Un momento decisivo nella storia di Unicredit è stato il 27 gennaio 2021, quando il Consiglio di Amministrazione ha nominato Andrea Orcel come nuovo CEO. La nomina è stata ratificata dall’assemblea degli azionisti il 15 aprile dello stesso anno. Nel giorno in cui Orcel è stato designato, le azioni di Unicredit hanno chiuso a 7,66 euro a Piazza Affari, con una capitalizzazione di poco meno di 12 miliardi di euro. Ora, a poco più di cinque anni di distanza, il valore delle azioni è salito a 67 euro, con un incremento del 765%, e la capitalizzazione di mercato ha superato i 100 miliardi di euro, segnando un aumento di 90 miliardi sotto la sua direzione.
Risultati straordinari per Unicredit con Orcel
I dati finanziari del primo trimestre del 2026 rivelano l’eccezionale performance di Piazza Gae Aulenti. I ricavi sono aumentati del 4,9% annuo, raggiungendo 6,87 miliardi di euro e superando le aspettative. Di questi, 2,51 miliardi provengono dalle commissioni, mentre 3,59 miliardi derivano dal margine di interesse. Il profitto netto è cresciuto del 16,2%, arrivando a 3,22 miliardi di euro. Ora, Unicredit si pone l’obiettivo di raggiungere un profitto netto di 11 miliardi per l’intero anno, che stabilirebbe un nuovo record per la banca italiana.
Questi nuovi dati indicano che più di un terzo dei ricavi di Unicredit proviene dalle commissioni bancarie, mentre più della metà è generato dall’erogazione di prestiti. Importante, soprattutto per gli azionisti, è il fatto che la banca ora realizza profitti pari a oltre il 40% dei ricavi. In pratica, per ogni 100 euro di ricavi, 40 rimangono in profitto netto dopo le tasse pagate allo stato.
Confronto con gli anni pre-pandemia
Qual era la situazione prima dell’arrivo di Orcel? Assunto nel ruolo di CEO all’inizio del 2021, è utile guardare al bilancio del 2020, l’anno della pandemia, anche se le cifre di quell’anno sono considerate poco affidabili. Meglio fare riferimento al 2019, l’ultimo anno “normale”.
Nel 2019, Unicredit ha registrato ricavi per 18,8 miliardi di euro, con 10,6 miliardi provenienti dal margine di interesse (56,4%) e 6,3 miliardi dalle commissioni (33,5%). Il profitto netto era di 3,3 miliardi, rappresentando il 17,6% dei ricavi.
Confrontando questi dati, si può notare che le percentuali non sono molto diverse da oggi. Le commissioni erano leggermente inferiori, mentre il margine era un po’ superiore. Tuttavia, grazie all’aumento dei tassi di interesse, il margine di interesse è cresciuto di circa un terzo nel 2025. Di conseguenza, sotto la guida di Orcel, Unicredit ha potuto aumentare significativamente i ricavi dalle commissioni, un trend che si rispecchia nell’intero settore bancario europeo, ma con performance particolarmente brillanti.
Efficienza gestionale attraverso la riduzione dei costi
La vera differenza sotto la guida di Orcel, tuttavia, è nella capacità di generare profitti.
Prima di Orcel, la banca era costretta a fare frequenti svalutazioni dei crediti a rischio. Dopo aver ripulito i bilanci, ora i profitti aumentano anche grazie al taglio dei costi. Questi ultimi, che prima della pandemia rappresentavano più della metà dei ricavi, ora sono ridotti a circa un terzo, e non superano il 40%. Questo è un esempio di efficienza gestionale. In sintesi, il CEO ha diversificato le fonti di ricavo migliorando le commissioni del 40% e allo stesso tempo massimizzando il margine. Riducendo i costi, è stato in grado di realizzare profitti senza precedenti.
Da quando Orcel ha assunto la carica nel 2021 fino al 31 marzo scorso, Unicredit ha accumulato un profitto netto di 40,8 miliardi di euro, distribuendone più di 37 miliardi attraverso buyback e dividendi per un totale di 22,3 miliardi di euro. In pratica, sotto la gestione di Orcel, gli azionisti hanno ricevuto più di quanto la banca abbia effettivamente guadagnato, attraverso la restituzione dell’eccesso di capitale al di sopra dei limiti minimi regolamentari. Questa strategia è stata chiaramente premiata dal mercato, anche perché riduce il numero delle azioni in circolazione e aumenta il valore del dividendo per ciascuna azione rimanente.
Unicredit in posizione di predatore con Orcel
Un’altra ragione per cui il mercato è entusiasta di Unicredit è che, sotto la guida di Orcel, la banca ha smesso di essere sulla difensiva e ha iniziato ad essere aggressiva. Sta tentando di acquisire Commerzbank, nonostante le numerose resistenze politiche e istituzionali in Germania, simile al tentativo fallito di acquisto di Banco BPM un anno fa, bloccato dall’opposizione del governo. Ha anche acquisito una partecipazione del 9% in Generali e potrebbe prendere il controllo della quota di Delfin in Monte Paschi per diventare il principale azionista del gruppo bancario-assicurativo. Se in passato era considerata una preda, ora sono le altre istituzioni finanziarie a dover guardarsi le spalle.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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