In Giappone, il mese di aprile ha portato una riduzione dell’inflazione, che è scesa all’1,4% su base annua rispetto all’1,5% di marzo. Anche escludendo l’energia e i prodotti alimentari freschi, l’indice è diminuito all’1,4%, il livello più basso dallo scorso ottobre. Questo rappresenta il quarto mese consecutivo in cui l’incremento dei prezzi al consumo è rimasto al di sotto dell’obiettivo del 2% stabilito dalla Banca del Giappone, il che solleva questioni importanti per le decisioni future del suo consiglio di amministrazione, in particolare in vista della riunione di giugno sui tassi di interesse.
Il dilemma dei tassi di interesse in Giappone
Fino a recentemente, il mercato aveva quasi dato per scontato un incremento dei tassi dello 0,25%.
Questo nonostante i tassi di interesse rimangano molto bassi, attualmente allo 0,75%. A supportare questa aspettativa vi sono stati i dati sulla crescita del PIL, che ha mostrato un’accelerazione nel primo trimestre dell’anno, raggiungendo il 2,1% su base annua. Le esportazioni di aprile hanno registrato un aumento del 14,8%, superando le previsioni e raggiungendo il livello più alto da gennaio.
La banca centrale, guidata dal governatore Kazuo Ueda, si trova di fronte a una situazione difficile. Da un lato, può trarre conforto da un’economia solida; dall’altro, deve considerare che la minaccia inflazionistica non si è ancora concretizzata. Nonostante la dipendenza del Giappone dalle importazioni di petrolio per i suoi consumi energetici, la crisi di Hormuz non ha ancora colpito il paese. Tuttavia, un aumento dei tassi potrebbe essere necessario per stabilizzare il mercato dei cambi, visto che lo yen è debole rispetto al dollaro e a fine aprile sono stati necessari tre interventi consecutivi della banca centrale per sostenerlo.
L’inflazione contenuta dai sussidi
È importante notare che la banca ha aumentato le previsioni sull’inflazione per quest’anno, portandole dall’1,9% al 2,8%.
La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno certamente un impatto, ma i prezzi interni rimangono stabili grazie ai sussidi governativi, introdotti dall’autunno scorso e immediatamente efficaci. In aprile, anche le misure per limitare le rette scolastiche hanno contribuito al calo dell’inflazione. Il primo ministro Sanae Takaichi ha annunciato l’introduzione di ulteriori sussidi, mentre l’opposizione ha proposto misure per 3.000 miliardi di yen, circa 16,26 miliardi di euro.
La lotta contro l’inflazione in Giappone si sta giocando attraverso l’aumento del debito pubblico, piuttosto che attraverso rialzi dei tassi. Se da un lato questo supporta l’economia nel breve termine ed evita shock al credito, dall’altro peggiora la già precaria situazione fiscale del paese. Tokyo ha già un debito che supera il 230% del PIL. La recente ripresa dell’inflazione ha esposto le vulnerabilità del mercato sovrano, che per decenni ha offerto rendimenti nulli o addirittura negativi.
Fuga verso rendimenti più lunghi
I rendimenti a medio e breve termine in Giappone stanno indicando un aumento dei tassi di quasi tre quarti di punto percentuale. La banca centrale è rimasta molto indietro rispetto alle aspettative del mercato e potrebbe trovarsi costretta a intervenire per prevenire un’escalation delle aspettative inflazionistiche che potrebbe spingere ulteriormente in alto i rendimenti a lungo termine. Il tasso decennale è già sopra il 2,75% e quello trentennale oltre il 4%. C’è il rischio che Ueda e il suo consiglio perdano il controllo su questa parte della curva dei rendimenti.
Sarebbe un disastro per il governo, che sarebbe costretto a indebitarsi a costi sempre più elevati o a limitarsi alle emissioni di breve durata, peggiorando così la propria situazione fiscale.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
Articoli simili
- Giappone: Rendimenti alle stelle! Curva tassi e debito in crescita
- Tassi Giappone Fermi nonostante Inflazione Oltre 3%: Il Rischio Takaichi
- Mutui più bassi? Puntate sui Governi, non sulla BCE!
- Allarme 2025: i bond giapponesi potrebbero destabilizzare i mercati globali!
- Super Maggioranza per Takaichi in Giappone: Come Cambieranno i Rendimenti Obbligazionari?

Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



