La Corte Costituzionale ha recentemente emesso un verdetto di grande rilevanza, dichiarando l’incompatibilità con la Costituzione di una sezione dell’articolo 27-bis del Testo Unico sulla maternità e paternità (decreto legislativo n. 151 del 2001). Specificamente, la Corte ha identificato come illegittima la parte della legge che negava il diritto al congedo paternità obbligatorio alla lavoratrice di una coppia femminile che sia genitore intenzionale e registrata come tale nei registri dello stato civile.
La decisione, esaminata dall’INPS in un comunicato del 5 novembre 2025, segna un passo cruciale verso l’espansione dei diritti genitoriali e la parità di trattamento tra le differenti configurazioni familiari.
Che cos’è il congedo paternità obbligatorio
Il congedo paternità obbligatorio consiste in un periodo di assenza dal lavoro di 10 giorni, concesso ai padri lavoratori dipendenti – sia nel settore pubblico che privato – volto a promuovere una distribuzione più equa delle responsabilità genitoriali e a rafforzare il legame tra genitore e neonato.
Tale misura, introdotta per incentivare un maggiore coinvolgimento dei padri nella vita familiare, è regolata dall’articolo 27-bis del Testo Unico sulla maternità e paternità. Questo diritto, indipendente dal congedo materno, può essere fruito in momenti specifici relativi alla nascita o all’arrivo del bambino nella famiglia.
Beneficiari e modalità di utilizzo
Il congedo è destinato principalmente ai padri lavoratori dipendenti, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico, inclusi quelli che adottano o accolgono in affido un minore. Non sono invece inclusi nel beneficio i lavoratori autonomi e gli iscritti alla Gestione Separata.
Il congedo ha una durata di dieci giorni lavorativi, fruibili sia consecutivamente sia in modo frazionato.
Il periodo di fruizione del congedo può iniziare due mesi prima del parto previsto e estendersi fino a cinque mesi dopo la nascita. Le stesse norme si applicano anche in caso di adozione o affidamento, a partire dall’arrivo del minore nella famiglia o nel territorio nazionale.
È possibile usufruire del congedo anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre, facilitando così la presenza contemporanea dei genitori nei primi istanti di vita del bambino.
Estensione del congedo paternità obbligatorio alle coppie di donne
Il nucleo della recente sentenza della Corte riguarda l’estensione del congedo paternità obbligatorio anche alla lavoratrice che, all’interno di una coppia femminile, è il genitore intenzionale del bambino.
Prima di questa sentenza, la normativa prevedeva esplicitamente l’esclusione di questa categoria di genitori, riconoscendo il diritto solo al padre lavoratore. La Corte ha però determinato che tale esclusione viola i principi di eguaglianza e protezione della genitorialità garantiti dalla Costituzione.
Di conseguenza, il diritto al congedo è esteso anche alla madre intenzionale, quando entrambe le componenti della coppia sono registrate come genitori nei registri dello stato civile.
Implicazioni della decisione e chiarimenti dell’INPS
Con un annuncio datato 5 novembre 2025, l’INPS ha dettagliato come applicare la sentenza, offrendo indicazioni operative sia ai lavoratori che ai datori di lavoro.
- innanzitutto, l’INPS ha precisato che gli effetti della sentenza si estendono ai rapporti non conclusi e non definiti fino al 24 luglio 2025, data in cui la norma dichiarata incostituzionale ha smesso di avere effetto;
- inoltre, è stato chiarito che le fruizioni del congedo paternità obbligatorio già effettuate prima del 24 luglio 2025 da lavoratrici in coppie di donne registrate come genitori sono considerate legittime, purché rispettino le norme allora vigenti;
- infine, l’INPS ha annunciato che le richieste di congedo a pagamento diretto presentate dalle lavoratrici interessate per periodi antecedenti alla data suddetta saranno riesaminate su loro richiesta, rispettando i termini di prescrizione.
Novità nel congedo paternità obbligatorio: un passo avanti per l’uguaglianza genitoriale
La decisione della Corte e le direttive dell’INPS rappresentano un significativo progresso verso un sistema di diritti familiari più giusto ed inclusivo.
Riconoscere il congedo paternità obbligatorio anche alla madre intenzionale in una coppia di donne concretizza i principi di parità di trattamento e protezione del minore, valorizzando il ruolo genitoriale di entrambe le figure coinvolte nella crescita del bambino.
Questo cambiamento normativo fa parte di un contesto più ampio di riforma e aggiornamento delle politiche familiari, che mira a conciliare le responsabilità lavorative e familiari senza discriminazioni basate sul genere o sulla composizione della famiglia.
Riassunto
- La Corte Costituzionale estende il congedo paternità obbligatorio alle coppie di donne.
- Il congedo dura dieci giorni e promuove una genitorialità equa e condivisa.
- È disponibile per i lavoratori dipendenti, inclusi adottivi e affidatari, ma non per gli autonomi.
- Può essere fruito da due mesi prima fino a cinque mesi dopo la nascita.
- L’INPS riesamina le domande e chiarisce la validità dei congedi già fruiti.
- La decisione promuove parità, inclusione e tutela dei diritti familiari moderni.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



