Esistono disposizioni previdenziali che, oltre alle scadenze e agli obblighi formali, possono presentare problematiche reali per chi prevede di ritirarsi anticipatamente dal lavoro. Tra queste, l’Ape sociale rappresenta uno degli strumenti più particolari, che in certi casi può rivelarsi un’illusione.
Un esempio concreto ci viene da un nostro lettore, che ci aiuta a capire le difficoltà legate a questa misura.
“Cari esperti, mi piacerebbe avere un vostro parere sulla mia situazione lavorativa. Sembra che dovrò smettere di lavorare poiché l’azienda presso cui sono impiegato sta per chiudere. Avendo raggiunto i 64 anni a febbraio, mi chiedo se posso pensionarmi con l’Ape sociale.
Ho accumulato oltre 30 anni di contributi e credo di avere diritto a circa 18 mesi di Naspi. Se utilizzo la Naspi, successivamente potrò accedere all’Ape sociale, giusto? Temo che ci possano essere delle incongruenze e che, dopo la Naspi, mi ritrovi senza sostegni.”
Per ritirarsi anticipatamente, ecco cosa fare entro il 31 dicembre 2026
Non si tratta di creare allarmismo. L’Ape sociale non è una misura permanente, ma temporanea, estesa ogni anno. L’ultima legge di Bilancio ne ha stabilito la fine per il 31 dicembre 2026.
Ciò implica che, attualmente, chi non completa tutti i requisiti entro il 31 dicembre 2026 non può pianificare di avvalersi di questa opzione.
Quando si parla di requisiti, non si fa riferimento solo all’età e ai contributi, ma anche ai requisiti specifici della propria categoria. Sono questi dettagli a causare i maggiori intoppi.
Ape sociale: completare i requisiti per il pensionamento anticipato entro il 31 dicembre 2026
I requisiti per il 2026 per il pensionamento anticipato rimangono invariati rispetto al 2025.
Sono necessari:
- 63 anni e 5 mesi di età
- 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi
- 36 anni di contributi per chi svolge lavori usuranti
Ma non è sufficiente.
- Il caregiver deve aver vissuto almeno 6 mesi con il familiare disabile entro il 31 dicembre 2026.
- L’invalido civile deve possedere il certificato definitivo di riconoscimento entro la fine dell’anno.
- Gli addetti ai lavori usuranti devono aver esercitato l’attività per 7 anni negli ultimi 10 o 6 anni negli ultimi 7, sempre entro la scadenza.
Per i disoccupati, la situazione è ancora più complessa.
I disoccupati devono considerare diversi aspetti
La normativa generale dell’INPS stabilisce che per accedere all’Ape sociale il disoccupato deve aver completato totalmente la Naspi.
Tuttavia, emerge un problema concreto nel caso del nostro lettore.
Se, come pensa, ha diritto a 18 mesi di Naspi, e l’utilizzo di quest’ultima si protrae oltre il 31 dicembre 2026, si troverebbe in una posizione precaria: terminare la Naspi nel 2027 e scoprire che l’Ape sociale non è stata rinnovata.
In quel caso, si ritroverebbe senza ammortizzatori e senza pensione.
Inoltre, non tutti i disoccupati hanno diritto all’Ape sociale: chi si dimette volontariamente (a meno che non sia per giusta causa) non può beneficiare né della Naspi né dell’Ape.
La Cassazione a supporto dei disoccupati, ecco come
Recenti sentenze della Cassazione hanno aperto una possibilità significativa.
Secondo questi giudizi, la Naspi non costituisce un requisito “obbligatorio” per l’Ape sociale. In altre parole, ciò che conta è il diritto alla Naspi, non necessariamente il suo utilizzo.
Il principio è chiaro: Naspi e Ape sociale non possono essere percepite contemporaneamente. Ma non è esplicitato che la Naspi debba essere totalmente consumata prima di richiedere l’Ape.
Teoricamente, quindi, un disoccupato che soddisfa i requisiti per l’Ape sociale potrebbe rinunciare alla Naspi e richiedere direttamente l’Ape.
Per il nostro lettore, questa potrebbe essere la strategia più cauta, perché:
- richiedendo la Naspi, rischia di spingersi fino al 2027;
- richiedendo subito l’Ape sociale, se ha già i requisiti, potrebbe accedere alla misura entro la scadenza del 31 dicembre 2026.
È realistico, tuttavia, che l’INPS potrebbe respingere la domanda, seguendo la prassi amministrativa (prima la Naspi, poi l’Ape). In tal caso, sarebbe necessario fare ricorso, sfruttando le sentenze della Cassazione come precedenti.
In conclusione, il 31 dicembre 2026 rappresenta una data cruciale. Per i disoccupati che mirano all’Ape sociale, la gestione del tempo tra Naspi e pensione diventa una decisione strategica, da considerare attentamente per evitare di rimanere senza protezione.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



