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Crollo dei salari: -9% in 10 anni per i lavoratori dipendenti!

Redditi dei lavoratori dipendenti crollati in 10 anni
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Pubblicato da Enzo Conti
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In Italia, il reddito dei lavoratori dipendenti ha subito una significativa diminuzione in termini reali, come evidenziano i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le statistiche non mentono: i redditi dei lavoratori dipendenti in Italia hanno subito un declino sostanziale negli ultimi anni. L’ultima conferma proviene dai dati rilasciati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze riguardo all’IRPEF. Secondo le dichiarazioni del 2024, relative all’anno fiscale 2023, i redditi complessivamente dichiarati sono cresciuti del 5,9%, raggiungendo 1.027,7 miliardi di euro (+57,5 miliardi). In media, ciascun contribuente, tra i 42,5 milioni totali, ha dichiarato un reddito lordo di 24.830 euro, pagando un’imposta netta di 5.660 euro.

La maggior parte dei redditi proviene da dipendenti e pensionati

La distribuzione dei redditi ai fini dell’IRPEF rimane fortemente polarizzata.

Il 78% dei contribuenti, che hanno dichiarato fino a 35.000 euro, hanno contribuito solo al 36% dell’imposta netta totale. Coloro che hanno dichiarato più di 35.000 euro rappresentano il 22% dei contribuenti, ma hanno contribuito al 64% delle entrate totali. Si rileva che solo lo 0,2% dei contribuenti, quelli con redditi superiori ai 300.000 euro, hanno versato il 7,1% dell’imposta totale.

Un altro dato significativo rivela che l’84% dei contribuenti è composto da lavoratori dipendenti (53,9%) e pensionati (30%). Da questi dati emergono anche i 9 milioni di contribuenti che non hanno pagato nulla al Fisco, cifra che sale a 11,8 milioni con l’inclusione del bonus Renzi. Questo significa che più di un quarto dei dichiaranti non contribuisce finanziariamente alle spese dello stato. La maggior parte delle imposte è a carico del ceto medio, il quale rappresenta poco più di un quinto dei contribuenti, con il 30% di essi che dichiara tra 35.000 e 70.000 euro, pagando quasi la metà dell’imposta netta totale (48%).

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Le pensioni superano i salari

Nel 2023, il reddito medio dichiarato da un lavoratore dipendente è stato di 23.290 euro, poco più di quello di un pensionato, che ammonta a 21.260 euro. Confrontando questi dati con quelli del 2013, dieci anni prima, si scopre che all’epoca un dipendente dichiarava in media 21.197 euro, rispetto ai 16.534 euro di un pensionato.

Di fatto, i redditi dei lavoratori sono aumentati solo del 10% rispetto al 30% di aumento per i pensionati. Con un’inflazione che ha quasi raggiunto il 19% nel decennio, i lavoratori hanno sperimentato una perdita del potere d’acquisto dell’9%, mentre i pensionati hanno visto un incremento reale del 11,5%. Nonostante la legge Fornero, le pensioni continuano a crescere più dell’inflazione, a differenza dei salari dei dipendenti, che rimangono bassi.

Incremento significativo nelle dichiarazioni delle partite IVA

Nel corso degli ultimi dieci anni, il reddito degli imprenditori individuali è aumentato del 75%, ben oltre l’inflazione, con una media di 29.250 euro. I lavoratori autonomi hanno registrato un aumento ancora maggiore, con un reddito medio di 70.360 euro. Questi dati non includono gli 1,9 milioni di aderenti alla flat tax. È importante interpretare questi dati con cautela, poiché l’aumento potrebbe riflettere una riduzione dell’evasione fiscale più che un reale miglioramento delle condizioni economiche.

I dati ufficiali confermano anche una riduzione nel “tax gap”, ovvero nella discrepanza tra il gettito atteso e quello effettivo, a causa di dichiarazioni infedeli o assenti, anche se rimane elevato rispetto agli standard internazionali.

Stagnazione dei redditi dei lavoratori

È innegabile che i redditi dei lavoratori dipendenti non hanno tenuto il passo con l’inflazione. Questa situazione è ormai nota e solo recentemente si è vista una tendenza ad invertire questa dinamica, con aumenti salariali superiori all’inflazione. Tuttavia, affinché questa inversione diventi strutturale e compensi gli anni persi, è essenziale un aumento della produttività. Senza questo cambiamento, è improbabile che le aziende riducano i loro margini di profitto per migliorare le condizioni dei loro dipendenti.

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