In questi tempi di incertezza sui mercati finanziari, con tariffe e tensioni geopolitiche che rendono opache le prospettive economiche, è difficile orientarsi. Tuttavia, non è una situazione nuova e certamente non sarà l’ultima. Guardando al passato, possiamo dire con sicurezza che i periodi di crisi offrono delle vere opportunità di investimento. Un chiaro esempio di ciò è la situazione attuale in Turchia. La lira turca, che solo qualche anno fa aveva un valore ben più solido, oggi ha perso molto del suo valore a causa di un’inflazione galoppante, spinta dalla continua devalorizzazione della moneta.
Investire durante le crisi: il caso della lira turca
Attualmente, per acquistare un dollaro sono necessarie 38 lire turche, mentre vent’anni fa ne occorrevano solo circa 1,35. Se facciamo un rapido calcolo, scopriamo che nel marzo 2005 con 100.000 lire avremmo ottenuto 73.800 dollari. Oggi, con lo stesso importo, otterremmo solamente 2.630 dollari, il che rappresenta una perdita del 96,4%. Se un cittadino turco avesse conservato i suoi risparmi in casa, avrebbe visto evaporare quasi tutto il loro valore. Invece, investendo quella somma in dollari e senza alcun interesse, oggi possederebbe circa 2,8 milioni di lire. Tenendo conto che nel frattempo l’inflazione è salita del 2.420%, ossia i prezzi al consumo sono aumentati più di 25 volte, avrebbe di fatto preservato il suo potere d’acquisto.
Investire in periodi di crisi può quindi rivelarsi una decisione molto astuta. Certo, vent’anni fa nessuno in Turchia avrebbe immaginato un futuro finanziario così instabile come quello attuale.
Nei primi anni, sembrava una prospettiva ragionevole. Ecco perché è fondamentale anticipare le crisi e non riposare sugli allori o affidarsi ciecamente al presente.
L’esplosione del valore dell’oro
Se avessimo investito 100.000 lire turche in oro nel 2005, avremmo acquistato 170 once, che oggi valgono sul mercato più di 512.000 dollari. Il nostro investimento avrebbe raggiunto un rendimento vicino al 600%. In lire, avremmo guadagnato quasi 19,5 milioni (circa +19.500%), compensando ampiamente l’effetto negativo dell’inflazione.
Bitcoin: la superstar delle criptovalute
Venti anni fa, il Bitcoin non era ancora disponibile, essendo stato lanciato solo nel gennaio 2009. I primi scambi noti risalgono all’anno successivo. Alla fine del 2010, ad esempio, un Bitcoin valeva appena 25 centesimi di dollaro. All’epoca, con 100.000 lire turche avremmo potuto acquistare oltre 266.000 Bitcoin. Se conservati fino ad oggi, rappresenterebbero un patrimonio di circa 233 milioni di dollari. Un esempio estremo, certamente, ma utile per comprendere l’importanza di investire durante le crisi o in previsione di esse.
La borsa come alleata del risparmio
E se avessimo semplicemente investito 100.000 lire in borsa americana? L’indice S&P 500 ha registrato un guadagno del 385% in dollari. Quindi, oggi avremmo una somma di 358.000 dollari, equivalenti a 13,6 milioni di lire. Il nostro investimento si sarebbe moltiplicato per 136 volte. Lo stesso si può dire per chi avesse investito nella Borsa di Istanbul, dove l’indice BIST 100 ha mostrato un impressionante +3.720% negli ultimi vent’anni.
Il nostro capitale sarebbe aumentato a 3,82 milioni, moltiplicandosi per 38,2 volte. Anche in questo caso, l’inflazione è stata superata.
Il mattone come amico dell’investitore
Infine, il mercato immobiliare. Investire in immobili è una scelta saggia. In Italia ne siamo consapevoli, anche se di recente abbiamo assistito a un declino a causa della crisi demografica e economica. Negli ultimi dieci anni, tuttavia, i prezzi delle case in Turchia sono aumentati in media del 2.055%. Questo significa che le famose 100.000 lire sarebbero diventate 2,15 milioni, contro un’inflazione di circa il 1.040% nello stesso periodo. Ancora una volta, il potere d’acquisto del capitale è uscito vincitore.
Investire in tempi di crisi è vantaggioso
In conclusione, investire durante e contro le crisi aiuta a proteggersi da rischi come svalutazione e inflazione. Noi, che viviamo in un contesto di stabilità dei prezzi (situazione non sempre garantita negli anni passati), percepiamo meno questa necessità. Questo spiega perché tendiamo a rimanere molto liquidi anche di fronte a opportunità di guadagno a basso rischio, come quelle offerte attualmente dai rendimenti obbligazionari relativamente elevati. Tuttavia, anche un’inflazione bassa può erodere nel tempo il valore reale del capitale senza che ce ne accorgiamo. O almeno, non in tempo.
- 100.000 lire nel 2005: 73.800 usd = oggi 2.804.400 lire
- 100.000 lire oggi: 2.630 usd (-96,4%)
- inflazione in 20 anni: 2.418%; 100.000 lire = 3.971 lire reali
- 100.000 lire nel 2005: 170 once di oro, oggi 512.350 usd (+594%)
- 100.000 lire fine 2010: 266k Bitcoin = oggi 233 mln usd
- 100.000 lire 20 anni fa all’S&P 500: +385%, oggi 358.000 usd = 13,6 mln lire (x 136)
- 100.000 lire 20 anni fa al BIST 100: +3.720%, oggi 3,82 mln lire (x 38,2)
- 100.000 lire 10 anni fa in case: +2.055%, 2,155 mln lire versus inflazione 1.041%
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



