Il settore immobiliare si appresta a vivere un rinnovato periodo di prosperità, almeno in alcuni ambiti specifici come quello dei mini appartamenti. Questo nuovo trend ha origine dal Decreto Salvacasa, entrato in vigore alla fine di luglio, che ha modificato le norme relative alle dimensioni minime degli alloggi, permettendo la realizzazione di unità abitative di dimensioni ridotte. L’obiettivo di questa normativa è soddisfare la crescente richiesta di alloggi, particolarmente nelle grandi metropoli, attraverso l’approvazione di spazi più piccoli e meno alti.
Definizione di mini appartamenti nel decreto Salva Casa
Il decreto, approvato dal Consiglio dei ministri a maggio, ha modificato i criteri di abitabilità per alcune tipologie di edifici, introducendo deroghe alle normative preesistenti. Ad esempio, i monolocali possono ora misurare un minimo di 20 metri quadrati, rispetto ai 28 metri quadrati richiesti precedentemente. I bilocali sono stati ridotti a 28 metri quadrati dai precedenti 38. L’altezza minima degli ambienti è stata abbassata a 2,4 metri, anziché i 2,7 metri standard di prima.
Nonostante queste riduzioni, altri requisiti come il rapporto aeroilluminante non sono stati modificati.
L’intento del governo Meloni con questa misura è incrementare l’offerta di alloggi disponibili, cercando di controllare l’aumento dei prezzi di case e affitti nelle principali città italiane. Un’analisi condotta da Cesavo, impresa specializzata nel settore immobiliare, ha esaminato l’effetto della nuova legislazione su Milano e Roma. A Milano, su un totale di circa 16.100 abitazioni in vendita, solo l’1% soddisfa i nuovi criteri di abitabilità del decreto. La maggior parte di queste sono monolocali (98%), con un totale di 158 monolocali e 3 bilocali interessati. Di questi, il 77% è già pronto per l’abitazione, mentre l’11% necessita di ristrutturazioni.
I prezzi degli immobili secondo lo studio
Per quanto riguarda i prezzi, i mini appartamenti a Milano sono ancora piuttosto cari: il 43% ha un valore inferiore ai 100.000 euro, il 41% si posiziona tra i 100.000 e i 200.000 euro, e il 14% supera i 200.000 euro. Così, anche con la nuova normativa, l’accesso a case economiche rimane limitato. A Roma, la situazione è leggermente migliore. Su circa 30.300 abitazioni analizzate, solo lo 0,4% rispetta i nuovi standard del decreto Salva Casa. Anche qui la maggioranza delle unità sono monolocali (69%), seguiti dai bilocali (20%), per un totale di 121 mini appartamenti, di cui 83 monolocali e 24 bilocali.
Il mercato immobiliare di Roma sembra essere in condizioni più favorevoli rispetto a quello milanese. Solo il 6% delle abitazioni necessita di ristrutturazioni, mentre l’86% è già pronto per essere abitato. Inoltre, la maggior parte di queste proprietà ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro (69%), con il 26% che si situa tra i 100.000 e i 200.000 euro. La liberalizzazione dei mini appartamenti mira a migliorare la disponibilità di alloggi nelle grandi città italiane, ma i dati indicano che l’effetto immediato sul mercato immobiliare sarà piuttosto contenuto.
Nonostante la normativa offra nuove opportunità per chi cerca alloggi più accessibili, soprattutto a Roma, i prezzi elevati rimangono un ostacolo significativo per molti potenziali acquirenti, in particolare a Milano. Resta da vedere se, nel lungo termine, queste modifiche saranno sufficienti a mitigare la crisi abitativa nelle metropoli italiane o se saranno necessarie ulteriori riforme.
In sintesi…
- Il decreto Salva Casa consente l’abitabilità di mini appartamenti con superfici e altezze ridotte, rispondendo alla crescente domanda di alloggi nelle grandi città italiane.
- A Milano, solo l’1% degli appartamenti disponibili soddisfa le nuove norme e la maggior parte dei mini appartamenti è costosa, con solo il 43% sotto i 100.000 euro.
- A Roma, lo 0,4% degli appartamenti diventa abitabile grazie al decreto, ma la maggior parte di essi è già pronta all’uso e ha prezzi più accessibili rispetto a Milano.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



