Quali erano i colori di moda nell’Antica Roma?

Di pubblicato su Parliamone il 07/09/2016
Quali erano i colori di moda nell'Antica Roma

Durante l’epoca d’oro dell’Impero Romano, esisteva una vera e propria moda per tre colori: porpora, rosso scarlatto e il colore naturale della lana vergine.

Nel suo libro ‘Le legioni di Giulio Cesare’, lo scrittore José Lugo svela un particolare interessante relativo all’abbigliamento degli antichi romani.

Anche se non è possibile parlare di moda in senso stretto, tuttavia esisteva uno stile ben definito che corrispondeva al livello sociale e al potere acquisitivo dei membri dell’eterogenea società romana. In particolare, negli anni dell’Alto Impero (23 a. C. – 284 d. C.), il colore veniva utilizzato e scelto solo per determinati abiti o vestimenti. Una nuovo particolare della vita quotidiana nell’Urbe. Scopriamo assieme quali erano i principali colori dell’Antica Roma.

Simbolo del potere

Il rosso porpora fu scoperto dai fenici, che impararono a ottenerlo dal mollusco marino murex brandaris. Era la tinta più cara ed esclusiva dell’Impero ed era simbolo di ricchezza e potere. Giusto per fare un esempio, durante l’epoca di Cesare, un piccolo panno della grandezza di un foulard poteva costare come il salario mensile di un funzionario di livello medio.

Il mercato esigente, sia nell’Urbe che nelle province, spinse i commercianti a studiare e realizzare diverse tonalità di porpora. Il più esclusivo veniva realizzato con una gradazione a metà tra il granata e il viola. Gli alti magistrati usavano una frangia dello stesso colore per abbellire le proprie toghe triumphalis, che potevano essere indossate solamente dai generali vittoriosi.

Cesare (101-44 a. C.) fu il primo a ricevere il permesso del Senato per indossare permanentemente la toga purpurea, una decisione che suscitò le invidie delle correnti conservatrici del Senato. Il color porpora venne quindi associato al potere assoluto e nessun altro imperatore ebbe mai il coraggio di imitare Cesare, almeno fino a Domiziano (51-96 d. C.). La connotazione di regalità di questo colore divenne evidente nei secoli successivi, come mostrano le raffigurazioni pittoriche del passato.

Il colore del sangue

Arrivato a Roma dall’Oriente, lo scarlatto (dal persiano saqirlat) era il secondo colore più popolare tra i romani. Di questa tonalità di rosso venivano colorati i mantelli di generali e legati affinché potessero essere riconosciuti anche a distanze considerevoli.

La cappa militare di Cesare (citata da lui stesso come paludamentum) era rosso scarlatto e questo tipo di vestimento fu ampiamente usato in tutti i principali conflitti dell’Impero, almeno fino al 50 d. C.

La moda del rosso

Le toghe? Non erano bianche

I romani utilizzavano tuniche e toghe di colore non bianco, bensì giallastro, quello naturale della lana vergine.

Legionari e ufficiali dell’impero usavano questo colore che divenne, nel tempo, il simbolo di chi puntava ad essere magistrato. Dato il colore bianco, o ‘candido’, fino a noi è appunto arrivato il termine ‘candidato‘, ovvero di persona pura meritevole di ambire alla magistratura. La lana veniva immersa in una sostanza con acqua, sale e gesso, per ottenere una tonalità più chiara ed abbellita con linee disegnate color oro o porpora.

La moda del rosso

La spiegazione del perché i romani preferissero di gran lunga questo colore, rispetto ad altri colori primari, come il verde o il blu, dipende da due motivi, uno simbolico e l’altro, pratico.

Abbiamo visto che, da un punto di vista dell’immagine, porpora e scarlatto significavano potere politico e militare. Un elemento che persino la Chiesa Cattolica ha ereditato, come viene testimoniato dall’uso di gradazioni similari, come il ‘rosso cardinale’ o il ‘viola vescovile’.

D’altro canto, la fabbricazione di tale tonalità consentiva un utilizzo continuato dei vestimenti, essendo il colore di origine animale. Verdi e azzurri erano parecchio laboriosi da ottenere e provenivano dalla lavorazione di vegetali, quindi meno duraturi nel tempo. Infine, rispetto alla lana, va detto che i romani avevano messo a punto due tipi diversi di questo resistente materiale, producendo in primavera ed estate varietà meno pesanti e più comode.

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