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Azioni Poste Italiane in Offerta! Fino al 5% per Risparmiatori e Dipendenti: Scopri gli Incentivi

Azioni Poste Italiane, quota riservata al canale retail
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Pubblicato da Enzo Conti
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Una nuova tranche di azioni di Poste Italiane sarà messa in vendita dallo stato. Una parte di queste sarà destinata agli investitori retail, con potenziali incentivi.

Nonostante la data ufficiale non sia stata ancora annunciata, è molto probabile che la Vendita Pubblica di Azioni di Poste Italiane avrà inizio lunedì 21 ottobre e terminerà il venerdì della stessa settimana. Il 6 novembre verranno presentati i risultati finanziari del terzo trimestre e nei dieci giorni precedenti si verificherà il cosiddetto periodo di “blackout” delle informazioni finanziarie. È stato annunciato che un consorzio di banche gestirà l’operazione, la quale riguarderà fino al 14% del capitale totale. Il governo di Giorgia Meloni ha deciso che lo stato manterrà il controllo di almeno il 50% più una azione.

Attualmente, il 29,2% delle azioni è posseduto direttamente dal Tesoro, mentre il 35% è detenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti. Di conseguenza, il settore pubblico possiede il 64,2% delle azioni.

Riservato il 35% a risparmiatori e dipendenti

Un ulteriore 0,82% delle azioni è detenuto dalle stesse Poste Italiane come azioni proprie. Successivamente, il 12,05% è posseduto da investitori individuali e il 22,88% rimanente appartiene agli investitori istituzionali. Un comunicato del Tesoro dell’1 ottobre ha rivelato che il 35% delle azioni messe in vendita sarà destinato ai risparmiatori e ai dipendenti di Poste. Durante la privatizzazione del 2015, il 30% delle azioni fu riservato al canale retail. Si prevede che l’incasso da questa vendita possa ammontare a circa 2,3 miliardi di euro, se venduto il 14% del capitale.

Gli analisti indicano il rischio di un “overhang”, ovvero un’eccessiva offerta di azioni di Poste, ma sottolineano che riservare oltre un terzo delle azioni a piccoli risparmiatori e dipendenti potrebbe mitigare tale rischio. Inoltre, il Tesoro ha menzionato la possibilità di “forme di incentivazione”, che potrebbero includere quote riservate o uno sconto sul prezzo, oltre a facilitazioni di finanziamento per i dipendenti, simili a quanto avvenuto nel 2015.

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Potenziale nuovo bonus azionario

Nove anni fa, durante la privatizzazione, il governo incentivò l’acquisto di azioni di Poste Italiane con un “bonus azionario”.

Gli investitori individuali ricevettero 25 azioni gratuite per ogni lotto minimo di 500 azioni (5%), a patto di mantenerle per almeno un anno. Il bonus fu doppio per i dipendenti, ai quali furono garantiti due lotti da 50 azioni ciascuno, con la possibilità di utilizzare il Tfr per l’investimento.

Questa stessa logica è dietro al cosiddetto “premio fedeltà” utilizzato nei bond retail del Tesoro (Italia, Futura e Valore): premiare la fedeltà dell’investitore, incoraggiandolo a mantenere il titolo nel proprio portafoglio. Ulteriori forme di incentivazione potrebbero includere un prezzo di acquisto inferiore rispetto a quello offerto agli investitori istituzionali, rendendo l’acquisto delle azioni Poste particolarmente vantaggioso. Durante l’OPV, il prezzo fissato è solitamente inferiore al cosiddetto Terp, basato sull’ultima sessione di borsa prima dell’annuncio.

Azioni Poste Italiane attrattive

Considerando che il Tesoro sta vendendo una quota pari al 14% del capitale, le azioni Poste destinate al retail rappresenterebbero quasi il 5% del totale. Rispetto ai titoli di stato, ovviamente, non c’è garanzia sui rendimenti o sulla stabilità del prezzo dopo la conclusione dell’offerta. Tuttavia, le azioni risultano attraenti. L’utile netto nel 2023 è stato di 1,9 miliardi (+22,1%) con ricavi per 12 miliardi (5,4%). Nel primo semestre di quest’anno, l’utile netto è stato di 1 miliardo, con un incremento del 14,3%. Chi pensa che l’ente sia solo un operatore postale si sbaglia: i profitti provengono principalmente dal settore finanziario, inclusa la distribuzione di prodotti assicurativi, buoni fruttiferi e servizi di pagamento.

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