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Pensioni militari e forze di polizia: cosa cambia nel 2027? Scopri ora!

Militari e forze di polizia, dal 2027 la pensione si allontana o resta uguale?
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Pubblicato da Enzo Conti
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Modifiche alle pensioni delle forze di polizia e militari dal 2027: nuovi requisiti e regolamenti da tenere in considerazione.

A partire dal 1° gennaio 2027, si prevedono importanti cambiamenti nella normativa riguardante le pensioni delle forze di polizia e militari. Queste modifiche sono delineate nella Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, che implementa le disposizioni della Legge di Bilancio 2026 relative all’adattamento dei requisiti di pensionamento all’aspettativa di vita. Per il settore della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, le specifiche sono dettagliate nel punto 5 della circolare.

Una delle principali novità è l’incremento dei requisiti per l’uscita anticipata dal servizio. Rispetto agli anni precedenti, si osserva un incremento di alcuni mesi nei requisiti sia per chi desidera accedere alla pensione tramite la contribuzione prolungata sia per chi si avvale delle combinazioni di età e servizio già stabilite dalle norme speciali.

In sostanza, dal 2027 sarà necessario attendere un po’ più a lungo per andare in pensione, e dal 2028 i criteri si inaspriranno ulteriormente. Questa è una questione cruciale per coloro che stanno pianificando il ritiro dal servizio attivo.

Modalità di pensionamento per le forze di polizia e militari

A seguito della legge di bilancio del 2026, dal 2027 si potrà andare in pensione seguendo tre distinti percorsi. Il primo prevede un requisito di 41 anni e 1 mese di contributi senza limiti di età. Il secondo percorso è destinato a coloro che avevano raggiunto al 31 dicembre 2011 il massimo di anzianità utile per l’aliquota dell’80% e che, al momento del ritiro, avranno almeno 54 anni e 1 mese. Il terzo percorso si applica a chi ha accumulato almeno 35 anni di contributi e ha 58 anni e 1 mese di età.

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Dal 2028, i requisiti per questi percorsi aumenteranno: il puro contributivo richiederà 41 anni e 3 mesi, l’uscita con l’aliquota massima richiederà 54 anni e 3 mesi, e il percorso misto di età e contributi richiederà 58 anni e 3 mesi.

In altre parole, la possibilità di un pensionamento anticipato rimane, ma sarà necessario un periodo di contribuzione leggermente più lungo.

Inoltre, coloro che sceglieranno di ritirarsi utilizzando solo il criterio contributivo dovranno considerare un ulteriore ritardo. Infatti, rimangono in vigore i 12 mesi della cosiddetta finestra mobile, ai quali si aggiungono altri 3 mesi di posticipo previsti dalla normativa attuale. Questo significa che tra il raggiungimento dei requisiti e l’effettiva erogazione della pensione non ci sarà una coincidenza immediata.

Pensione di vecchiaia e finestra mobile

Non solo l’anzianità di servizio, ma anche la pensione di vecchiaia, legata all’età limite per grado o qualifica, sarà soggetta a modifiche. Tali aumenti si applicheranno solo se non sono già stati soddisfatti i requisiti per l’uscita anticipata. Per il 2027, l’incremento sarà di 1 mese rispetto al biennio 2025-2026, mentre per il 2028 l’aumento sarà di 3 mesi.

È quindi evidente che chi non può accedere ai percorsi di anzianità dovrà attentamente valutare il proprio limite di età ordinamentale, poiché anche questo parametro subirà delle modifiche. Le pensioni delle forze di polizia e militari continueranno a essere regolate da norme speciali, tuttavia il vantaggio rispetto al regime generale si ridurrà gradualmente.

È importante notare che nel documento analizzato non sono menzionati importi specifici della pensione né nuove misure economiche fisse. Le indicazioni si concentrano esclusivamente sui requisiti di accesso e sulla decorrenza del trattamento pensionistico. Di conseguenza, il calcolo della pensione sarà influenzato principalmente dalla posizione individuale e dalla quota retributiva e contributiva accumulata.

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Le reali novità per le pensioni delle forze di polizia e militari

Il punto più critico è tuttavia contenuto nel comma 180 della Legge di Bilancio 2026. Questa disposizione prevede un possibile aumento aggiuntivo dei requisiti, applicabile nei casi in cui le soglie stabilite per questo settore siano inferiori a quelle previste dall’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO). L’intervento, come specificato, dovrebbe influenzare solo le pensioni di anzianità.

Il calendario di attuazione prevede un incremento di 1 mese nel 2028, un altro mese nel 2029 e un ulteriore mese nel 2030, arrivando così a un totale di 3 mesi in più rispetto al 2027. Tuttavia, resta da definire un passaggio chiave. L’INPS infatti ha rimandato le direttive operative a un futuro Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), che dovrà identificare le specifiche professionalità che, a causa della natura del servizio svolto, potrebbero essere escluse totalmente o parzialmente da questo incremento.

Per chi fa parte di questo settore, il dato fondamentale è che la pianificazione del ritiro richiede ora maggiore attenzione rispetto al passato. Le pensioni delle forze di polizia e militari stanno entrando in una fase di rielaborazione graduale, con piccoli avanzamenti che, sommati, possono influire significativamente sulla data di cessazione del servizio. Pertanto, sarà cruciale seguire la Circolare INPS n. 28/2026, la Legge di Bilancio 2026, il comma 180 e il futuro DPCM per comprendere l’evoluzione delle pensioni del settore.

In sintesi

  • Pensioni forze di polizia e militari: dal 2027 si richiederanno più anni di contributi e un’età maggiore.
  • Saranno necessari 41 anni e 1 mese di contributi senza limite d’età.
  • Sono previsti anche accessi con 54 anni e 1 mese o 58 anni e 1 mese.
  • Dal 2028 ci sarà un incremento di 2 mesi nei requisiti.
  • Persiste la finestra mobile con un ritardo nella decorrenza del pagamento della pensione.
  • Un futuro DPCM potrebbe escludere alcune professionalità dagli aumenti previsti.

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