Con una tempistica più rapida rispetto al solito, probabilmente grazie alla precoce emissione del decreto governativo sulla perequazione, l’INPS ha rilasciato il 19 dicembre la circolare che dettaglia i nuovi importi per le pensioni del 2026. Quest’anno la circolare è stata diffusa eccezionalmente in anticipo, a differenza dello scorso anno quando fu pubblicata con notevole ritardo, quasi alla fine di gennaio. Non si era mai verificata una simile tempestività nella pubblicazione di una circolare INPS che annunciava gli importi aggiornati per le pensioni di un determinato anno. Questo precoce annuncio è di grande aiuto per i pensionati, che, non avendo ancora ricevuto i cedolini di gennaio sul portale dell’Istituto, possono ora anticipare l’importo che riceveranno con il primo pagamento del 2026.
Di seguito, una dettagliata esposizione delle cifre aggiornate per le pensioni del 2026 e le novità presenti nella circolare numero 153 del 19 dicembre 2025, pubblicata nello stesso giorno sul sito dell’INPS.
Le novità sulle pensioni INPS per il 2026: ecco i dettagli
L’INPS ha completato il suo lavoro e ha emesso la circolare in anticipo, ponendo fine alle discussioni sulla perequazione delle pensioni per il 2026. La revisione delle pensioni, così come di tutte le altre prestazioni erogate dall’INPS, inclusi gli aiuti assistenziali, è già stata definita. Tutto ciò è in linea con quanto previsto dal decreto del 19 novembre, pubblicato il 28 novembre sulla Gazzetta Ufficiale. Si riferisce al decreto interministeriale sulla perequazione che, basandosi sui dati ISTAT sull’inflazione, stabilisce le percentuali di incremento da applicare ai benefici INPS per compensare la perdita del potere d’acquisto causata dall’aumento del costo della vita.
A partire dal primo gennaio 2026, ecco le nuove cifre da considerare in attesa che vengano inserite nei cedolini delle pensioni di gennaio.
Il contenuto della circolare INPS
Nella sua circolare, l’INPS chiarisce anche che gli aumenti di gennaio riguarderanno solo la percentuale di inflazione del 2025. In termini pratici, l’aumento dello 0,8% applicato ai benefici a gennaio 2025, riferito all’inflazione del 2024, non ha subito modifiche. Ciò significa che a gennaio non ci saranno conguagli aggiuntivi, dato che lo 0,8% era il tasso previsto e anche quello effettivamente accettato. Questo non è sempre scontato, poiché spesso il tasso previsto utilizzato per gli aumenti di gennaio, basato sui primi nove mesi dell’anno solare, può essere inferiore o superiore al tasso definitivo che considera anche l’ultimo trimestre, generando talvolta conguagli a favore dei pensionati. Tuttavia, questo non sarà il caso per il 2025, come già menzionato e confermato dall’INPS. L’istituto ha anche confermato che il tasso di inflazione previsionale utilizzato per le rivalutazioni dei benefici di gennaio 2026 sarà dell’1,4%, esattamente come indicato nell’articolo 2 del decreto interministeriale del 19 novembre 2025. Il trattamento minimo INPS nel 2026 sarà quindi di 611,85 euro al mese, mentre l’assegno vitalizio sarà di 348,79 euro mensili.
Il meccanismo, le fasce e le variazioni delle pensioni nel 2026
L’aumento dell’1,4% si applica a tutti i benefici, ad eccezione di quelli erogati con l’Ape sociale, una misura nota per non prevedere indicizzazioni. Tutte le altre prestazioni subiranno un aumento dell’1,4%, ma solo fino a un importo pari a quattro volte il trattamento minimo, circa 2447 euro mensili lordi. Il meccanismo di perequazione prevede un aumento al 100% del tasso di inflazione solo per i trattamenti fino a quattro volte il minimo. Per gli importi superiori fino a cinque volte il minimo, la rivalutazione sarà al 90%, quindi con un tasso dell’1,26%. Per gli importi ancora superiori, la rivalutazione sarà del 75% con un tasso dell’1,05%. Per le pensioni al di sotto del trattamento minimo, vi è anche un ulteriore aumento risultante dalla legge di Bilancio dell’anno precedente, che ha prodotto un aumento extra del 2,2% per le pensioni minime nel 2025 e prevedeva un ulteriore aumento extra per i trattamenti del 2026 pari all’1,3%, come previsto dall’articolo 1 comma 177 della legge 207 del 30 dicembre 2024, ovvero la manovra finanziaria dell’anno precedente. L’importo massimo riconosciuto ai titolari di questi trattamenti sarà di 619,80 euro.
Incremento anche per i trattamenti assistenziali, ecco le cifre e gli aumenti delle pensioni e non solo nel 2026
L’indice di rivalutazione provvisorio per l’anno 2026, pari all’1.4%, comporterà anche l’aumento dei trattamenti assistenziali, risarcitori o legati alla disabilità. L’Assegno Sociale, ad esempio, nel 2026 salirà a 546,24 euro al mese (attualmente è 538,69 euro mensili). La pensione sociale passerà a 450,17 euro al mese, mentre l’indennità integrativa sarà di 936,98 euro al mese. Nella circolare ufficiale, all’allegato 2, sono presenti tutte le cifre, incluse quelle delle nuove quattordicesime (nessuna variazione rispetto al 2025), delle maggiorazioni sociali e anche i limiti di reddito per beneficiare delle prestazioni legate ai redditi dei destinatari.
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