul web senza alcun controllo.

In secondo luogo l’epidemia della porn addiction che provoca disturbi psicologici da non sottovalutare. Per riassumere ciò che mi ha spiegato Kurt (non ne vogliano gli psicologi se la mia semplificazione appare incompleta), nei drogati del porno si verificano in sequenza: un distaccamento dalla realtà (con l’inaridimento o la perdita delle relazioni sociali), l’isolamento sociale e la proiezione in una realtà immaginaria dove la donna, divenuta oggetto, non ha altro valore se non quello del mero soddisfacimento sessuale.

Ciò sta provocando un “esercito di giovani uomini, ossessionati e scarichi, incapaci di comunicare con le donne o mantenere relazioni sani e normali e, in molti casi, l’impotenza sessuale cronica“.

Dalle parole ai numeri

Diamo qualche dato preso in prestito da www.onlineschools.org (non perdetevi questa infografica):

  1. Il 12% dei siti Internet sono pornografici (circa 25 milioni di web)…
  2. Si spendono 3000 dollari al secondo in pornografia…
  3. Ci sono 30 mila utenti connessi a siti porno ogni secondo…
  4. Un terzo dei visitatori di siti XXX è composto da donne
  5. Ben 68 milioni di ricerche a sfondo pornografico sui motori di ricerca al giorno…
  6. 116 mila sono le ricerche per trovare pornografia infantile

Insomma c’è poco da stare allegri. Senza considerare poi che il mondo della pornografia è fatto di soprusi, droga, violenza e la maggior parte delle attrici arrivano a questa attività da situazioni di assoluta indigenza e povertà, accettando di svendere il proprio corpo (e gran parte dell’anima, aggiungo io) per poche centinaia di euro.

Davvero non vale la pena oscurare i siti porno almeno fino alla mezzanotte?

Parliamone.

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