La tensione nei mercati londinesi si intensifica a causa delle crescenti difficoltà incontrate dal primo ministro Keir Starmer legate al caso di Peter Mandelson. L’ex ambasciatore negli USA, fortemente voluto dall’attuale leader del governo laburista, è stato colpito duramente dai cosiddetti “Epstein files” e ha rassegnato le dimissioni dal partito e dalla Camera dei Lords. La sterlina è scivolata ieri sotto 1,36 rispetto al dollaro, mentre i rendimenti dei titoli di stato britannici a lungo termine sono saliti, raggiungendo i livelli massimi dall’ultimo novembre. Gli investitori valutano il rischio di un’imminente caduta del governo, con molti membri del partito laburista che affermano anonimamente che i giorni del primo ministro sono contati.
Pressione su sterlina e rendimenti nel Regno Unito
Anche se ha chiesto scusa alle vittime del finanziere americano, che si è suicidato in carcere nel 2019, il caso ha gettato ombre su un governo che vacilla da quando è stato formato un anno e mezzo fa. I rendimenti dei titoli decennali erano ieri al 4,52%, mentre quelli dei titoli trentennali al 5,32%. Lo spread tra i rendimenti a 10 e 2 anni è aumentato, raggiungendo i livelli vicini ai massimi degli ultimi sette anni di aprile scorso. La vendita massiccia dei titoli di stato britannici è stata parzialmente mitigata dalla decisione della Banca d’Inghilterra di mantenere i tassi invariati al 3,75%.
Nonostante le aspettative di mercato fossero già state incorporate, ha sorpreso il fatto che la decisione sia stata presa con un margine stretto di soli 5 voti contro 4, mentre le previsioni erano per un risultato di 7 a 2. Questo sottolinea la crescente determinazione della Old Lady a ridurre il costo del denaro nonostante un’inflazione di dicembre ancora al 3,4%.
Il rendimento a 2 anni è sceso ieri al minimo del 3,6265%, anticipando un taglio dei tassi già dalla prossima riunione del consiglio.
Preoccupazioni per un cambio di governo
La differenza tra i rendimenti a lungo e breve termine riflette l’ansia dei mercati di fronte a un possibile cambio di governo. Se Starmer dovesse dimettersi, molto probabilmente sarà seguito dalla responsabile delle finanze pubbliche, la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves. A sfidare il primo ministro potrebbe essere Angela Rayner, sua ex vice, che non a caso lo ha criticato aspramente per il caso Mandelson. Nata nel 1980, ex sindacalista e considerata di orientamento più sinistrorso all’interno dei Labour, Rayner è nota per un approccio diretto e potrebbe propendere per un aumento della spesa pubblica finanziata con deficit, orientando la politica fiscale verso una maggiore espansione.
Il Regno Unito ha già un debito pubblico che si aggira intorno al 100% del PIL. Fino ad ora, Starmer e Reeves hanno calmato i timori dei mercati impegnandosi in una politica di contenimento del deficit. Tra i possibili rivali ci sarebbe anche il sindaco di Manchester, Andy Burnham, anch’egli di orientamento più sinistrorso, ma non essendo un parlamentare, in teoria non potrebbe sfidare il leader laburista, che è anche capo del governo, a meno che non riesca ad entrare a Westminster tramite elezioni suppletive.
Tuttavia, il tempo corre veloce. Se già dalla scorsa estate la stabilità di Downing Street sembrava incerta, ora sembra questione di ore o giorni al massimo.
L’eco dell’effetto ‘Truss’
Proprio ieri, l’indice FTSE 100 alla Borsa di Londra ha perso oltre lo 0,80% nel corso del pomeriggio. La sterlina rimane significativamente più forte rispetto a quando i laburisti hanno vinto le elezioni nel luglio del 2024, con un cambio che si attestava allora a 1,27. Un’inversione di tendenza potrebbe verificarsi in un attimo, come dimostra quanto accaduto nel tragico autunno del 2022, noto come “effetto Truss”. L’annuncio di un massiccio taglio delle tasse in deficit da parte della neo-premier conservatrice Liz Truss fece crollare il cambio e schizzare i rendimenti a lungo termine.
Sterlina e rendimenti nel Regno Unito sotto osservazione
Non siamo ancora giunti a quel punto, ma la stabilità politica a Londra è ormai un miraggio, influenzando profondamente il giudizio dei mercati. Il storico bipartitismo è in crisi profonda. Se si votasse oggi, laburisti e conservatori otterrebbero pochi seggi, mentre a trionfare sarebbe il Reform UK di Nigel Farage. La debolezza dei titoli di stato britannici riflette preoccupazioni più strutturali riguardo alla direzione futura di Londra, nei prossimi anni se non decenni. I rendimenti restano i più alti tra le economie del G7, mentre la sterlina è più che mai sotto osservazione, con il destino politico di Starmer più incerto che mai.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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