La sterlina e i Gilt continuano a essere sotto tensione a causa della situazione politica turbolenta all’interno del Labour nel Regno Unito. Di recente, il primo ministro Keir Starmer avrebbe rivelato ai suoi più stretti collaboratori la sua intenzione di dimettersi. La lotta per la sua successione è già cominciata. Durante il weekend, la tensione è cresciuta quando Wes Streeting, dimessosi da segretario alla Salute giovedì scorso, ha avanzato la proposta di annullare la Brexit e di ricondurre Londra nell’Unione Europea. Lisa Nandy, segretaria alla Cultura, ha risposto sottolineando le conseguenze negative della Brexit, ma ha espresso la preferenza per una strategia volta a mitigarne gli impatti negativi.
Streeting ha prontamente replicato, criticando il Partito Laburista per la sua mancanza di coraggio, che a suo dire è la causa principale della loro rovina elettorale.
La sterlina oscilla oggi a causa del caos nel Labour
Il dibattito interno sul Brexit rappresentava l’ultimo problema di cui aveva bisogno la sinistra britannica in un periodo delicato come questo. Potrebbe essere stata una mossa calcolata di Streeting per posizionarsi come il leader anti-Brexit in vista delle primarie estive. Questa situazione ha messo in difficoltà Andy Burnham, sindaco di Greater Manchester, che si appresta a candidarsi per un’elezione suppletiva al fine di ottenere un seggio in Parlamento e sfidare Starmer.
Questa mattina, la sterlina è scesa a un tasso di cambio di 1,33 contro il dollaro. Il rendimento dei Gilt a 10 anni è aumentato fino al 5,20% e quello a 30 anni al 5,87%. Il mercato sta già considerando l’effetto Burnham. Da questo punto di vista, Burnham potrebbe essere visto come il peggiore successore di Starmer, essendo un sostenitore della spesa pubblica anche a deficit e delle nazionalizzazioni.
La sua possibile vittoria alle primarie potrebbe portare a una svolta a sinistra nel governo di Londra.
Inflazione e debito sotto stretta sorveglianza
Con un tasso di inflazione già al 3,3% a marzo, la Banca d’Inghilterra potrebbe essere costretta a innalzare i tassi di interesse dal 3,75%. Il mercato è preoccupato che un governo guidato da Burnham possa incrementare la pressione inflazionistica a causa di politiche fiscali più lasche, portando a un’impennata dell’inflazione e dei costi di emissione del debito pubblico. La sterlina si trovava a 1,36 prima delle elezioni amministrative del 7 maggio, dominate dal Reform UK di Nigel Farage. A marzo era scesa a poco meno di 1,32 a causa delle tensioni sull’Iran.
Possibile cambiamento di governo a luglio
Altrettanto preoccupante è la durata prevista di questa crisi politica e di governo. Potremmo dover attendere fino a luglio prima che si svolga l’elezione suppletiva e che Burnham, se eletto, entri in Parlamento. In queste settimane critiche a livello internazionale, a Downing Street si trova un primo ministro incapace di agire. Nessun importante dossier economico potrà essere seriamente affrontato a Londra fino all’estate. Intanto, le finanze pubbliche sono a rischio di deteriorarsi ulteriormente con il rallentamento della crescita e l’aumento dei rendimenti.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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