Ogni mese sembra segnare un nuovo record, ma come si può ottenere un quadro più chiaro e meno sensazionalista riguardo l’evoluzione del debito pubblico italiano all’inizio del 2026? Gli ultimi dati disponibili sono relativi al mese di marzo, quando il debito è aumentato fino a raggiungere un picco storico di 3.158,8 miliardi di euro. È importante ricordare che le valutazioni definitive si effettuano a fine anno, poiché le fluttuazioni mensili sono influenzate dalle discrepanze tra entrate e uscite statali, nonché dalle variazioni nelle riserve di liquidità del Tesoro. Tuttavia, abbiamo esaminato i dati dei primi tre mesi per darvi una panoramica più dettagliata.
Un rallentamento del debito pubblico nel 2026
Nel marzo del 2026, il debito pubblico italiano ha registrato un aumento annuo di 125,2 miliardi di euro. Questo incremento, sebbene sostanziale, è inferiore rispetto all’aumento di 132,9 miliardi registrato nel marzo del 2025. Questo rallentamento non è un caso isolato. Anche a febbraio si è verificato un fenomeno simile, con un aumento di 115,6 miliardi su base annua, rispetto ai 152,3 miliardi dell’anno precedente. La stessa tendenza si è osservata a gennaio, con un aumento di 105,3 miliardi rispetto ai 158 miliardi dell’anno precedente. In media, nel trimestre gennaio-marzo di quest’anno, il debito è cresciuto di 115,4 miliardi al mese, contro i 147,7 miliardi dello stesso periodo del 2025.
In termini di crescita tendenziale, si è verificato un rallentamento di 32,3 miliardi. Di seguito, la media della variazione trimestrale percentuale dal 2021 al 2026:
- media gen-mar 2026: +3,8%
- media gen-mar 2025: +5,1%
- media gen-mar 2024: +3,7%
- media gen-mar 2023: +1,3%
- media gen-mar 2022: +3,9%
- media gen-mar 2021: +7,8%
Dati in linea con le previsioni annuali del governo
Come osservato, si è passati da un incremento del debito pubblico superiore al 5% a uno inferiore al 4% nei primi mesi del 2026.
Esaminando i dati mese per mese fino al 2021, ecco come si presenta la variazione percentuale annua:
- marzo: +4,1% (2026) +4,6% (2025) +4% (2024) +1,2% (2023) +4% (2022) +8,9% (2021)
- febbraio: +3,8% (2026) +5,3% (2025) +3,6% (2024) +1,3% (2023) +3,5% (2022) +8,1% (2021)
- gennaio: +3,5% (2026) +5,5% (2025) +3,5% (2024) +1,4% (2023) +4,3% (2022) +6,5% (2021)
Questi dati sono stati confrontati con le previsioni ufficiali del governo, incluse nel Piano strutturale di bilancio, precedentemente noto come DEF. Per la fine del 2026, il debito pubblico è previsto al 138,6% del PIL, equivalente a 3.213 miliardi di euro. Ciò corrisponde esattamente a un aumento del 3,8% rispetto al dato di fine 2025, in linea con i trend del primo trimestre. Questo suggerisce che il rallentamento osservato può essere attribuito a una strategia deliberata del Tesoro per contenere l’aumento del debito a seguito della mancata riduzione del deficit sotto il 3% del PIL.
La guerra in Iran minaccia i conti pubblici
Le prospettive di raggiungere l’obiettivo sono compromesse dalla guerra in Iran, che sta influenzando negativamente i conti pubblici italiani su tre fronti. In primo luogo, l’aumento dei rendimenti sovrani sta incrementando la spesa per interessi sul debito pubblico nel 2026. In secondo luogo, il governo è costretto a introdurre misure per contrastare l’aumento dei prezzi del carburante e delle bollette. In terzo luogo, la guerra ha causato una riduzione delle previsioni di crescita economica. D’altro canto, l’accelerazione dell’inflazione sta portando a un aumento delle entrate fiscali, che attutisce, almeno in parte, il peggioramento dei conti pubblici.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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