Aggiornamento 12.40: Giuseppe Castagna e Massimo Tononi sono stati confermati come amministratore delegato e presidente di Banco BPM, ottenendo per la loro lista del CDA uscente il 43,82% del capitale (58,87% del capitale rappresentato). La lista di Crédit Agricole ha raccolto il 30,9% (23,01% dei presenti) e quella di Assogestioni l’8% (5,9%). I seggi nel nuovo CDA saranno distribuiti come segue: 10 alla lista vincitrice, 4 a Crédit Agricole e 1 a Assogestioni.
Appena il tempo di assimilare il risultato inaspettato dell’assemblea di Monte Paschi di Siena, oggi si svolge quella degli azionisti Banco BPM. Questi sono chiamati a decidere, tra le altre cose, sulla composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione.
Le candidature sono tre. La lista uscente punta alla rielezione di Giuseppe Castagna come amministratore delegato e Massimo Tononi come presidente. Crédit Agricole, che ha incrementato la sua quota al 22,8%, propone una lista minoritaria con candidati del calibro dell’ex ministro Domenico Siniscalco e degli ex dirigenti di Generali e Axa, Fréderic Courtois. Infine, una terza lista è stata presentata da Assogestioni con candidati quali Giampiero Mussolo, Vincenzo delle Femmine e Karina Audrey Litvack.
Assemblea Banco BPM: le forze in campo
A differenza dell’atmosfera tesa vissuta fino all’ultimo momento a Rocca Salimbeni ieri, oggi si respira un’aria meno ansiosa. Secondo i dati, la lista del CDA uscente dovrebbe prevalere senza particolari difficoltà. Con una presenza oggi in assemblea del 72,32%, si prevede un risultato attorno al 38-45%. Il loro vantaggio è sostenuto dalle raccomandazioni di voto dei proxy advisor Glass Lewis e Iss per motivi di continuità, ma soprattutto grazie al supporto dei soci influenti di Piazza Meda.
Tra questi ultimi figurano i soci pattisti con le casse di previdenza Enpam, Inarcassa e Cassa Forense, che insieme detengono il 6% del totale, mentre Enarcarco, al 1,4%, non partecipa all’accordo, ma voterà comunque per la lista del CDA uscente. Inoltre, ci sono le fondazioni bancarie come Fondazione CR Lucca, CR Carpi, Fondazione Alessandria e Fondazione Reggio Emilia.
La lista di Crédit Agricole dovrebbe ottenere fino al 26% del capitale, mentre Assogestioni si attesterebbe al 10-15%. Infine, un blocco di investitori istituzionali e retail potrebbe raggiungere fino al 25%. Tra questi figura Blackrock, che detiene il 5% del capitale e sembra propensa a votare per la lista del CDA, confermando quindi il duo Tononi-Castagna. Ieri, ha proceduto allo stesso modo in MPS.
Elezione del CDA con Dl Capitali
L’emozione potrebbe invece scaturire dall’elezione dei singoli candidati. L’istituto sarà il secondo, dopo MPS ieri, a votare con le nuove normative del Dl Capitali. Queste prevedono che, dopo il voto alle liste, gli azionisti votino individualmente i candidati di ciascuna in base ai rapporti stabiliti dai risultati. Di conseguenza, è necessario negoziare subito dopo per favorire la nomina di questo o quel candidato, oltre che la sagacia degli azionisti contrari nel votare i candidati in modo da poter alterare i piani dell’avversario.
Piazza Meda fulcro del sistema bancario
L’assemblea di Banco BPM non è solo lo scontro tra azionisti di maggioranza e minoranza, ma il racconto di un istituto che si è affermato come fulcro del sistema bancario. Ieri, il suo 3,7% è stato decisivo nell’assegnare la vittoria a Luigi Lovaglio.
Una mossa inaspettata, che probabilmente riflette il desiderio di mantenere l’accordo con MPS sui prodotti della controllata Anima. Ma ci sarebbe anche il tentativo di posizionarsi per un possibile terzo polo bancario.
Come riportato nelle cronache finanziarie recenti, Banco BPM è stato oggetto di un tentativo di acquisizione da parte di Unicredit nel 2025. Il governo Meloni è intervenuto per bloccarlo con il decreto sulla golden power. Non vedeva di buon occhio che Andrea Orcel prendesse il controllo di una banca strategica per il credito alle imprese nel Nord Italia. Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sta cercando di integrare Banco BPM con MPS per creare un’entità italiana accanto a Intesa Sanpaolo e Unicredit, che controllerebbe asset strategici come la sgr Anima e la compagnia Generali.
Incognita Unicredit
Unicredit, che rischia di non riuscire nemmeno nell’acquisizione di Commerzbank, potrebbe tornare in gioco acquisendo una partecipazione a Siena. Detiene già il 6,68% di Generali, cruciale per la governance. Solo il tempo dirà quali di queste voci saranno confermate e quali rimarranno solo ipotesi. Intanto, il titolo Banco BPM sale del 3,93% a 13,50 euro nel giorno dell’assemblea, portando la capitalizzazione a 20,50 miliardi. Rispetto all’anno scorso: +6 miliardi.
Quando Unicredit ha lanciato l’**Offerta Pubblica di Scambio** su Banco BPM, ha proposto l’emissione di 0,175 azioni proprie per ogni azione portata in adesione. Ai prezzi attuali, quei termini sarebbero scontati di oltre il 9%. E anche questo è un buon segno per Castagna nel giorno dell’assemblea, dimostrando anche ai suoi avversari di aver evitato la “svendita” dell’istituto. Resta da risolvere il nodo francese. La banque verte ha aumentato il suo peso nel capitale e se ancora non ha lanciato un’OPA, è probabilmente perché teme l’uso del golden power da parte del governo italiano.
Assemblea Banco BPM: lo spettro di Crédit Agricole
La questione che circola nei mesi recenti negli ambienti finanziari riguarda la natura di questa partecipazione: industriale o speculativa? Nel primo caso, si profilerebbe lo spettro di un controllo francese su Banco BPM, e quindi indirettamente anche sull’eventuale terzo polo bancario. Pertanto, l’esito di questa assemblea potrebbe chiarirci ulteriormente la governance dell’istituto nei prossimi anni. Il voto di ieri sul CDA di MPS è stato un segnale dell’intenzione di Castagna di non giocare più in difesa.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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