Il Decreto Bollette mira a gestire un problema critico per l’economia italiana: l’alto costo dell’energia che grava su famiglie e aziende. Il governo intende affrontare questa problematica eliminando un elemento di costo in crescita e poco conosciuto dai cittadini italiani: gli ETS. Quest’acronimo sta per Sistema di Scambio di Emissioni ed è un meccanismo di aste attivo nell’Unione Europea da molti anni. Attraverso queste aste, vengono negoziati i permessi di emettere inquinanti mediante la compravendita di tonnellate di CO2. Nel 2025, circa 589 milioni di tonnellate di CO2 sono state scambiate, coinvolgendo 11.000 imprese ad alta intensità energetica nell’UE.
Il Decreto Bollette e la questione ETS
Gli ETS sono progettati per spingere le aziende a investire in tecnologie per ridurre le emissioni inquinanti. Con il costo crescente dell’inquinamento, le aziende beneficiano della riduzione di questa spesa. Le imprese più efficienti possono vendere le quote inutilizzate a terzi. Recentemente, il prezzo di una tonnellata di CO2 ha superato i 71 euro, rispetto ai meno di 40 euro di cinque anni fa e ai soli 5 euro di dieci anni fa.
Con il Decreto Legislativo n. 21/2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 febbraio, il governo italiano ha eliminato questo costo per le aziende termoelettriche. Così facendo, queste non lo riverseranno sui consumatori, permettendo un risparmio annuo di 3,3 miliardi di euro. Se includiamo anche alcuni costi di trasporto del gas, le stime salgono a 3,9 miliardi di euro. Confindustria ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, che alleggerisce i costi per il settore aziendale.
L’Italia richiede una revisione delle regole comunitarie
Nonostante l’approvazione del Decreto, permangono incertezze sulla sua applicabilità. Gli ETS sono regolati a livello comunitario e i singoli governi non possono contestarne l’esistenza. È possibile, anzi probabile, che la Commissione europea lo respinga, dato che la cancellazione del costo riguarda solo le aziende produttrici di energia, configurandosi come un aiuto di Stato a un settore specifico. Di conseguenza, l’Italia sta cercando di ottenere una revisione, o addirittura una sospensione delle aste ETS, a Bruxelles, come richiesto dal ministro per il Made in Italy, Adolfo Urso. Stéphane Séjourné, uno dei vicepresidenti della Commissione e rappresentante francese, ha mostrato apertura a questa possibilità.
Il problema dei costi energetici è particolarmente pressante per economie come quelle italiana e tedesca, ma è un tema di interesse comune in tutta Europa, acuito dalla guerra tra Russia e Ucraina. I sostenitori del Green Deal sono contrari alla proposta del governo italiano, poiché eliminerebbe un meccanismo che promuove la produzione di energia rinnovabile. Séjourné ha riconosciuto che la percezione nel mondo delle imprese è differente, vedendo gli ETS più come uno strumento di imposizione fiscale. La recente guerra in Iran ha reso il dossier ancora più urgente e delicato, inclinando la bilancia verso chi richiede una revisione delle regole comunitarie.
Potenziale conflitto con l’UE
Al di là degli aspetti più ampi, il Decreto Bollette affronta direttamente una delle cause principali del caro-energia. Tuttavia, la soluzione proposta potrebbe non essere conforme al diritto comunitario. Tra le altre misure del decreto, vi è la vendita di riserve di gas accumulate durante la crisi del 2022, per un totale di 2,1 miliardi di metri cubi. Questa operazione potrebbe generare diverse centinaia di milioni di euro per lo stato, ma il suo impatto sarebbe limitato. Il consumo annuale di gas in Italia è di circa 63 miliardi di metri cubi, quindi l’operazione riguarda poco più di un trentesimo del fabbisogno totale.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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