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NASPI e Bonus Agricoltura 2025: Fino a 1.200 Euro Disponibili!

Naspi e disoccupazione agricola nel 2025? Adesso arrivano fino a 1.200 euro di bonus
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Pubblicato da Enzo Conti
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Utilizzando il modello 730, chi ha beneficiato della Naspi o della disoccupazione agricola nel 2025 potrà ottenere un vantaggio fiscale.

In queste settimane, sindacati, patronati, Caf e consulenti del lavoro stanno promuovendo una campagna informativa rivolta a coloro che nel 2025 hanno ricevuto:

  • Naspi;
  • disoccupazione agricola;
  • Cassa integrazione;
  • altri tipi di sostegno al reddito.

L’obiettivo è quello di indagare il diritto a un recupero fiscale che può arrivare fino a 1.200 euro.

Ma di che cosa si tratta esattamente? E perché molti contribuenti rischiano di perdere questi fondi senza nemmeno essere consapevoli?

È un bonus per chi ha beneficiato di Naspi o altri sostegni?

Si parla più che altro di una conseguenza del cosiddetto taglio del cuneo fiscale, che è diventato una componente strutturale del sistema fiscale italiano.

Questa riduzione del prelievo fiscale non si limita solo a:

  • stipendi;
  • redditi da lavoro dipendente tradizionali.

Si applica anche a:

  • redditi assimilati, che includono:
  • Naspi;
  • disoccupazione agricola;
  • CIG;
  • altre indennità erogate dall’INPS.

Ed è in questo contesto che emerge la possibilità di un recupero fiscale.

Perché molti disoccupati potrebbero aver pagato più IRPEF del necessario

Quando l’INPS eroga:

  • Naspi;
  • disoccupazione agricola;
  • altri tipi di sostegno al reddito,

non sempre applica correttamente il vantaggio fiscale relativo al taglio del cuneo.

Questo accade principalmente perché:

  • l’INPS non è sempre a conoscenza dell’intera situazione reddituale del beneficiario;
  • né di altri redditi che il beneficiario potrebbe aver percepito durante l’anno.

Di conseguenza, molti hanno pagato un’IRPEF superiore a quella dovuta.

Attraverso il modello 730/2026, questi soldi possono essere recuperati sotto forma di rimborso fiscale.

Ecco perché si parla di un bonus fino a 1.200 euro

La cifra di 1.200 euro non è automatica e non spetta a tutti nella stessa misura.

Dipende da:

  • i redditi totali;
  • la durata della Naspi;
  • le imposte effettivamente pagate;
  • l’eventuale trattamento integrativo già riconosciuto nel 2025.

Chi non ha beneficiato durante l’anno del vantaggio fiscale spettante può recuperarlo completamente o in parte, direttamente con la dichiarazione dei redditi.

Cosa controllare immediatamente

Il primo passo essenziale è verificare la propria Certificazione Unica 2026, ovvero quella relativa ai redditi percepiti nel 2025. Oggi la CU non viene più inviata a casa in formato cartaceo. È necessario scaricarla online.

Dove trovare la Certificazione Unica

Ci sono principalmente due modi.

Sul sito dell’INPS

Accedendo all’area My INPS con:

  • SPID;
  • CIE;
  • o CNS,

è possibile scaricare il PDF della Certificazione Unica relativa alla Naspi o ad altre prestazioni INPS.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate

Nel proprio Cassetto fiscale, all’interno dell’area “Consultazioni”, sono disponibili:

  • tutte le Certificazioni Uniche;
  • incluse quelle dei datori di lavoro eventualmente avuti nel 2025.

Il punto chiave: il trattamento integrativo

Nella Certificazione Unica è importante esaminare attentamente l’area dedicata al trattamento integrativo.

Se il beneficio:

  • non è stato riconosciuto;
  • o è stato riconosciuto solo in parte,

allora il modello 730 può essere utilizzato come strumento di conguaglio fiscale. Ed è proprio qui che nasce il cosiddetto “bonus da 1.200 euro”.

Il modello 730 è necessario per recuperare ciò che non è stato concesso

Presentando il modello 730/2026:

  • il Fisco ricalcola le imposte effettivamente dovute;
  • confrontandole con quelle già trattenute dall’INPS.

Se il contribuente ha versato più IRPEF del dovuto, verrà effettuato un rimborso fiscale.

Attenzione: il recupero non è uguale per tutti

Non tutti avranno diritto alla stessa cifra. E non tutti avranno diritto al rimborso.

Infatti:

  • alcuni contribuenti hanno già ricevuto il beneficio nel corso del 2025;
  • altri solo parzialmente;
  • altri ancora potrebbero non averne diritto per limiti reddituali.

Tutto dipende da:

  • il reddito complessivo;
  • la durata delle prestazioni percepite;
  • e dalla situazione fiscale personale del contribuente.

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