Per accedere alle pensioni di vecchiaia sono richiesti all’incirca 43 anni di contributi. Per accedere alle pensioni con la quota 103 sono necessari 41 anni di versamenti. Lo stesso vale per le pensioni con la quota 41 per lavoratori precoci. E per coloro che non raggiungono nemmeno i 35 anni di contributi, quali opzioni hanno? Esistono diverse soluzioni per certi lavoratori. Per le lavoratrici, ad esempio, esiste l’opzione donna, ma i 35 anni di contributi devono essere completati entro il 31 dicembre 2024, e non è garantito che questa opzione sia disponibile anche l’anno successivo.
Solo i lavoratori invalidi, i caregiver e i disoccupati possono pensionarsi con soli 30 anni di contributi grazie all’Ape sociale.
Chi svolge attività lavorative pesanti deve accumulare 36 anni di contributi. Ma coloro che oggi hanno 34 anni di contributi o li raggiungeranno entro la fine del 2024, possono pensionarsi l’anno successivo grazie alla loro attività lavorativa. Tuttavia, è necessario presentare entro il primo maggio prossimo la richiesta di certificazione del diritto.
Pensionamento l’anno prossimo per chi raggiunge 34 anni di contributi entro il 2025, ma è necessaria una richiesta specifica
Esiste un’unica modalità sicura che permette la pensione a chi entro il 31 dicembre 2025 accumula 34 anni di contributi. Questo si applica a coloro che svolgono lavori usuranti come previsto dalla normativa attuale che verrà descritta in seguito. Nel frattempo l’INPS ha annunciato che la scadenza per le domande di certificazione del diritto è imminente. Infatti, come stabilito dal decreto legislativo numero 67/2011, chi rientra nella categoria degli usuranti per attività lavorativa svolta, se raggiunge i requisiti entro la fine del 2026, deve obbligatoriamente presentare la domanda all’INPS per il riconoscimento dell’attività usurante e deve farlo entro il primo maggio 2025.
Il comunicato che l’INPS ha pubblicato sul suo sito ufficiale è il numero 801/2025
Chi deve inviare la domanda di certificazione entro il primo maggio
I destinatari del comunicato sono i lavoratori che svolgono mansioni particolarmente usuranti elencate nel decreto ministeriale del 19 maggio 1999 art. 2, oppure i lavoratori della linea di montaggio, i conducenti di veicoli per il trasporto pubblico collettivo con almeno 9 posti, e i lavoratori notturni. E se sono lavoratori che entro la fine del 2025 accumulano 34 anni di contributi, hanno pienamente diritto a pensionarsi nel 2026.
Ecco i requisiti per pensionarsi nel 2026 con la categoria degli usuranti
Secondo la normativa, la presentazione della domanda di certificazione è essenziale non solo per il diritto a pensione. Infatti, un ritardo nella presentazione comporta il posticipo del pagamento delle pensioni. E questo posticipo aumenta progressivamente: per una domanda presentata con un mese di ritardo, la pensione è posticipata di un mese, con due mesi di ritardo il posticipo è di due mesi e per ritardi più lunghi è di tre mesi. Un ritardo oltre il primo maggio nella presentazione della domanda di certificazione comporta la perdita di mesi di pensione.
Si ricorda che per la pensione con la categoria degli usuranti sono necessari 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.
Inoltre, è necessario raggiungere la quota 97,6, che si ottiene sommando età e anni di contributi. Pertanto, chi soddisfa i tre requisiti sopra menzionati a partire dal primo gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2026, deve presentare entro il primo maggio la domanda di certificazione.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



