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INPS: Quanto è probabile una visita fiscale? Scopri i rischi di licenziamento!

Report visite fiscali INPS: quanto è davvero probabile il controllo e quando si rischia il licenziamento
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Pubblicato da Enzo Conti
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Le verifiche INPS sulle assenze per malattia nel 2026

Nel 2026, le verifiche INPS per le assenze per malattia sono diventate nuovamente un argomento di discussione a seguito di un incremento dei controlli a domicilio. L’Istituto ha potenziato le ispezioni domiciliari con l’obiettivo di combattere l’assenteismo e assicurare l’autenticità delle certificazioni mediche.

Quanto è verosimile, quindi, ricevere una visita fiscale a casa? E in che circostanze un’assenza durante una malattia potrebbe portare a sanzioni o persino al licenziamento? Nel nostro report su InvestireOggi esploriamo i dati concreti e le situazioni in cui il rischio si incrementa.

I dati concreti sui controlli INPS

Stando agli ultimi dati rilasciati dall’Osservatorio INPS sulla tutela della malattia, nel 2025 sono stati emessi oltre 30 milioni di certificati medici, con un numero di visite fiscali che ha raggiunto le 838 mila.

Ciò indica che la probabilità media di subire un controllo domiciliare si attesta intorno al 2,7%.

In certi periodi dell’anno, questa percentuale può aumentare fino al 6% dei casi di malattia, ma rimane comunque una minoranza rispetto al totale delle assenze certificate.

In altre parole, il medico fiscale non visita automaticamente ogni caso certificato.

Le ragioni di un incremento dei controlli

Nella seconda metà del 2025, l’INPS ha realizzato circa 399 mila visite fiscali, registrando un aumento del 3,7% rispetto all’anno precedente.

L’obiettivo principale è contrastare l’abuso delle assenze per malattia e assicurare un corretto utilizzo delle coperture previdenziali.

Parallelamente, è cresciuto anche il numero di certificati medici inviati all’INPS, segnale di un incremento generale delle assenze per malattia.

Quando il rischio di ricevere una visita fiscale aumenta

Il sistema di controlli non è completamente aleatorio. Alcune condizioni possono aumentare la probabilità di essere verificati:

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  • assenze per malattia frequenti nello stesso anno
  • malattie di breve durata e frequenti
  • certificazioni rilasciate vicino ai fine settimana o festivi
  • richiesta di verifica da parte del datore di lavoro
  • patologie con prognosi che possono variare

In molti casi, l’INPS utilizza metodi statistici e l’incrocio di dati per identificare situazioni considerate più “a rischio”.

Gli orari di reperibilità

Durante un periodo di malattia, il lavoratore deve essere reperibile all’indirizzo specificato nel certificato medico per permettere la potenziale visita del medico fiscale.

La visita domiciliare può essere programmata:

  • dall’INPS d’ufficio
  • su richiesta del datore di lavoro

È quindi obbligatorio per il lavoratore essere presente durante le fasce orarie stabilite, a meno di un valido motivo.

Cosa succede se non si è presenti in casa

L’assenza durante una visita fiscale può portare a conseguenze sia economiche sia disciplinari.

Tra le principali conseguenze si annoverano:

  • perdita dell’indennità di malattia
  • riduzione del periodo retribuito
  • sanzioni disciplinari
  • in casi gravi o ripetuti, il licenziamento

Le sanzioni più severe si verificano soprattutto quando l’assenza non è giustificata o quando il comportamento è considerato inappropriato dal datore di lavoro.

Un dato che sorprende: la prognosi è quasi sempre confermata

Le statistiche indicano che nella maggior parte dei casi, il controllo conferma la prognosi del medico curante.

Secondo i dati disponibili, circa l’80% delle visite fiscali confermano i giorni di malattia prescritti, mentre le riduzioni si applicano solo a una piccola parte dei casi.

Questo dimostra che la visita fiscale ha principalmente una funzione di verifica e deterrenza.

Il vero tema: controlli più mirati, non automatici

L’aumento delle visite fiscali non implica che ogni lavoratore malato sarà controllato. I dati suggeriscono piuttosto un sistema sempre più selettivo, basato su analisi statistiche e segnalazioni da parte dei datori di lavoro.

Per i lavoratori, la regola è semplice: rispettare gli orari di reperibilità, comunicare correttamente l’indirizzo durante il periodo di malattia e seguire le indicazioni del medico.

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