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2026: Come Ridurre i Contributi nel Regime Forfettario? Guida INPS Completa!

Riduzione contributi regime forfettario 2026: domanda INPS, tempi e procedura passo per passo
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Pubblicato da Enzo Conti
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Il taglio dei contributi nel regime forfettario prevede uno sconto INPS del 35%, ma necessita di attenzione riguardo a requisiti, scadenze e impatti futuri

Il 28 febbraio 2026 è una data cruciale per numerosi possessori di partita IVA che adottano il regime forfettario e sono registrati alla gestione IVS dell’INPS. Entro questa data è necessario inviare la richiesta per beneficiare del taglio contributivo, che permette una riduzione del 35% sui contributi previdenziali dovuti.

Questo vantaggio è dedicato esclusivamente agli artigiani e commercianti iscritti all’INPS e non è automatico. È infatti richiesta un’azione diretta del contribuente attraverso un’apposita domanda all’ente pensionistico. In mancanza di tale richiesta, l’INPS applicherà la tariffa contributiva standard, senza alcuna diminuzione.

Le basi normative di questa agevolazione si trovano nelle leggi che disciplinano il regime forfettario (L. n. 190/2014) e nelle direttive INPS relative alla gestione IVS.

Il vantaggio si manifesta in una significativa riduzione del carico contributivo, particolarmente vantaggiosa per coloro che pagano sia la quota fissa minima sia i contributi calcolati sull’entrata aggiuntiva.

Taglio dei contributi nel regime forfettario: chi può accedervi e chi no

L’accesso a questa riduzione è limitato a un gruppo specifico. Possono usufruirne solamente i lavoratori autonomi che operano sotto il regime forfettario e sono registrati nella gestione IVS INPS come artigiani o commercianti. Sono esclusi i professionisti iscritti a enti previdenziali autonomi, come avvocati, ingegneri o commercialisti, che versano i contributi ai propri ordini professionali.

Anche i professionisti senza un ordine professionale e obbligati a iscriversi alla gestione separata INPS non sono inclusi in questa agevolazione, poiché per questa categoria non è prevista nessuna riduzione simile.

Invio della domanda, revoca e procedure operative

Praticamente, il taglio dei contributi per il regime forfettario permette di applicare lo sconto del 35% sia sulla contribuzione fissa trimestrale, calcolata sul reddito minimo, sia sulla parte eccedente, stabilita al momento della dichiarazione dei redditi.

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Il risparmio totale può essere considerevole, soprattutto per coloro che dichiarano redditi superiori al minimo legale.

Per i soggetti attivi dal 1° gennaio 2026 che richiedono l’agevolazione per la prima volta, la domanda deve essere inviata entro il 28 febbraio dello stesso anno. Coloro che iniziano una nuova attività nel corso del 2026 devono presentare la domanda poco dopo la registrazione alla gestione IVS per evitare un’applicazione tardiva del beneficio.

Una volta accettata, l’agevolazione rimane valida anche per gli anni a venire, senza necessità di rinnovi annuali. Chi l’aveva già richiesta negli anni passati non deve ripresentare la domanda quest’anno, a meno che non decida di revocare lo sconto; in questo caso, la comunicazione deve essere inviata sempre entro il 28 febbraio 2026. La rinuncia è definitiva e impedisce future richieste.

La procedura, sia per la domanda sia per la revoca, si svolge esclusivamente online tramite il portale INPS, accedendo al “Cassetto previdenziale artigiani e commercianti”.

Impatti del taglio dei contributi nel regime forfettario sulla pensione

Prima di decidere di adottare il taglio dei contributi nel regime forfettario, è essenziale considerare gli effetti sul trattamento pensionistico. Lo sconto del 35% non solo riduce l’importo versato, ma anche i contributi accumulati ai fini pensionistici.

Di conseguenza, il totale dei contributi risulta inferiore, il che può influire sull’importo della pensione futura.

Per alcuni, specialmente quelli con una carriera più lunga o redditi crescenti, potrebbe essere più prudente versare l’intero importo dei contributi, al fine di assicurarsi una pensione più generosa. La decisione dovrebbe quindi essere ponderata tenendo conto di età, reddito e obiettivi previdenziali.

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È anche importante notare che questa misura non è cumulabile con altre agevolazioni contributive. In particolare, non è compatibile con la riduzione del 50% prevista per artigiani e commercianti che hanno iniziato l’attività nel 2025, introdotta dalla Legge n. 207/2024. Anche in questo caso, è necessaria una valutazione attenta e informata.

In sintesi

  • Scadenza 28 febbraio 2026 per la richiesta del taglio contributi INPS nel regime forfettario.
  • Agevolazione riservata ad artigiani e commercianti iscritti alla gestione IVS INPS.
  • Esclusi i professionisti con casse autonome e iscritti alla gestione separata INPS.
  • Riduzione del 35% sia sui contributi fissi che sulla quota eccedente il minimale.
  • Domanda e rinuncia solo online tramite Cassetto previdenziale INPS.
  • La riduzione contributiva diminuisce anche i versamenti utili per il calcolo della pensione.

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