Giorgia Meloni celebra il suo 48° compleanno a Dubai, in occasione della sua visita ad Abu Dhabi per la “Settimana della Sostenibilità”. Un regalo anticipato le è stato consegnato dall’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb). Secondo le loro previsioni, lo spread tra i BTp italiani e i Bund tedeschi sarà nei prossimi anni inferiore di 30 punti base (0,30%) rispetto alle stime del governo presentate con il Piano strutturale di bilancio 2025. La fiducia dei mercati si è rafforzata negli anni e si sta traducendo in un risparmio di diversi miliardi di euro in termini di “spese per interessi”.
Per l’Upb, questo si tradurrà in un risparmio di 17,1 miliardi di euro per il periodo 2025/2029 e di 4,3 miliardi solo per il biennio 2025/2026.
Fiducia dei mercati e saldo primario positivo
Meloni ha sottolineato un “cambio di marcia nei conti pubblici” e ha evidenziato che, grazie alla fiducia dei mercati nel suo governo, saranno disponibili più risorse per l’istruzione e la sanità. I risparmi sugli interessi, ha assicurato, saranno reinvestiti in queste due aree di spesa. Attualmente lo spread si attesta intorno ai 120 punti base, anche se durante la settimana è salito fino a 125. Era sceso a circa 107 punti a dicembre, ma la ripresa dei rendimenti globali ha allargato nuovamente il divario tra la Germania e il resto dell’Eurozona.
In ogni caso, lo spread è molto inferiore ai 210 punti riscontrati da Meloni all’inizio del suo mandato a Palazzo Chigi alla fine di ottobre 2022. La politica fiscale del suo governo è stata incentrata sulla solidità dei conti pubblici, come dimostra il grafico su deficit e saldo primario. Nel 2022 il deficit era all’8,1%, mentre nel 2024 si prevede che chiuderà al 3,8% del Pil. Al netto degli interessi, il bilancio dello stato mostrava un deficit del 4% nel 2022, mentre l’anno scorso si è registrato un piccolo surplus dello 0,1%. Quest’anno si prevede un aumento allo 0,6% con un deficit complessivo al 3,3%.
Il disastro economico degli anni Ottanta
Il ritorno a un saldo primario positivo è un segnale cruciale per rafforzare la fiducia dei mercati.
È fondamentale che gli investitori percepiscano la capacità e la determinazione dello stato di chiudere il bilancio in attivo, esclusi i costi del servizio del debito. Quando ciò si verifica, anche questi ultimi costi si riducono a causa del minore rischio di credito percepito dai prestatori. Questo scenario è l’opposto di quello degli anni Ottanta, quando i governi mantennero i saldi primari in deficit, con una spesa per interessi alta e in crescita a causa della sfiducia del mercato.
Solo nel 1992 l’Italia registrò un saldo primario in equilibrio, mentre in altre parti d’Europa ciò era già avvenuto dalla metà del decennio precedente. A quel punto, tuttavia, la spesa per interessi era salita all’11% del Pil e ridurla divenne molto costoso sia in termini economici che politici. Solo l’ingresso nell’euro accelerò la sua diminuzione.
Vantaggi tangibili dalla riduzione dello spread
La promessa della premier di destinare i risparmi dello spread ridotto a scuola e sanità dimostra concretamente il significato di avere la fiducia dei mercati. Non è certo se e quando questa promessa sarà mantenuta, ma dai dati emerge che ci sarebbero margini per aumentare i finanziamenti a due capitoli di spesa sociale molto importanti. I numerosi discorsi quotidiani sulla necessità di attrarre investitori sul debito pubblico si traducono in realtà pratica. Se continuassimo a pagare l’enorme quantità di interessi degli inizi degli anni Novanta, avremmo oggi almeno 7 punti di Pil in meno. La spesa per istruzione, sanità, pensioni, investimenti pubblici e assistenza sociale sarebbe notevolmente inferiore.
Fiducia dei mercati, opportunità per migliorarla
Se desideriamo aumentare la fiducia dei mercati – e ci sono ampi margini per farlo – dobbiamo evitare l’autocompiacimento e accelerare la riduzione del deficit. È positivo incrementare alcune voci di spesa, se ritenute insufficienti, ma è essenziale alimentare la spirale positiva tra risparmi sugli interessi e riduzione del deficit. Lo spread è in calo, ma rimane il più alto dell’Eurozona. Potremmo ancora abbassarlo di 35-40 punti per avvicinarci alla media del Sud Europa più la Francia. In quel caso, il sollievo per i conti pubblici sarebbe doppio rispetto alle previsioni dell’esecutivo. E si potrebbero soddisfare più priorità, inclusa l’importante necessità di ridurre le tasse. I cittadini comprenderebbero ancora meglio il beneficio di avere un bilancio dello stato in ordine.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



