È opinione diffusa che i dazi finiranno per impattare gravemente sull’economia italiana. Tuttavia, l’effetto varia da settore a settore. L’industria automobilistica sarà una delle più influenzate in Italia. Sebbene l’impatto non sarà così severo come in Germania, dato che l’Italia esporta meno automobili negli USA rispetto ai tedeschi, il contraccolpo sarà comunque significativo. In Stellantis, precedentemente conosciuta come Fiat prima della fusione con il gruppo francese PSA, si prevede una nuova crisi. Infatti, Stellantis ha vissuto anni di profonda crisi, con un uso quasi costante della cassa integrazione in diversi stabilimenti italiani.
Le riduzioni di personale, in particolare nell’indotto, sono state facilitate da una sorta di grande incentivo all’esodo che Stellantis ha implementato di tanto in tanto e da stabilimento a stabilimento. Questi incentivi sono essenzialmente offerti a coloro che scelgono di lasciare l’azienda di propria volontà. E ora è in arrivo una nuova serie di questi provvedimenti, con incentivi per coloro che sono vicini alla pensione, inclusi bonus salariali aggiuntivi e un premio per lasciare lo stabilimento.
Pensioni e bonus salariali: a 55 anni, 30.000 euro più 33 mesi di stipendio pagato, ecco i nuovi incentivi
Da Pomigliano d’Arco a Pratola Serra, da Melfi a Mirafiori e ora Cassino. Questi luoghi in Italia sono uniti dalla presenza di fabbriche che un tempo erano di Fiat, poi FCA e ora Stellantis. Ma ciò che veramente li unisce sono gli accordi sugli incentivi all’esodo che l’azienda ha messo a disposizione dei lavoratori.
Si prevede che un accordo simile sarà presto siglato anche per lo stabilimento di Cassino, una fabbrica che, come riportato da vari siti locali, conta circa 500 esuberi strutturali. La riduzione del personale a Cassino continua, considerando che negli ultimi 3 anni 800 lavoratori hanno lasciato lo stabilimento.
I nuovi piani di Stellantis per gli incentivi all’esodo
Si prospetta l’approvazione di un nuovo piano di uscite incentivate da parte di Stellantis. In Italia, dal 2016, quando Stellantis era ancora FCA, questa strategia è stata adottata per ridurre il personale. Gli incentivi all’esodo, ossia l’offerta di un vero e proprio premio in denaro per indurre un lavoratore a lasciare, dal 2016 hanno portato l’ex Fiat a una riduzione di 14.000 addetti. Anche presentare le uscite incentivate per chi è vicino alla pensione come un vantaggio per il turnover non corrisponde alla realtà. Infatti, i dati su Cassino sono discordanti: negli ultimi 36 mesi, nonostante i tagli che hanno ridotto di 800 unità il personale, non ci sono state nuove assunzioni. Prima della pandemia, a Cassino non erano stati assunti nuovi lavoratori né erano stati stabilizzati i lavoratori interinali. Attualmente, in base al numero di veicoli prodotti, l’organico di Cassino, che è stato ridotto alla metà o quasi rispetto a 10 anni fa, presenta ancora esuberi.
Questo indica che la produzione di veicoli è in calo, indipendentemente dai dazi imposti dall’amministrazione Trump. Come menzionato, gli esuberi sono ancora oltre 500, tanto che anche nei giorni di lavoro effettivo, circa 600 dipendenti sono in cassa integrazione.
Uscite incentivate non solo per i vicini alla pensione e bonus salariali
Di conseguenza, si sta considerando un nuovo piano di uscite incentivate. Dopo l’approvazione già confermata per gli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Pratola Serra, si attende il piano per Cassino. Nel 2025, Stellantis adotterà una linea di piani diversificati da stabilimento a stabilimento. In passato, aveva adottato piani su scala nazionale. Tuttavia, poco cambia nella sostanza. L’allarme è stato lanciato dalla segreteria provinciale della Uilm, che spera che il piano sia numericamente inferiore agli esuberi annunciati. Secondo gli accordi raggiunti a Pomigliano d’Arco e Pratola Serra, la stessa linea sarà adottata anche per Cassino. Potrebbe quindi esserci il solito bonus in denaro per uscire, l’erogazione di diverse mensilità di stipendio anticipate e un’integrazione alla NASPI. In particolare, un lavoratore di 55 anni dovrebbe ricevere 33 mesi di stipendio più un bonus in denaro di 30.000 euro. Ma il piano prevede uscite anche per i più giovani, con 30 mesi di stipendio anticipato e un incentivo di 30.000 euro a 50 anni, i soliti 30.000 euro di bonus e due anni di stipendio a 45 anni, fino ai più giovani, con 35 anni di età ai quali verrebbe concesso un anno di stipendio e 20.000 euro di premio.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



