Il panorama delle agevolazioni fiscali per la rimozione delle barriere architettoniche è delineato con chiarezza dalla normativa vigente. Il bonus, regolamentato dall’articolo 119-ter del Decreto Legge n. 34/2020, prevede uno sconto fiscale notevole, ma è soggetto al rispetto di specifici criteri definiti dalla legge. Tale incentivo si applica a spese debitamente documentate e sostenute entro una certa scadenza, riguarda solo determinati tipi di interventi e si applica esclusivamente ad immobili già esistenti. Pertanto, è un’opzione da considerare attentamente, soprattutto perché dal 2026 l’agevolazione cesserà e sarà necessario orientarsi verso altre soluzioni.
Bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche: aliquota del 75% e spese qualificate
L’incentivo previsto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge n.
34/2020 consiste in una detrazione IRPEF del 75% delle spese effettuate (e opportunamente documentate) entro il 31 dicembre 2025. Questo bonus permette un significativo recupero fiscale delle somme investite, ma solo fino all’ammontare dell’imposta lorda dovuta.
La norma è precisa riguardo le tipologie di lavori ammissibili. L’agevolazione si applica esclusivamente agli interventi volti a superare o eliminare barriere fisiche alla mobilità, limitatamente a lavori su scale, rampe, ascensori, montascale e piattaforme elevatrici. Non si tratta quindi di un incentivo esteso a qualsiasi intervento di accessibilità, ma è specificamente destinato a certe categorie di lavori.
Questo dettaglio è cruciale poiché definisce chiaramente i confini dell’agevolazione del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche: il bonus è applicabile solo se gli interventi rientrano nelle categorie espressamente indicate dalla legge e se le spese sono state sostenute entro la fine del 2025. La detrazione si distribuisce in 10 rate annuali di pari importo.
Interventi possibili solo su edifici già esistenti, non su immobili in costruzione
Un aspetto fondamentale riguarda la tipologia dell’immobile interessato.
La normativa specifica chiaramente che il bonus si applica agli edifici “già esistenti”. Ciò significa che la detrazione non è disponibile per lavori eseguiti mentre l’edificio è ancora in fase di costruzione.
In altre parole, se gli interventi sono realizzati durante la costruzione di un nuovo immobile, il bonus non è applicabile. La legge richiede che le opere siano effettuate su una struttura già esistente, e non su un edificio in corso di completamento o di consegna.
Questa regola è rigorosamente applicata nel caso del bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche, che non può essere utilizzato per interventi integrati in una nuova costruzione. Il legislatore ha quindi deciso di limitare l’agevolazione agli immobili già esistenti, escludendo tutte le attività realizzate nella fase di costruzione.
Tale principio ha anche un valore pratico significativo: non è sufficiente che l’intervento sia conforme alla rimozione delle barriere fisiche, è necessario anche che l’immobile soddisfi il requisito di preesistenza.
Scadenza al 31 dicembre 2025 e situazione dal 2026
La scadenza definitiva impostata dalla normativa è il 31 dicembre 2025. Entro questa data, le spese documentate e pagate possono beneficiare della detrazione del 75%. Dopo questa data, il bonus del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche non sarà più disponibile.
Non è stata approvata alcuna proroga nemmeno con la legge di bilancio del 2026.
Per le spese effettuate dal 2026 in poi, il riferimento cambia. In assenza di una proroga dell’agevolazione al 75%, l’alternativa disponibile è il bonus ristrutturazione. Tuttavia, in questo caso, le percentuali di detrazione sono inferiori rispetto a quelle previste dall’articolo 119-ter del Decreto Legge n. 34/2020.
Nel dettaglio, per le spese del 2026, la detrazione è del 50% se gli interventi interessano l’abitazione principale, mentre scende al 36% per le seconde case. Anche in questo caso, la detrazione è ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Il confronto economico è immediato: il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche è più vantaggioso fino alle spese sostenute entro il 2025, mentre dopo quella data è necessario considerare aliquote più basse. Anche per quanto riguarda la pianificazione dei lavori, la differenza tra le percentuali del 75%, 50% e 36% influisce significativamente sulla convenienza fiscale complessiva dell’intervento.
Bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche e bonus ristrutturazione: differenze da valutare
Il passaggio da una detrazione del 75% a percentuali del 50% o del 36% evidenzia la diversa efficacia dei due strumenti. Il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche offre una protezione fiscale più marcata, ma entro un ambito temporale e oggettivo ben definito. Il bonus ristrutturazione, invece, rappresenta l’unica alternativa per le spese sostenute dal 2026, offrendo un vantaggio economico più limitato e variabile in base alla tipologia di immobile.
Rimane tuttavia un elemento comune tra le due agevolazioni menzionate: entrambe non possono essere richieste per lavori eseguiti durante la costruzione dell’immobile. Anche per il bonus ristrutturazione, infatti, è necessario che l’intervento riguardi un edificio già esistente.
In conclusione, il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche al 75% è applicabile solo fino alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, per specifici lavori su edifici già esistenti, mentre dal 2026 l’alternativa si basa sul bonus ristrutturazione con aliquote più basse e lo stesso limite legato all’esclusione degli immobili ancora in costruzione. Inoltre, in entrambi i casi, il pagamento delle spese deve essere effettuato tramite bonifico bancario tracciabile.
Riepilogo
- Il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche prevede una detrazione del 75% sulle spese ammissibili.
- L’agevolazione è valida per spese documentate sostenute entro il 31 dicembre 2025.
- Sono ammessi solo interventi su scale, rampe, ascensori, montascale e piattaforme elevatrici.
- I lavori devono essere realizzati su edifici già esistenti, non su immobili in costruzione.
- Dal 2026 non è prevista la proroga della detrazione al 75%.
- Per il 2026 rimane il bonus ristrutturazione: 50% per la prima casa, 36% per le seconde case.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



