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Monte Paschi prossimo all’OPS su Mediobanca: Scopri i Dettagli Ora!

Il rilancio per l’OPS di Monte Paschi su Mediobanca si avvicina
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Pubblicato da Enzo Conti
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Monte Paschi di Siena si prepara a lanciare una nuova Offerta Pubblica di Acquisto per Mediobanca nei prossimi giorni.

La settimana decisiva per l’operazione che vedrà il controllo di Mediobanca passare nelle mani di Siena è appena iniziata. È questione di ore, o al massimo di giorni, prima che Monte Paschi annunci il nuovo lancio dell’Offerta Pubblica di Acquisto (OPS) per le azioni di Mediobanca. Alla chiusura della borsa di venerdì scorso, l’offerta era ancora inferiore del 4% rispetto al valore di mercato e questo scarto si era ampliato rispetto alle sessioni precedenti. Ciò indica che l’istituto, guidato da Luigi Lovaglio, valuta la Piazzetta Cuccia a circa 700 milioni di euro in meno del suo valore di mercato, ma 500 milioni potrebbero essere sufficienti per attrarre gli azionisti, secondo alcune voci di corridoio.

Partecipazione di Delfin e Caltagirone

Al termine della giornata di mercato del 29 agosto, le partecipazioni all’OPS di Monte Paschi da parte degli azionisti di Mediobanca erano salite al 28%. Anche se i nomi non sono stati divulgati pubblicamente, si tratta di Delfin della famiglia Del Vecchio e di Francesco Gaetano Caltagirone. Tenendo conto che le casse di previdenza (Enasarco, Enpam e Cassa forense) detengono complessivamente il 5% in Mediobanca, il raggiungimento della soglia minima del 35% sembra a portata di mano.

La maggioranza assoluta come vero obiettivo

È noto che gli azionisti tendono a prendere decisioni sull’adesione a un’offerta nelle ultimissime sessioni. In particolare, molti attendono un rilancio dell’OPS da parte di Monte Paschi prima della scadenza prevista per l’8 settembre. Attualmente, l’offerta prevede uno scambio di 2,533 azioni di Monte Paschi per ogni azione di Mediobanca conferita. Anche se il 35% del capitale acquisito sarebbe sufficiente per completare l’operazione, l’obiettivo reale rimane di ottenere la maggioranza assoluta.

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Il possesso maggioritario consentirebbe inoltre di sfruttare crediti fiscali per un valore di 2,9 miliardi di euro in sei anni.

Oltre a questioni puramente finanziarie, Siena potrebbe essere accusata di aver preso il controllo di Mediobanca soltanto tramite il conflitto di interesse dei soci comuni nelle due banche, Delfin e Caltagirone. Un’accusa che potrebbe essere difficile da respingere, dato il supporto che stanno ricevendo dal governo Meloni. Pertanto, un rilancio da parte di Monte Paschi sembra quasi obbligatorio per raggiungere quella maggioranza del 50% più un’azione, essenziale per massimizzare il risultato, con l’ideale situato al raggiungimento di due terzi del capitale.

Possibile rilancio di Monte Paschi dopo la sconfitta di Nagel in assemblea?

Il 21 agosto, l’assemblea di Mediobanca ha respinto un’altra OPS lanciata su Banca Generali. Questo rappresenta una sconfitta per il CEO Alberto Nagel, che sembra avvicinarsi all’uscita dall’istituto a seguito della presa di controllo da parte di Siena. Il patto consultivo, che fino a pochi mesi fa rappresentava oltre l’11,6% del capitale, è ora sceso al di sotto del 7%. Anche la famiglia Ferrero ha ridotto la sua partecipazione dallo 0,69% di quest’estate a zero. Pare che nemmeno gli imprenditori di Alba vogliano trovarsi in opposizione nella nuova direzione sostenuta dal Tesoro.

Un miglioramento dell’offerta di Monte Paschi al 3% potrebbe portare il rapporto di scambio dell’OPS a poco più di 2,60 azioni per ogni azione di Mediobanca conferita. In tal caso, anche i fondi d’investimento potrebbero abbandonare Nagel e, anticipando una vittoria di Siena, cederebbero i loro titoli. Un cambiamento significativo per il panorama bancario-finanziario nazionale, considerando che Mediobanca controlla Generali con una partecipazione del 13,20%. Questo rappresenta il vero obiettivo di Delfin-Caltagirone, che sono anche azionisti della compagnia assicurativa.

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