Il Board di Monte Paschi di Siena ha ufficializzato che il delisting di Mediobanca avverrà. In aggiunta, le divisioni di Corporate & Investment Banking e di private banking, ovvero i servizi rivolti ai clienti più esigenti, saranno incorporate in una nuova società completamente posseduta dalla banca senese, non quotata e mantenuta separata sotto il nome di Mediobanca Spa. Questa nuova entità includerà anche una partecipazione del 13,2% in Generali. Di conseguenza, le azioni di Piazzetta Cuccia hanno registrato una forte reazione sul mercato tra martedì e mercoledì, con un incremento che ha toccato quasi l’11%, salendo a 19,61 euro rispetto ai 17,73 euro di chiusura di lunedì, prima della riunione del consiglio a Rocca Salimbeni.
Il delisting di Mediobanca muove il mercato
Anche le azioni di Monte Paschi hanno visto un incremento, raggiungendo un massimo del 5,4% a 8,71 euro. Il delisting di Mediobanca e la sua successiva integrazione permetteranno alla banca di Siena di ottenere le sinergie di 700 milioni di euro previste e comunicate al mercato e alla Banca Centrale Europea con la realizzazione dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) conclusasi lo scorso settembre.
Che cosa ha spinto il rialzo del titolo Mediobanca? Il delisting implica la cessazione della negoziazione in borsa. Si conclude così un capitolo lungo 70 anni di storia di Piazzetta Cuccia a Piazza Affari. Con l’OPAS, Monte Paschi ha acquisito l’86,3% di Mediobanca. Il rimanente 13,7% è attualmente valutato poco meno di 2,2 miliardi di euro. Come si svolgerà l’operazione? Tecnicamente, Monte Paschi dovrà proporre una nuova offerta ai soci residui. Finora non sono stati divulgati i dettagli delle condizioni, sebbene siano note quelle dell’OPAS, modificate rispetto all’offerta iniziale: uno scambio di 2,533 azioni MPS per ogni azione Mediobanca più una componente in contanti di 0,90 euro per azione.
Gli azionisti sperano in un premio adeguato
Con i valori di mercato di ieri, se Monte Paschi replicasse i termini dell’OPAS di settembre, valuterebbe le azioni rimanenti di Mediobanca a circa 22,70 euro ciascuna, un premio di poco meno del 17% rispetto al prezzo di chiusura di ieri. Tuttavia, non è certo che Luigi Lovaglio seguirà le stesse condizioni precedenti. Potrebbe decidere di offrire un piccolo premio rispetto alle attuali quotazioni di mercato, per incentivare gli azionisti a vendere le loro quote residue.
La situazione potrebbe complicarsi se la nuova offerta non permettesse a Monte Paschi di ottenere il 100% di Mediobanca. Se raggiungesse almeno il 95%, sarebbe obbligata per legge a acquistare la quota restante alle stesse condizioni dell’OPAS totalitaria lanciata precedentemente. Questo rappresenterebbe lo scenario ideale per i soci minoritari di Mediobanca, che potrebbero trovare conveniente resistere a un’offerta meno generosa rispetto a quella di settembre.
Si chiude un’epoca
Il prezzo medio delle azioni Mediobanca in borsa negli ultimi sei mesi è stato di 18 euro, segnale che il delisting era imminente. I dettagli tecnici non possono nascondere che si sta concludendo un’epoca per il settore finanziario italiano. L’ex “salotto buono” è stato preso da una banca che fino a pochi anni fa era considerata fallita, salvata con i fondi dei contribuenti e apparentemente senza speranze di recupero.
Ora, si apre il capitolo su chi prenderà il controllo di Siena dopo l’uscita completa del Tesoro dal capitale. In gioco vi è anche il controllo del maggior asset assicurativo italiano e uno dei principali in Europa: il Leone di Trieste.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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