Domani, nella seduta di asta dei titoli di stato a medio-lungo termine, verrà offerta anche l’undicesima tranche del BTp 1 settembre 2038 (ISIN: IT0005321325). Il Ministero dell’Economia e delle Finanze proporrà un volume tra 1 e 1,25 miliardi di euro. Saranno disponibili ulteriori 250 milioni nella sessione aggiuntiva del giorno successivo, dedicata esclusivamente agli “Specialisti”. Le prenotazioni da parte del pubblico sono aperte fino a oggi.
Offerta BTp 2038 con sconto del 10%
Il BTp 2038 fu lanciato per la prima volta come titolo ventennale nel gennaio del 2018, con il primo collocamento sindacato che aveva data di godimento dell’1 settembre 2017. Ciò indica che il titolo ha iniziato a generare interessi a partire da quella data.
Attualmente, è possibile acquistare il titolo per poco più di 90 centesimi, ovvero con un ribasso di circa il 10% rispetto al suo valore nominale.
Questo titolo di stato ha raggiunto un picco di 132,46 il 12 febbraio 2021, in un periodo di tassi negativi e di ottimismo legato all’incarico di governo a Mario Draghi. Allora, per inserire 1.000 euro in portafoglio, era necessario spendere oltre 1.320 euro. Ora, servono circa 900 euro. Il rendimento a scadenza attuale è del 4% lordo.
Valutazione dall’emissione
Qual è stata la performance dal momento dell’emissione? Il prezzo di aggiudicazione iniziale era di 99,766 centesimi nel gennaio 2018. Pertanto, il rendimento iniziale era all’incirca del 3% per il BTp 2038 in asta domani. Le cedole nette accumulate fino ad oggi rappresentano circa il 22,50% dell’investimento effettivo. Purtroppo, nel frattempo, l’inflazione italiana ha quasi raggiunto il 23% cumulativo.
Di conseguenza, l’investimento ha reso un saldo leggermente negativo in termini reali.
Inoltre, bisogna tenere conto dell’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul conto titoli, un costo che riduce ulteriormente il rendimento effettivo. Se oggi decidessimo di vendere il titolo, lo faremmo a un prezzo molto inferiore a quello iniziale. Tenendo conto dell’imposta, la perdita sarebbe dell’8,3%. Aggiungendo la perdita reale sopra menzionata, il bilancio finale si traduce in una perdita netta reale prossima al 9%.
Certo, la situazione sarebbe stata molto peggiore se il titolo fosse stato acquistato ai massimi raggiunti tra il 2020 e il 2021, con una perdita di oltre un quarto del capitale. Attualmente, investire nel BTp 2038 in asta può essere conveniente? Un rendimento lordo del 4% per un’obbligazione con scadenza a 12 anni potrebbe essere un buon affare, nonostante l’incertezza sull’inflazione. Il mercato non prevede una ripresa stabile dell’inflazione, ma si limita a prevedere una media del 2% per il medio-lungo periodo.
Incertezze a lungo termine tra geopolitica e intelligenza artificiale
Il principale rischio è ormai di natura geopolitica. La pandemia, la Russia e l’Iran sono esempi di come gli eventi extra-economici imprevedibili abbiano influenzato le condizioni di mercato negli ultimi anni, causando un aumento dell’inflazione. Inoltre, analizzando il lungo termine, dobbiamo considerare anche l’evoluzione tecnologica.
L’intelligenza artificiale contribuirà a una deflazione stimolando la produttività e riducendo il numero di posti di lavoro?
Oltre a queste considerazioni sul futuro, il BTp 2038 in asta ha una “duration” modificata vicina ai 10 anni, il che implica una alta sensibilità del prezzo rispetto alle variazioni di rendimento. Se il rendimento dovesse aumentare al 5%, il prezzo potrebbe scendere intorno agli 80 centesimi, mentre con una riduzione al 3%, il prezzo potrebbe avvicinarsi al valore nominale. Il mercato retail deve essere consapevole di questo aspetto, anche se l’opportunità speculativa per una rivendita anticipata è indubbiamente attraente.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



