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Deficit sotto il 3% già quest’anno: miglioramento record del fabbisogno statale!

Il fabbisogno dello stato migliora, possibile deficit sotto il 3% già quest’anno
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Pubblicato da Enzo Conti
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Il fabbisogno dello stato nei primi 7 mesi dell’anno è diminuito ed emerge il possibile calo del deficit sotto il 3% del Pil.

Notizie positive emergono per la situazione finanziaria dell’Italia, nonostante un leggero calo del Pil nel secondo trimestre. A luglio, il governo ha segnato un surplus preliminare di 14,2 miliardi di euro, un netto miglioramento rispetto ai 2,3 miliardi dello stesso mese l’anno scorso. Pertanto, nei primi sette mesi del 2025, il fabbisogno totale è diminuito a 83,8 miliardi di euro rispetto ai 93,1 miliardi dello stesso periodo nel 2024.

Miglioramento dei saldi di bilancio

Mensilmente, lo stato italiano raccoglie entrate dai cittadini attraverso tasse e contributi, ma parallelamente effettua spese per fornire servizi e mantenere la propria struttura amministrativa. Questo saldo può essere positivo (surplus) o negativo (fabbisogno). La maggior parte dei mesi mostra un saldo negativo, dato che le spese superano le entrate incluse le spese per gli interessi sul debito pubblico.

Ci sono comunque mesi in cui il saldo è decisamente positivo, specialmente durante i periodi di scadenze fiscali come luglio, novembre e dicembre.

È prematuro fare bilanci definitivi, specialmente perché la recente contrazione del Pil potrebbe preannunciare ulteriori difficoltà per l’economia italiana. Quando l’economia rallenta, anche le entrate fiscali subiscono un calo. Tuttavia, al momento il fabbisogno è superiore di oltre 9 miliardi rispetto all’anno scorso, equivalente allo 0,4% del Pil. Dato che il governo Meloni ha previsto un deficit del 3,3% per quest’anno, è possibile che si chiuda leggermente sotto il 3%.

Deficit meglio del previsto già nel 2024

Anche l’anno scorso i risultati sono stati migliori delle attese ufficiali.

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Il deficit si è attestato al 3,4%, inferiore al 3,8% previsto. Per la prima volta dal 2019, l’Italia ha registrato un avanzo primario di +0,4%. Una differenza significativa potrebbe derivare dalla spesa per interessi. La diminuzione dello spread ai minimi dal 2010 ha ridotto il sovrapprezzo che il mercato richiede sui titoli tedeschi di riferimento, ma questo non significa necessariamente una minore spesa per interessi. Se i rendimenti tedeschi dovessero aumentare, come sta accadendo, i costi potrebbero comunque salire.

Inoltre, il costo di emissione per il nuovo debito pubblico quest’anno è calato al 2,80% dal 3,41% del 2024. La tendenza è positiva e sarà interessante vedere se a fine anno le previsioni del governo risulteranno essere state conservative. Un ulteriore calo del fabbisogno tra agosto e dicembre potrebbe rafforzare ulteriormente la dinamica positiva sui mercati, favorendo i nostri titoli di stato. Ciò potrebbe anche portare a un ulteriore restringimento dello spread con i Bund, migliorando le valutazioni delle agenzie di rating.

Il calo del fabbisogno potrebbe accelerare l’uscita dalla procedura d’infrazione UE

Un deficit inferiore al 3% potrebbe accelerare l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione dell’Unione Europea, segnale molto positivo e distintivo rispetto a paesi come la Francia. Per mantenere questi numeri, il fabbisogno nei restanti cinque mesi dell’anno non dovrebbe superare i 31-32 miliardi, cifra in linea con il 2024.

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