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Pensione 2026 per i nati nel 1960: Scopri come andarci subito!

In pensione nel 2026 i nati nel 1960: cosa serve per uscire subito? 
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Pubblicato da Enzo Conti
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Quali persone nate nel 1960 possono dire addio al lavoro e pensionarsi già nel 2026?

Siete consapevoli di chi subirà per primi gli inasprimenti dei criteri per la pensione che saranno introdotti nel 2027? Si tratta dei nati nel 1960. Infatti, coloro che sono nati fino al 1959 sono riusciti a evitare gli incrementi previsti dalla legge finanziaria del 2026.

Resta da vedere se il Governo manterrà la promessa di fermare l’incremento dei criteri nel 2026. Al momento, comunque, la situazione corrisponde a quella mostrata anche dai simulatori disponibili sul sito dell’INPS, che sono stati aggiornati di recente.

Dal 2027 entrerà in vigore un incremento di un mese nei criteri di pensionamento, a causa dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Questo si traduce in un mese in più di lavoro e un mese in meno di pensione per chi è nato nel 1960, rispetto a chi è nato nel 1959.

La situazione sarà ancora più gravosa per i nati nel 1961, poiché dal 2028 l’aumento totale sarà di tre mesi (uno nel 2027 e due nel 2028). Questo porta molti lavoratori a chiedersi: è possibile anticipare il ritiro dal lavoro già nel 2026?

In pensione nel 2026 per i nati nel 1960: quali sono i requisiti per un ritiro anticipato

I nati nel 1960 compiranno 67 anni nel 2027. Poiché raggiungeranno l’età pensionabile solo dopo la fine del 2026, per accedere alla pensione di vecchiaia dovranno soddisfare il nuovo criterio aumentato di un mese.

Parliamo ovviamente della pensione di vecchiaia, ovvero il beneficio che necessita di raggiungere l’età pensionabile oltre ai 20 anni di contributi minimi.

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Tuttavia, alcuni lavoratori nati nel 1960 potranno anticipare l’uscita già nel 2026, evitando l’aumento previsto per l’anno successivo. Questo rappresenta solo pochi mesi di anticipo, ma per molti lavoratori è comunque un beneficio significativo dopo una lunga carriera.

Lavoro gravoso e usurante: nel 2026 i nati nel 1960 possono pensionarsi

C’è infatti una categoria di lavoratori che può ancora beneficiare di un congelamento dell’età pensionabile, introdotto nel 2019.

In quell’anno, l’età per la pensione di vecchiaia è aumentata da 66 anni e 7 mesi a 67 anni, a causa dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Da allora, il requisito è rimasto invariato fino ad oggi, anche a causa della pandemia che ha rallentato l’aumento dell’aspettativa di vita.

Dal 2027, però, è previsto che l’aumento torni ad essere applicato.

Non tutti i lavoratori saranno coinvolti allo stesso modo. Gli addetti ai lavori gravosi o usuranti possono ancora andare in pensione con 66 anni e 7 mesi di età, purché abbiano maturato almeno 30 anni di contributi effettivi, senza includere quelli figurativi, volontari o derivanti da riscatto.

Questi lavoratori sono tra coloro che sono protetti dall’aumento del 2019 e quindi possono anticipare l’uscita entro il 2026, evitando sia l’aumento previsto per il 2027 sia ulteriori adeguamenti futuri.

Per le donne i vantaggi sono ancora maggiori sotto certe condizioni

C’è anche un’altra categoria di lavoratori nati nel 1960 che può anticipare l’uscita di alcuni mesi rispetto ai requisiti standard: le lavoratrici madri.

Le donne che hanno maturato almeno 20 anni di contributi e hanno avuto figli, possono accedere alla pensione di vecchiaia prima dei 67 anni.

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Questo perché ogni figlio permette uno sconto di quattro mesi sull’età pensionabile, ma solo per chi rientra nel sistema contributivo puro, ovvero ha versato il primo contributo dopo il 31 dicembre 1995.

Il beneficio può estendersi fino a 16 mesi di anticipo per chi ha avuto almeno quattro figli.

Considerando lo sconto massimo, alcune lavoratrici potrebbero addirittura anticipare l’uscita già nel 2026, nonostante siano nate nel 1961. In questo modo, non solo eviterebbero l’aumento di un mese previsto per il 2027, ma anche i due mesi aggiuntivi previsti dal 2028.

In pratica, chi raggiunge 65 anni e 8 mesi entro dicembre e ha avuto quattro figli può accedere alla pensione in anticipo rispetto ai requisiti ordinari, evitando così gli aumenti legati all’aspettativa di vita previsti per i prossimi anni.

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