Ecco che si torna nuovamente a discutere di sanzioni per superamento dei limiti di velocità rilevate da autovelox. Questa volta, però, la situazione ha raggiunto un livello senza precedenti. Sebbene questi dispositivi siano progettati per monitorare automaticamente i superamenti di velocità e migliorare la sicurezza sulle strade, non sono immuni da critiche. Recentemente, un giudizio ha riacceso il dibattito: un autovelox non visibile potrebbe annullare la validità della multa.
La normativa vigente sugli autovelox
Secondo il Codice della Strada, i dispositivi di rilevamento velocità devono essere chiaramente segnalati e facilmente visibili.
Questo requisito mira a garantire una completa trasparenza nei controlli, prevenendo l’uso delle sanzioni come metodo per incrementare le entrate piuttosto che come strumento di prevenzione. In particolare, l’articolo 142 del Codice richiede che:
- la presenza dell’autovelox sia annunciata tramite cartelli ben visibili e posizionati in anticipo;
- l’installazione del dispositivo sia approvata dalla Prefettura, specialmente in zone extraurbane;
- l’autovelox non sia occultato da oggetti come siepi, muri, curve o veicoli parcheggiati.
La violazione di questi criteri può rendere una multa contestabile.
Annullo della multa in caso di autovelox occultato
Recentemente, un giudice di pace ha dato ragione a un automobilista che aveva ricevuto una multa per eccesso di velocità da un autovelox nascosto dietro a un piccolo muro, in un’area carente di adeguata segnalazione. Il giudice ha determinato che, data l’assenza di visibilità del dispositivo e l’assenza di adeguata preavvisazione, la multa è da considerarsi illegittima.
Questo episodio ha focalizzato nuovamente l’attenzione sull’uso degli autovelox “occulti”, particolarmente quelli mobili, installati su veicoli non contrassegnati o temporaneamente posizionati in aree ad alto traffico.
La giurisprudenza afferma che la segnalazione deve essere precisa e non generica. È necessario un cartello chiaro, ben posizionato e facilmente comprensibile per gli automobilisti, altrimenti il verbale può essere facilmente contestato.
Informazioni utili per difendere i propri diritti
Chi riceve una multa da un autovelox e sospetta che il dispositivo fosse occultato, può verificare alcuni aspetti cruciali:
- Presenza di segnalazione: è essenziale dimostrare che il tratto di strada era adeguatamente segnalato. In assenza, è possibile richiedere l’annullamento del verbale.
- Visibilità del dispositivo: se l’autovelox era posizionato in modo da non essere visibile o era mascherato, si può contestare la sanzione, presentando prove fotografiche o video.
- Autorizzazione della Prefettura: su alcune strade è obbligatoria. In sua assenza, la multa può essere considerata nulla.
- Presenza di personale: se l’autovelox non era monitorato da un agente, il verbale deve indicare correttamente l’omologazione del dispositivo e la non necessità di contestazione immediata.
Chi desidera impugnare la multa ha 30 giorni per appellarsi al Giudice di Pace o 60 giorni per rivolgersi al Prefetto, a partire dalla data di notifica del verbale. È importante distinguere tra i due principali tipi di autovelox:
- Autovelox fissi: sono installati permanentemente e devono essere sempre indicati con cartelli a distanza regolamentare (normalmente, almeno 400 metri in autostrada e 250 metri sulle strade extraurbane).
- Autovelox mobili: sono montati su veicoli della polizia o su treppiedi temporanei. Anche in questi casi, la segnalazione è obbligatoria, ma spesso si riscontrano irregolarità nella visibilità e nel posizionamento.
Nei casi di autovelox mobili non presidiati, è ancora più cruciale che la segnalazione sia chiara, visibile e conforme alle normative. Gli autovelox sono strumenti fondamentali per la sicurezza stradale, ma devono essere utilizzati nel rispetto delle regole. Se posizionati in modo da non essere visibili o se non adeguatamente segnalati, le multe possono essere annullate. Conoscere la normativa e i propri diritti è essenziale per proteggersi da sanzioni ingiuste. In caso di incertezze, raccogliere prove e valutare un ricorso può essere decisivo tra pagare una multa e vedersi annullare la sanzione.
Il caso nella provincia di Asti
Un caso significativo ha di recente attirato l’attenzione sull’utilizzo degli autovelox in Italia. Un automobilista piemontese, residente nella provincia di Asti, ha ricevuto multe per un totale di 28.000 euro, accumulate nel corso di sei mesi nel 2021. Durante quel periodo, l’uomo percorreva ogni giorno la strada provinciale che passa per la frazione di Bazzana di Mombaruzzo, in provincia di Alessandria, per andare al lavoro in un supermercato a Tortona.
Secondo quanto riportato, l’autovelox responsabile delle sanzioni era posizionato in cima a un lampione, dietro una curva e nascosto da una siepe alta circa tre metri. L’automobilista ha affermato di non aver mai notato la presenza del dispositivo, ricevendo solamente successivamente, tra il 2022 e il 2023, alcune multe minori per superamenti minimi del limite di velocità impostato a 70 km/h. La situazione è diventata critica quando, nel dicembre scorso, ha ricevuto una comunicazione che lo intimava a pagare 28.000 euro, allegando centinaia di contravvenzioni.
Attualmente, l’uomo, che guadagna uno stipendio mensile di circa 1.100 euro, si è affidato a un avvocato per cercare una soluzione, data l’impossibilità di saldare l’intero importo. Questo evento ha riacceso il dibattito sull’uso degli autovelox e sulla necessità di assicurare la loro visibilità e segnalazione adeguata, come previsto dalla normativa vigente.
Riassumendo.
- Un automobilista piemontese ha accumulato 28.000 euro di multe in sei mesi senza rendersi conto dell’autovelox.
- Il dispositivo era occultato dietro una siepe alta, posizionato sopra un lampione lungo una strada provinciale.
- L’uomo, con uno stipendio di 1.100 euro, ha presentato ricorso per contestare la mancata visibilità dell’impianto.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



