Un aggiunta di pepe che costa 50 centesimi, aragoste a prezzi esorbitanti e addirittura 1,50 euro per rimuovere i pomodorini dalla pizza. È un’altra estate segnata da “scontrini folli”, che sembrano essere creati appositamente per alimentare polemiche online. Gli utenti si dividono tra chi vorrebbe vedere chiudere le attività di albergatori e ristoratori avidi e chi invece li supporta. Le opinioni sono sempre accese, dato che i social media eliminano ogni filtro che normalmente applichiamo nella vita di tutti i giorni. Chi ha ragione? È difficile dirlo.
Il turismo estero sostiene l’economia italiana
Quello che da tempo definiamo “scontrini folli”, come se fossero il risultato di un errore di digitazione o le bizzarrie di qualche raro commerciante, in realtà non lo sono.
Conoscete la noiosa ma familiare legge del mercato? Quando la domanda aumenta, i prezzi salgono. E in Italia, da anni, ci vantiamo del fatto che il turismo stia migliorando sempre di più. Non solo gli italiani non badano a spese per le vacanze, sia in patria che all’estero, ma sono i turisti stranieri a rafforzare questo boom.
Nell’ultimo anno, questi ultimi hanno rappresentato il 54% dei pernottamenti. Il nostro bilancio turistico si è chiuso con un attivo di 21,2 miliardi di euro, e nei primi cinque mesi di quest’anno è cresciuto di altri 5,6 miliardi. Ciò significa che i turisti stranieri spendono in Italia più di quanto gli italiani spendano all’estero. Questa differenza aiuta a sostenere il nostro PIL, che ormai cresce di circa l’1% all’anno. Senza di esso, saremmo un’economia in recessione.
Il boom del turismo porta a prezzi elevati
Il rovescio della medaglia di questo boom turistico – “overtourism” per chi usa termini sofisticati – è che i prezzi inevitabilmente aumentano.
I servizi e perfino i prodotti locali diventano sempre più costosi e fuori portata per i residenti, i cui salari rimangono invariati. Cosa centrano gli scontrini folli? Sono una conseguenza del fatto che non mancano mai clienti nei locali e negli alberghi. Che alcune persone si lamentino di certe stranezze, a volte al limite dell’arroganza, ha poca importanza. Per ogni italiano che si scandalizza, ci sono molti stranieri per i quali i nostri prezzi sembrano addirittura modesti.
Abbiamo puntato sul turismo come “il nostro petrolio”? Questi sono i risultati. È una situazione simile a quella di altre destinazioni turistiche popolari come Spagna, Portogallo e Grecia. Il successo deriva dal fatto che siamo diventati una destinazione economica per turisti stranieri, che hanno un potere d’acquisto maggiore grazie ai tassi di cambio favorevoli e/o a salari più elevati. Vengono qui, spendono e sostengono così attività che altrimenti non esisterebbero o avrebbero fatturati inferiori.
Gli scontrini folli non sono un fenomeno passeggero
La logica dietro agli scontrini folli è qualcosa con cui dovremo convivere, a meno di non cambiare approccio. Le spiagge erano affollate fino all’estate scorsa, nonostante i prezzi significativamente più alti. La forte domanda permette agli esercenti di aumentare ancora di più i prezzi fino a quando non si rendono conto di aver superato un limite critico.
È la dinamica del mercato. Potrebbe accadere che i prezzi continuino a salire anche se noi italiani decidessimo di restare a casa, se venissimo sostituiti nelle spiagge, in montagna o nelle città d’arte dagli stranieri.
Il disagio si avverte soprattutto al Sud, dove nelle località turistiche più frequentate non sono più scontati né l’acqua gratis al bar né il caffè a prezzi accessibili. Non è un caso che qui si concentrino spesso le storie di scontrini folli, veri o presunti. Pensavate che il successo di mete relativamente nuove come il Salento arrivasse senza conseguenze? Parlate con gli abitanti di Capri, Venezia, Taormina o Costa Smeralda e scoprirete che da molti anni è difficile per loro godersi un aperitivo vicino casa, a causa della grande differenza tra il loro potere d’acquisto e i prezzi.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



