Il debito pubblico dell’Italia a febbraio ha toccato un nuovo massimo storico, raggiungendo i 3.139,864 miliardi di euro, con un incremento di 27,202 miliardi rispetto a gennaio. Questo aumento è stato causato per 14,129 miliardi dal fabbisogno del mese, per 12,406 miliardi dall’incremento delle riserve liquide del Tesoro e per i restanti 667 milioni da variazioni del cambio valuta, differenze di emissione e indici legati all’inflazione. Inoltre, a gennaio di quest’anno si sono verificati cambiamenti tra i detentori dei BTp, con gli investitori stranieri che hanno raggiunto un picco di 891,632 miliardi in possesso. La loro quota è aumentata al 34,2% del totale emesso, rispetto al 33,5% di dicembre.
Detentori di BTp, primato per gli investitori internazionali
Essi avevano chiuso il 2025 con 872,152 miliardi. È importante notare che il record è per il valore assoluto, mentre in termini percentuali si torna al 2010. In quell’anno, gli investitori esteri possedevano il 52% dei nostri bond. Poco dopo iniziò il crollo legato alla crisi del debito sovrano. La composizione dei detentori di BTp è cambiata significativamente anche negli ultimi anni. Facciamo riferimento alla fine del 2021, quando l’Eurozona seguiva ancora una politica di accomodamento monetario estremo con la Banca Centrale Europea che comprava obbligazioni attivamente, l’inflazione sembrava un rischio remoto e i tassi di interesse erano a zero.
Differenze rispetto alla fine del 2021
Le cifre e i grafici ci aiuteranno a capire l’ampiezza dei cambiamenti in atto.
Come potete vedere, la posizione in valore assoluto degli investitori stranieri si è consolidata insieme a quella delle famiglie italiane.
Queste ultime sono passate da meno di 143 a 402,534 miliardi di euro in bond nazionali nel loro portafoglio. Al contrario, la Banca d’Italia ha dovuto ridurre le sue tenute per adeguarsi alle politiche monetarie, scendendo da 671,723 a 565,499 miliardi. Il settore finanziario domestico ha mantenuto quasi lo stesso valore, passando da 736,363 a 748,73 miliardi.
Famiglie italiane in testa per acquisti in termini assoluti
E il grafico sopra evidenzia le variazioni per ogni categoria in termini assoluti: investitori stranieri +206,924 miliardi, famiglie italiane +259,676 miliardi, Banca d’Italia -106,224 miliardi e sistema finanziario domestico +12,367 miliardi. Il maggior incremento è stato registrato dalle famiglie, che hanno rinnovato gli investimenti nei titoli sovrani per sfruttare l’aumento dei rendimenti e difendersi dalla perdita del potere d’acquisto dovuta all’alta inflazione degli anni passati.
Ecco le variazioni percentuali per ogni categoria, ovvero l’aumento o la diminuzione nelle tenute rispetto alla fine del 2021:
Banche, assicurazioni, ecc. +1,7%; Banca d’Italia -15,8%; investitori stranieri +30,2% e famiglie italiane +181,8%. Queste ultime hanno quasi triplicato i titoli di stato posseduti in soli cinque anni. Hanno contribuito a questo risultato le emissioni al dettaglio del Tesoro, promosse dall’attuale governo per nazionalizzare il debito pubblico italiano.
Investitori stranieri e famiglie italiane in crescita
Analizziamo ora come sono cambiati i pesi di ciascuna categoria di detentori rispetto al totale delle emissioni di BTp in circolazione tra la fine del 2021 e l’inizio del 2026:
Gli investitori stranieri hanno aumentato la loro quota del 3,6%, le famiglie italiane del 9%, mentre la Banca d’Italia ha ridotto la sua incidenza dell’8,3% e il sistema finanziario domestico del 4,2%.
Differenze tra l’inizio del 2026 e la fine del 2021
Ecco il grafico che mostra il confronto finale sulle emissioni complessive:
Detentori di BTp: la sostenibilità del debito è aumentata, nonostante la BCE
Infine, le emissioni nette di BTp nel periodo considerato sono state di 372,743 miliardi. E sono state finanziate dai detentori menzionati nelle seguenti percentuali:
Gli investitori stranieri hanno acquistato il 55,5% dei BTp emessi nel periodo, le famiglie italiane addirittura il 69,7%, mentre il sistema finanziario domestico solo il 3,3%. Il contributo netto negativo della Banca d’Italia è stato del -28,5%. In pratica, il debito pubblico italiano ha potuto migliorare la sua sostenibilità grazie ai primi due gruppi, che insieme hanno acquistato oltre il 125% dell’offerta totale. Così il rischio sovrano percepito è diminuito insieme allo spread e i rating sono migliorati.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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