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Crisi Demografica in Italia: i Dati sul PIL Pro-Capite dal 2007 Rivela la Verità

Inverno demografico fatale per l
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Pubblicato da Enzo Conti
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La principale causa della crisi economica italiana? L’inverno demografico, come rivelano i dati sul Pil pro-capite dal 2007.

Recentemente, Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia, ha evidenziato come l’inverno demografico incida negativamente sulla nostra economia. Una riduzione della popolazione porta infatti a un calo dei consumi e a un Pil inferiore. Questo concetto, benché intuitivo, spesso viene trascurato, pensando che le sue vere conseguenze si manifesteranno solo nel futuro, mentre in realtà stiamo già subendo i suoi effetti negativi. Ciò è confermato anche dai dati relativi al Pil pro-capite, un indicatore che misura il prodotto interno lordo per abitante in un dato anno.

Il Pil pro-capite e le dinamiche demografiche

In un mondo ideale dove la popolazione resta costante, il Pil totale e quello pro-capite sarebbero perfettamente allineati. Tuttavia, questo scenario è raro. Oltre al bilancio tra nascite e morti, va considerata anche la mobilità migratoria, ovvero la differenza tra chi emigra e chi immigra. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia ha sperimentato un incremento demografico sia per un saldo positivo tra nascite e morti sia per un’emigrazione italiana superiore all’immigrazione straniera.

Se nel 1960 contavamo 50 milioni di residenti, circa un decennio fa abbiamo toccato quasi i 61 milioni. Da quel momento in poi, abbiamo assistito a un declino, segnato da un aumento degli emigrati e un sorpasso dei decessi sulle nascite, che hanno raggiunto livelli storicamente bassi dall’Unità d’Italia a oggi.

Bassa crescita economica in Italia

I dati sul Pil pro-capite mostrano una curiosità: nonostante i media italiani evidenzino frequentemente come il divario economico tra l’Italia e le altre principali economie europee si stia allargando, la realtà è un po’ diversa. Dal 2007 al 2023, il Pil nominale tedesco è aumentato del 65%, e quello reale del 16,50%. In Francia, l’aumento è stato del 46% nominale e del 15% reale. E in Italia? Siamo cresciuti del 31% nominale, ma dello 0% reale, quindi in pratica non siamo cresciuti affatto.

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  • Paese Pil pro-capite 2007 Pil pro-capite 2023
  • Germania 30.920 50.159 +62,2%
  • Francia 30.276 41.263 +36,3%
  • Italia 27.649 35.473 +28,3%

Il 2007 è stato scelto come anno di riferimento perché precede la grande crisi finanziaria globale, un punto di svolta per l’Europa. Da allora, la situazione economica italiana, già precaria, è peggiorata ulteriormente. Tuttavia, pur considerando l’incremento del Pil pro-capite da 27.649 euro a 35.473 euro (+28,3%), la crescita reale, depurata dall’inflazione, è stata negativa dello 0,5%.

Piccolo aumento della popolazione italiana

In Germania, il Pil pro-capite è salito notevolmente, ma la crescita reale è stata del 9,6%. In Francia, l’aumento è stato del 36,3% nominale, ma solo del 4,4% reale. La popolazione tedesca è cresciuta di 1,2 milioni e quella francese di 4,4 milioni nei 16 anni considerati.

  • Paese Variazione nominale 2007/2023 Variazione reale 2007/2023
  • Germania +62,2% +9,6%
  • Francia +36,3% +4,4%
  • Italia +28,3% -0,5%

Questi dati dimostrano che la situazione economica italiana, sebbene seria, non è così disastrosa come potrebbe sembrare confrontando solo il Pil totale. Infatti, il divario rispetto alla Francia è del 5% e alla Germania del 10%. Se ci fosse stata una crescita demografica più sostenuta, probabilmente questo gap sarebbe stato minore.

Il Pil pro-capite evidenzia un’emergenza demografica

È cruciale quindi interrogarsi sulle cause dell’inverno demografico. La questione è complessa e include aspetti socio-culturali. Molti sono stati dissuasi dal formare una famiglia o dall’avere figli a causa della crisi. Inoltre, centinaia di migliaia di giovani, spesso laureati, hanno cercato opportunità all’estero, e i flussi migratori regolari non hanno compensato il calo delle nascite e l’emigrazione. In conclusione, il Pil pro-capite ha performato leggermente meglio rispetto ai dati sul Pil generale, ma questo non è motivo di compiacimento, dato che rimane comunque un indicatore negativo e il declino demografico non è un fenomeno inevitabile.

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