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Scontrini Pazzi? No, È Solo la Legge del Mercato!

Non chiamateli scontrini pazzi, è la legge del mercato
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Pubblicato da Enzo Conti
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Anche nel 2025 continua la saga degli “scontrini folli” e il web si infiamma sull’ultimo episodio incredibile tra alberghi e ristoranti.

Un aggiunta di pepe che costa 50 centesimi, aragoste a prezzi esorbitanti e addirittura 1,50 euro per rimuovere i pomodorini dalla pizza. È un’altra estate segnata da “scontrini folli”, che sembrano essere creati appositamente per alimentare polemiche online. Gli utenti si dividono tra chi vorrebbe vedere chiudere le attività di albergatori e ristoratori avidi e chi invece li supporta. Le opinioni sono sempre accese, dato che i social media eliminano ogni filtro che normalmente applichiamo nella vita di tutti i giorni. Chi ha ragione? È difficile dirlo.

Il turismo estero sostiene l’economia italiana

Quello che da tempo definiamo “scontrini folli”, come se fossero il risultato di un errore di digitazione o le bizzarrie di qualche raro commerciante, in realtà non lo sono.

Conoscete la noiosa ma familiare legge del mercato? Quando la domanda aumenta, i prezzi salgono. E in Italia, da anni, ci vantiamo del fatto che il turismo stia migliorando sempre di più. Non solo gli italiani non badano a spese per le vacanze, sia in patria che all’estero, ma sono i turisti stranieri a rafforzare questo boom.

Nell’ultimo anno, questi ultimi hanno rappresentato il 54% dei pernottamenti. Il nostro bilancio turistico si è chiuso con un attivo di 21,2 miliardi di euro, e nei primi cinque mesi di quest’anno è cresciuto di altri 5,6 miliardi. Ciò significa che i turisti stranieri spendono in Italia più di quanto gli italiani spendano all’estero. Questa differenza aiuta a sostenere il nostro PIL, che ormai cresce di circa l’1% all’anno. Senza di esso, saremmo un’economia in recessione.

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Il boom del turismo porta a prezzi elevati

Il rovescio della medaglia di questo boom turistico – overtourism” per chi usa termini sofisticati – è che i prezzi inevitabilmente aumentano.

I servizi e perfino i prodotti locali diventano sempre più costosi e fuori portata per i residenti, i cui salari rimangono invariati. Cosa centrano gli scontrini folli? Sono una conseguenza del fatto che non mancano mai clienti nei locali e negli alberghi. Che alcune persone si lamentino di certe stranezze, a volte al limite dell’arroganza, ha poca importanza. Per ogni italiano che si scandalizza, ci sono molti stranieri per i quali i nostri prezzi sembrano addirittura modesti.

Abbiamo puntato sul turismo come “il nostro petrolio”? Questi sono i risultati. È una situazione simile a quella di altre destinazioni turistiche popolari come Spagna, Portogallo e Grecia. Il successo deriva dal fatto che siamo diventati una destinazione economica per turisti stranieri, che hanno un potere d’acquisto maggiore grazie ai tassi di cambio favorevoli e/o a salari più elevati. Vengono qui, spendono e sostengono così attività che altrimenti non esisterebbero o avrebbero fatturati inferiori.

Gli scontrini folli non sono un fenomeno passeggero

La logica dietro agli scontrini folli è qualcosa con cui dovremo convivere, a meno di non cambiare approccio. Le spiagge erano affollate fino all’estate scorsa, nonostante i prezzi significativamente più alti. La forte domanda permette agli esercenti di aumentare ancora di più i prezzi fino a quando non si rendono conto di aver superato un limite critico.

È la dinamica del mercato. Potrebbe accadere che i prezzi continuino a salire anche se noi italiani decidessimo di restare a casa, se venissimo sostituiti nelle spiagge, in montagna o nelle città d’arte dagli stranieri.

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Il disagio si avverte soprattutto al Sud, dove nelle località turistiche più frequentate non sono più scontati né l’acqua gratis al bar né il caffè a prezzi accessibili. Non è un caso che qui si concentrino spesso le storie di scontrini folli, veri o presunti. Pensavate che il successo di mete relativamente nuove come il Salento arrivasse senza conseguenze? Parlate con gli abitanti di Capri, Venezia, Taormina o Costa Smeralda e scoprirete che da molti anni è difficile per loro godersi un aperitivo vicino casa, a causa della grande differenza tra il loro potere d’acquisto e i prezzi.

 

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