Il TFS, ovvero il Trattamento di Fine Servizio, rappresenta l’analogo del TFR, il Trattamento di Fine Rapporto, per chi lavora nel settore pubblico.
Nel contesto del lavoro pubblico, questa somma è comunemente chiamata buonuscita. È la retribuzione accumulata dal lavoratore durante gli anni di servizio e viene erogata al termine della relazione lavorativa.
Contrariamente al settore privato, i tempi di erogazione nel settore pubblico sono notevolmente più estesi. Tuttavia, vi sono alcune opzioni per ricevere un anticipo, specialmente per i dipendenti pubblici che sono già in pensione.
TFS e TFR anticipati per i pensionati: panoramica per il 2026
Per i pensionati del settore pubblico, è possibile ottenere un anticipo del TFS o del TFR.
I dipendenti statali pensionati possono presentare una richiesta specifica all’INPS e poi richiedere un anticipo da parte di banche o intermediari finanziari che partecipano alla convenzione stabilita.
Questa procedura è essenzialmente un’operazione di finanziamento.
Il 5 marzo, una sentenza della Corte Costituzionale ha nuovamente affrontato le tematiche relative a TFS e TFR, sottolineando le differenze tra i due sistemi.
In entrambi i casi, si parla di salario differito: una parte dello stipendio del lavoratore è messa da parte ogni mese e viene liquidata alla fine del rapporto di lavoro.
Nel settore pubblico:
- il TFS si applica ai lavoratori assunti a tempo indeterminato prima del 1° gennaio 2001;
- il TFR è destinato a coloro che sono stati assunti dopo tale data.
I lavoratori assunti prima del 2001 avevano comunque la possibilità di scegliere il TFR, specialmente per destinare gli accantonamenti alla previdenza complementare, opzione non disponibile con il TFS.
Processi di liquidazione delle buonuscite nel settore pubblico
Il TFS, a prescindere dalla data di assunzione, è utilizzato anche per categorie specifiche di pubblici impiegati, come:
- forze armate;
- vigili del fuoco;
- alcuni membri del personale universitario.
Indipendentemente da TFS o TFR, nel settore pubblico i tempi di liquidazione sono dilazionati e spesso anche frazionati.
Le normative attuali sono il risultato del Decreto Salva Italia dell’era Monti, in un periodo di riforma Fornero e di crisi economica, che ha comportato, oltre a misure più severe sulle pensioni e altri sacrifici, anche il posticipo delle liquidazioni delle buonuscite.
Normativa sull’anticipo e modalità di pagamento, fra rateizzazione e soluzione unica
Nel settore pubblico, TFS e TFR devono essere liquidati entro 105 giorni dalla fine del servizio solo in situazioni particolari, come:
- decesso del lavoratore;
- invalidità o grave disabilità.
Se il rapporto si conclude per dimissioni volontarie, il pagamento avviene dopo 24 mesi.
I tempi si riducono a 12 mesi se la cessazione avviene per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore, come:
- pensionamento;
- licenziamento;
- scadenza di un contratto a termine.
TFS e TFR anticipati per i pensionati: dettagli operativi
Se la buonuscita supera i 50.000 euro, il pagamento non avviene in un’unica soluzione ma è rateizzato.
Nel dettaglio:
- in 2 rate se l’importo totale è inferiore a 100.000 euro;
- in 3 rate se supera tale soglia.
Le rate successive sono erogate a intervalli di 12 mesi.
Questo comporta che molti pensionati pubblici debbano aspettare anni per ricevere l’intero ammontare maturato.
Per evitare attese così prolungate, è tuttavia possibile richiedere l’anticipo del TFS o del TFR.
Il pensionato deve inoltrare una domanda all’INPS, che emette una certificazione con l’importo anticipabile. È importante notare che l’anticipo non può eccedere 45.000 euro.
Una volta ottenuta la certificazione, il documento deve essere presentato alla banca o all’intermediario finanziario convenzionato per procedere con la pratica di finanziamento e ottenere l’anticipo della buonuscita.
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