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Caltagirone Acquista l’8% di Monte Paschi, Deutsche Bank Investe nel 5% di Banco BPM

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Pubblicato da Enzo Conti
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Francesco Gaetano Caltagirone incrementa il suo investimento in Monte Paschi al 8%, mentre Deutsche Bank raggiunge una quota del 5% in Banco BPM agendo per conto di terzi.

Le sorprese nel mondo bancario italiano sembrano non avere mai fine. In poche ore, sono emerse due notizie che hanno catturato l’attenzione del mercato finanziario. L’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone ha aumentato la sua presenza in Monte Paschi di Siena, passando dal 5% all’8%. Era entrato nel capitale della banca nell’autunno scorso acquistando direttamente dal Tesoro un 3,5%, nell’ambito della vendita di una terza tranche del 15%. In seguito, ha incrementato la sua quota al 5%. Anche Banco BPM è al centro delle attenzioni dopo che Deutsche Bank ha annunciato di aver accumulato il 5,181% delle azioni “per conto di terzi”.

Crédit Agricole mette gli occhi su Unicredit?

La banca tedesca quindi non detiene la quota di Piazza Meda per proprio interesse diretto. Chi sta dietro a questa operazione? I sospetti si dirigono verso la Francia. Crédit Agricole, già maggior azionista con il 15,1%, è da tempo voce di corridoio per il suo interesse ad aumentare la partecipazione, potenzialmente fino al controllo totale. Una strategia che potrebbe interferire con i piani di Andrea Orcel, il quale ha proposto tramite la sua Unicredit un’Offerta Pubblica di Scambio su Banco BPM.

Un complesso groviglio di partecipazioni azionarie

Tornando a Siena, la crescente quota di Caltagirone potrebbe essere strategica in vista dell’assemblea degli azionisti prevista per il 17 aprile, durante la quale si discuterà un aumento di capitale per realizzare l’Offerta Pubblica di Scambio su Mediobanca. L’imprenditore romano detiene partecipazioni anche in Anima (5,3%), Banco BPM (2%) e, in particolare, in Mediobanca (circa 10%) e Generali (7%). È fortemente interessato al successo dell’OPS su Piazzetta Cuccia, che controlla la compagnia assicurativa con una partecipazione del 13,10%.

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Questo lo porrebbe al fianco di Delfin, della famiglia Del Vecchio, nella leadership del Leone di Trieste, un traguardo che entrambi i soci cercano di raggiungere da anni.

Con la recente acquisizione di una maggiore quota in MPS, si rafforza il nucleo di azionisti stabili. Oltre all’11,7% detenuto dal Tesoro, vi sono altre quote significative come il 9,78% di Delfin e il 5% di Banco BPM e il 4% di Anima. In totale, circa il 38,50% del capitale è in mano a soggetti con interessi comuni, incluso l’obiettivo di prendere il controllo di Mediobanca per influenzare Generali. Il governo desidera prevenire che quest’ultima trasferisca la gestione di 650 miliardi di asset alla joint venture recentemente formata con Natixis, che potrebbe portare all’estero una larga parte dei risparmi italiani.

Caltagirone verso la determinante assemblea di Generali

Il rinnovo del CDA di Generali è previsto per l’8 maggio, ma è improbabile che MPS abbia completato l’OPS su Mediobanca entro tale data. Un ruolo chiave potrebbe essere giocato dal 5% recentemente acquisito da Unicredit, che potrebbe diventare decisivo a Trieste in caso di conflitto tra Mediobanca e il duo Delfin-Caltagirone per il controllo. Molti sospettano che Orcel abbia acquisito questa quota per aumentare il suo potere negoziale nei confronti del governo, che si oppone alla sua OPS su Banco BPM e ha pertanto scartato il piano per un terzo polo bancario, minacciando l’uso del “potere dorato”.

In definitiva, la situazione è talmente interconnessa che sarà necessario attendere la primavera per comprendere quale sarà l’effetto domino che ristrutturerà l’intero settore bancario e assicurativo nazionale.

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