Quando un noto brand di gelati sceglie di promuovere il proprio cornetto con la canzone “Felicità” di Albano e Romina, ciò indica un recupero del passato ritenuto necessario dai marketer. Infatti, il 2025 sarà probabilmente ricordato come l’estate senza tormentoni musicali, un fatto non trascurabile. In Italia, è tradizione associare i mesi estivi alle canzoni più popolari, una tendenza che persiste dagli anni Sessanta, da “Dalle Pinne, fucili ed occhiali” nel 1962 fino a “Sesso e Samba” del 2024.
Estate senza tormentoni: una moltitudine di canzoni senza un vero successo
Non è che manchino le nuove canzoni quest’anno. Piuttosto, ce ne sono molte che si autoconsumano reciprocamente senza che nessuna riesca a distinguersi veramente.
Da “Maschio” di Annalisa a “L’Unica” di Giorgia, passando per “Amor” di Achille Lauro e “Sto bene al mare” di Marco Mengoni, e molti altri ancora. Alla fine, nessuno riesce a collegare questo periodo a una canzone specifica. È effettivamente la prima estate senza un vero tormentone da molte generazioni a questa parte.
Offerta musicale vasta
La scarsa creatività di produttori e case discografiche? Potrebbe essere il contrario. C’è un’offerta musicale abbondante, e l’industria musicale è cambiata profondamente. Le radio non trasmettono brani universali. Il mercato è fortemente segmentato, anche a causa dei social media che permettono una mirata segmentazione del pubblico. In realtà, le radio non sono più neanche il principale mezzo per la diffusione e il successo di una canzone. Da YouTube a Spotify fino ad altre app dedicate esclusivamente alla musica, sono questi i canali che le nuove generazioni utilizzano per ascoltare e scegliere la musica che preferiscono.
Il risultato è che ognuno ascolta quello che preferisce, seguendo gusti estremamente personali. Si verifica un’esplosione di successi, ma nessuno è veramente tale. Inoltre, la durata del successo è molto più breve. E questa potrebbe essere la prima estate senza tormentoni di una lunga serie, complici gli effetti stancanti delle formule musicali usate dai produttori negli ultimi decenni. L’uso ossessivo delle sonorità latinoamericane, la qualità dei brani che continua a peggiorare. Certo, nessuno si aspetta un pezzo impegnativo da ascoltare sotto l’ombrellone. Ma dopo un po’, a furia di “un, dos, tres” e “te quiero”, il pubblico cambia stazione.
Crisi del turismo balneare
Il 2025 non è solo l’anno senza tormentoni. Segna anche una svolta nel turismo balneare. Le spiagge non sono più affollate come una volta, e i gestori dei lidi si lamentano di una significativa diminuzione dei visitatori. Le polemiche sui prezzi sono inevitabili. Troppo elevati per i consumatori, che già devono fare i conti con salari stagnanti da decenni. È vero che una parte considerevole di italiani sceglierà di rimanere a casa per risparmiare, ma in generale sono le destinazioni alternative al mare a riscuotere successo, dalle città d’arte alle montagne, i turisti ci sono.
I cambiamenti “culturali” improvvisi spesso non nascono tali, ma diventano necessari. E l’impatto sull’industria musicale può essere più diretto di quanto si pensi.
Se gli italiani trascorreranno meno tempo sotto l’ombrellone, ascolteranno la stessa musica? Il successo di un brano può dipendere anche dalla “convivialità” che esso genera. Una cosa è ascoltare “Despacito” in spiaggia e magari ballarlo insieme ai vicini di sdraio o tra le onde del mare, stimolati dall’animatore. Un’altra è la condizione di maggiore individualità, che lascia spazio alle preferenze personali.
Estate senza “nuovi” tormentoni
Fortunatamente, abbiamo un vasto repertorio da cui attingere. Più che un’estate senza tormentoni, sarebbe più appropriato parlare di un’estate senza nuovi tormentoni. I vecchi successi continueranno a fare breccia. Non importa quanti anni hai, ballerai e canterai sempre “Gioca jouer”, “Vamos alla playa” e “Siamo i watussi”. Certo, privati del contesto, anche questi potrebbero finire dimenticati. Ma possiamo davvero immaginare che gli italiani dicano addio al mare? Non è che l’anno prossimo, magari con una riduzione dei prezzi, le spiagge torneranno a riempirsi e i bagnanti ascolteranno la nuova hit diffusa dagli altoparlanti?
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



