Ieri la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo, trascinata dall’ottimismo sui mercati globali dovuto alla conclusione dello “shutdown” più lungo nella storia degli Stati Uniti. L’indice FTSE MIB ha raggiunto i 45.000 punti durante la sessione, chiudendo tuttavia a 44.793 punti. Era partito da poco oltre 34.000 punti all’inizio dell’anno e in aprile, a seguito dell’introduzione dei dazi da parte dell’amministrazione Trump, era sceso fino a un minimo di circa 32.730 punti. Con i risultati di ieri, l’indice ha toccato i massimi da fine gennaio 2001. Bisogna risalire agli albori del nuovo millennio per trovare un punteggio superiore.
Prossimi al record storico
Il picco storico fu registrato nel 2000, quando l’indice toccò i 50.108 punti. Ciò implica che l’FTSE MIB dovrebbe aumentare di un ulteriore 12% per raggiungere il massimo storico. Questa possibilità sembrava molto lontana fino a pochi mesi fa, ma con l’attuale andamento, potrebbe bastare poco tempo per stabilire un nuovo record. Quest’anno, infatti, l’indice è cresciuto del 31%.
Capitalizzazione della Borsa Italiana oltre il trilione di euro
Che cosa è l’FTSE MIB? È l’indice che include le 40 principali aziende quotate per capitalizzazione sulla Borsa Italiana. Secondo gli ultimi dati, Unicredit è in cima alla lista con una capitalizzazione di 106,36 miliardi di euro, seguita da Intesa Sanpaolo con 103,81 miliardi. La capitalizzazione si riferisce al valore di mercato di un’azienda, calcolato moltiplicando il numero di azioni per il loro prezzo.
A fine 2024, la capitalizzazione complessiva della Borsa Italiana era di 811 miliardi di euro. Con l’impennata di quest’anno, il valore totale è ora ben oltre il trilione di euro.
Sebbene non sia ancora possibile determinare il valore esatto, in rapporto al Pil dovrebbe essere salito al 45% o anche di più. Questo ci mostra quanto possa essere lungo il percorso per recuperare le perdite, un periodo che può estendersi ben oltre la durata di una vita umana. Solo quest’anno abbiamo annullato le perdite accumulate dal 2007, 18 anni dopo.
FTSE MIB, recuperate le perdite dopo decenni
Il lento recupero non è un fenomeno isolato del FTSE MIB. Anche il Nikkei-225 di Tokyo ha impiegato oltre 34 anni per riequilibrare le perdite dal 1989. È un aspetto da tenere a mente quando si investe. Le borse spesso riflettono le condizioni economiche nazionali. Non è un caso che le economie di Giappone e Italia abbiano sofferto di una stagnazione del Pil per decenni.
Anche se l’FTSE MIB dovesse raggiungere il record assoluto nei prossimi mesi, il peso internazionale della Borsa Italiana rimarrebbe minimo, essendo sceso dal 2% dei primi anni 2000 a poco più dello 0,50% attuale. Il numero delle aziende quotate rimane basso e il bilancio tra IPO e delisting al 30 settembre era negativo di 11 unità: 16 nuove quotazioni e 27 uscite.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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