I lavoratori del settore domestico, che includono badanti, babysitter, personale di pulizia, giardinieri, cuochi e maggiordomi, appartengono alla vasta categoria degli assistenti familiari. Questo ambito presenta peculiarità distintive e sfide notevoli.
Il recente aggiornamento del Contratto Collettivo ha portato miglioramenti in termini di salari e diritti. Tuttavia, permangono notevoli discrepanze rispetto ad altri settori lavorativi. In modo particolare, la figura del datore di lavoro in questo contesto è spesso rappresentata da una famiglia o dalla persona assistita, il che genera impatti significativi anche sul piano delle tasse, inclusi bonus e facilitazioni fiscali.
In questo scenario si inserisce la questione del trattamento integrativo IRPEF, comunemente noto come bonus di 100 euro al mese (1.200 euro all’anno), che non viene erogato direttamente nella busta paga per questi lavoratori.
Bonus di 1.200 euro nel 2025, per badanti e assistenti domestici è tempo di reclamarlo
Il bonus, ancora noto come bonus Renzi, rappresenta oggi il trattamento integrativo IRPEF. Per la maggior parte dei lavoratori dipendenti, questo viene erogato direttamente dal datore di lavoro, mese per mese o tramite conguaglio annuale.
Nel settore domestico, invece, la situazione è diversa. Il datore di lavoro domestico, infatti, non agisce come sostituto d’imposta: non trattiene le tasse e non eroga il bonus. Di conseguenza, badanti e assistenti domestici ricevono uno stipendio “lordo” dal punto di vista fiscale e devono occuparsi autonomamente delle proprie dichiarazioni fiscali.
Questo implica che il bonus non viene perso, ma deve essere recuperato attraverso la dichiarazione dei redditi.
Bonus per assistenti domestici con il modello 730
Il trattamento integrativo per badanti, assistenti domestici e altre figure del settore si ottiene tramite il modello 730.
Dal 15 aprile sarà possibile consultare il 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o CNS), e a partire dal 20 maggio sarà possibile modificarlo e inviarlo.
Il bonus è pienamente disponibile per i contribuenti con redditi fino a 15.000 euro, ma è riconosciuto, seppur in forma ridotta, anche a coloro che hanno redditi fino a 28.000 euro, purché le detrazioni per lavoro dipendente superino l’imposta lorda.
In sostanza, anche per le badanti e gli assistenti domestici valgono le stesse regole applicate agli altri lavoratori, ma cambia il modo in cui il bonus viene erogato: tutto si gestisce tramite il 730.
Dettagli bancari per ricevere tutto sul conto corrente, altrimenti si usa il modello F24 per i pagamenti
È fondamentale ricordare che il modello 730 non serve solo a ottenere il bonus, ma anche a effettuare il conguaglio fiscale.
I lavoratori domestici devono dichiarare i redditi percepiti e pagare l’IRPEF dovuta, avendo la possibilità di usufruire delle detrazioni previste (spese mediche, assicurazioni, mutui e altri oneri deducibili).
Se dalla dichiarazione risulta un credito, è necessario fornire l’IBAN all’Agenzia delle Entrate, che di solito eroga il rimborso — incluso il bonus IRPEF — entro la fine dell’anno.
Se, invece, il saldo è a debito, il pagamento deve essere effettuato tramite modello F24.
In conclusione, per badanti e assistenti domestici, il 730 è essenziale non solo per recuperare il bonus di 1.200 euro annuali, ma anche per regolarizzare l’intera situazione fiscale.
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