Nel 2026, la questione dei costi energetici rimane al centro dell’attenzione per numerose attività imprenditoriali. Per affrontare questa sfida, il legislatore ha elaborato un pacchetto di misure che combina sollievo immediato, strumenti fiscali e incentivi agli investimenti. Emergendo dal dibattito parlamentare, si delinea un approccio volto a mitigare l’impatto del aumento dei costi energetici, mantenendo al contempo un occhio di riguardo per la sostenibilità dei bilanci pubblici, la semplificazione e il rispetto delle normative europee sugli aiuti di stato.
Le iniziative non si limitano a un singolo settore. Industria, agricoltura, trasporto su strada e pesca sono solo alcuni dei settori interessati. Oltre ai ristori, sono state introdotte normative che influenzano la fiscalità aziendale, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai benefici e stabilizzare la pianificazione finanziaria delle aziende.
In questo contesto, il costo elevato dell’energia è trattato non solo come una situazione di emergenza, ma come un elemento che necessita decisioni strutturali. Questi ultimi interventi del governo sono stati il fulcro di un’audizione parlamentare tenutasi oggi alla 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato, presentata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Costo elevato dell’energia: crediti di imposta, investimenti e autoproduzione
Il nucleo centrale del supporto è rappresentato dai crediti di imposta. Il Decreto Legislativo n. 42/2026 intensifica il sostegno agli investimenti in beni strumentali, con una revisione al rialzo dell’incentivo che può raggiungere l’89,77%. Questo limite elevato è volto a promuovere la modernizzazione degli impianti e a sostenere programmi di spesa che erano stati posticipati a causa dell’aumento dei costi energetici.
Un altro elemento chiave è l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. La normativa è orientata a premiare chi riduce la dipendenza dal mercato esterno e sviluppa una maggiore autonomia energetica.
Questo aspetto è particolarmente significativo in termini di riduzione dei costi a breve termine e di minor vulnerabilità a future fluttuazioni dei prezzi dell’energia.
È importante anche menzionare il credito di imposta fino al 20% concesso alle aziende agricole per l’acquisto di gasolio e benzina nel mese di marzo 2026. Questo provvedimento si concentra su un settore particolarmente colpito dall’aumento dei prezzi dei combustibili, con ripercussioni dirette sulla produzione e distribuzione. All’interno del pacchetto contro il caro energia, l’agricoltura riceve quindi una protezione specifica, calibrata sulle esigenze reali. Tale beneficio si affianca ai bonus per le imprese di autotrasporto e pesca del primo decreto sui carburanti.
Regolamenti fiscali, Pex e correzioni IVA
Oltre agli incentivi, il D.L. n. 38/2026 modifica diversi aspetti tributari. Tra le modifiche più significative figura la nuova normativa IVA sulle operazioni di permuta, applicabile ai contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026, con una clausola di salvaguardia per le azioni già intraprese. È un aggiustamento che mira a ridurre le incertezze e le controversie in un’area critica per molte aziende.
Importante anche la precisazione sul regime degli impatriati, con il divieto di cumulo con quello dei neo-residenti previsto dall’articolo 24-bis del Tuir, che sarà effettivo dal 2027. In termini di operazioni straordinarie, è prevista una rateizzazione quinquennale della tassazione dell’avviamento negativo nelle acquisizioni che garantiscono continuità produttiva e occupazionale.
Si reintroduce inoltre in toto il regime Pex, escludendo i dividendi e annullando retroattivamente, dal 1° gennaio 2026, i requisiti dimensionali introdotti dalla legge di bilancio. Questa modifica interessa le imprese individuali e i soggetti Ires e mira a restituire certezza a un meccanismo fondamentale per la fiscalità societaria. Nel medesimo decreto è inoltre potenziato il credito di imposta “Transizione 5.0”, utilizzabile in compensazione entro il 2026, insieme alla rimozione del vincolo di provenienza UE o SEE per l’iperammortamento dei beni strumentali.
Prospettive sul costo elevato dell’energia tra sostegni e vincoli europei
L’intero impianto cerca quindi di bilanciare tre obiettivi: assistenza rapida alle imprese, alleviamento di alcuni nodi fiscali e rispetto degli equilibri di bilancio. Inoltre, il costo elevato dell’energia è gestito con una logica selettiva: supporto dove l’urgenza è maggiore, ma anche incentivi mirati per promuovere investimenti, innovazione e produzione da fonti rinnovabili.
È chiaro, tuttavia, che nessun incentivo può risolvere definitivamente il problema da solo. I crediti di imposta forniscono sollievo, ma la vera svolta sarà la capacità del sistema produttivo di ridurre i consumi, migliorare l’efficienza e diversificare le fonti. In questa ottica, il costo elevato dell’energia rappresenta una sfida sia per la politica industriale che per quella fiscale.
Il messaggio trasmesso dalle normative del 2026 è chiaro: esiste un supporto pubblico, ma è accompagnato da una richiesta di trasformazione. Le aziende che sapranno sfruttare efficacemente questi strumenti potranno mitigare meglio gli effetti del caro energia e rafforzare la propria competitività in un contesto ancora instabile.
Riepilogo
- Costo elevato dell’energia: nel 2026 arrivano supporti fiscali e incentivi per le aziende.
- Il Decreto Legislativo n. 42/2026 potenzia i crediti di imposta sugli investimenti in beni strumentali.
- Sono previsti contributi per l’autoproduzione da fonti rinnovabili e per una maggiore autonomia energetica aziendale.
- L’agricoltura ottiene un credito fino al 20% per l’acquisto di gasolio e benzina.
- Il Decreto Legislativo n. 38/2026 regola l’IVA, gli espatriati, la PEX e le operazioni straordinarie.
- Obiettivo finale: contenere i costi, favorire gli investimenti e rispettare i vincoli europei.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



